Il nuovo storytelling delle emozioni
PAOLO GIACOVELLI, EDITORE E LIBRAIO, AL CENTRO, E FRANCESCO E MARIO CARAMIA, ENTRAMBI MUSICISTI

Si chiamano Paolo Giacovelli, Mario e Francesco Caramia e sono tre giovani che condividono un sogno fatto di parole e di musica. Paolo è un editore e libraio, Mario e Francesco due poliedrici musicisti che portano avanti una tradizione di famiglia che dura da quattro generazioni, e hanno deciso di mettere a sistema i loro diversi background, le loro aspirazioni e il know-how costruito negli anni per dar vita a un progetto imprenditoriale in cui coniugare business e passioni. Tutti e tre di Locorotondo, la splendida cittadina della Valle d’Itria, in Puglia, hanno, infatti, deciso di approdare insieme a Milano e di aprire una nuova sede per far crescere le loro idee e sviluppare progetti innovativi per i propri clienti che abbiano appunto come fulcro la musica e le parole. «Un tempo», racconta Paolo, «la nostra era una terra di cafoni e di galantuomini, di lavoratori che hanno fatto della vite, dell’uva bianca, la misura per bersi il mondo. Coppole e mantelle nere non faceva nessuna differenza quando arrivava la vendemmia. Oggi, tutto questo esiste ancora disseminato in quella valle che ha generato nuovi talenti e nuove speranze, che proprio di questo passato e della sua autenticità si nutrono». Conferendo grande energia e voglia di fare. Come quelle di Paolo appunto, classe ‘93, che nel 2015 ha fondato una delle case editrici indipendenti più attive del territorio, nata, come a lui stesso piace ricordare, da un amore incondizionato nei confronti dei libri, dei giovani e della Valle d’Itria. Figlia del territorio che la ospita, la Giacovelli Editore dalla sua creazione ha sempre sostenuto, infatti, i giovani talenti investendo non solo su autori alle prime armi ma anche «ricercando manoscritti che fanno la cifra di quel pezzo di Puglia molto spesso dimenticato e bistrattato, considerato semplicemente come terra di mezzo tra l’Adriatico e lo Ionio, una sorta di entroterra di confine». Attualmente la casa editrice vanta diverse opere prime e promuove il concorso letterario “Racconti divini”, un connubio perfetto tra vino e scrittura, tra aziende vitivinicole del territorio e scrittori di tutta Italia.

Della stessa pasta, pieni di energia e creatività, sono anche i due fratelli Caramia: Mario, classe ‘91, e Francesco, più giovane di due anni, insegnanti di musica nelle scuole secondarie di primo grado, che nel 2016 hanno dato il “la”, nel vero senso della parola, al progetto Mustacchi Bros. Una band capace di creare armonie sonore che riescono ad accompagnare qualsiasi tipo di evento. I due musicisti passano, infatti, dallo swing al jazz, con un tocco di dixieland qua e là assieme alla voce effetto vintage filtrata col megafono e gli interventi corali dei diversi musicisti che creano un unicum davvero speciale. Le gags improvvisate rendono ogni loro show ironico e coinvolgente, in grado di far rivivere le atmosfere indimenticabili degli anni ’30, ’40 e ’50. Tre ragazzi, Paolo, Mario e Francesco, che apparentemente si occupano di due ambiti diversi, ma sono il risultato di uno stesso sogno: «raccontare e far vivere storie, far conoscere la nostra filosofia di vita, le nostre radici, le nostre convinzioni, che pensiamo possano dare alle persone emozioni uniche», spiega Mario. «Ecco perché», gli fa eco Francesco, «abbiamo deciso di aprire a Milano, in via Montenapoleone 8, una nuova sede per tirare fuori dal cassetto tutte le nostre idee e offrire agli altri e a noi stessi un’alternativa, una nuova prospettiva per vedere il mondo e le cose del mondo». Chapeau, giovani energie in movimento di cui tanto il nostro Paese ha bisogno. La motivazione è tanta, come pure le idee. «Abbiamo deciso di investire nonostante non sia un momento propizio per farlo per via del Covid e della crisi del settore editoriale e musicale», chiosa Paolo, «perché siamo convinti che ognuno, rimanendo sempre fedele a se stesso e senza perdere, come nel nostro caso, l’autenticità del Sud, debba fare del proprio meglio per ridare alla collettività quanto ricevuto e perché è il tempo di ripartire con nuove idee e progetti innovativi».

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