Gestire la vita privata. Il 54% degli italiani si dichiara insoddisfatto della quantità del suo tempo libero. Oltre al carico principale di lavoro, il resto del tempo è assorbito da incombenze e doveri familiari. Secondo la ricerca di Swg per Acri intitolata “Gli italiani e il tempo libero”, oltre il 40% dei lavoratori italiani nella fascia di età tra i 55 e 75 anni dichiara di non avere abbastanza tempo libero per causa dei doveri familiari.

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In questo scenario di crescente malessere, emerge una nuova figura che sta rivoluzionando il concetto di assistenza personale: il Private Life Manager. L’ha ideata, facendone un marchio registrato e un metodo strutturato, Rossella Mattielli, reinterpretando un ruolo che ha sempre sentito suo: quello dell’assistente personale, non più esclusivamente business ma dedicata appunto alla vita privata.

Ad affiancare Rossella Mattielli, un team di collaboratrici, professioniste esperte formate e supervisionate da lei. «Non siamo esecutive, siamo delle manager. Gestiamo il nucleo familiare proprio come faremmo con una società e sappiamo cosa fare prima ancora che il cliente ce lo chieda», spiega Mattielli: «Il successo della figura della Private Life Manager – aggiunge – mi ha portato a strutturarne la metodologia e l’organizzazione, per questo ho deciso di costituire la prima società dedicata a questo tipo di attività».

Il fenomeno nasce dalla crescente complessità della vita moderna, dove anche i manager più organizzati si trovano sopraffatti dalla gestione simultanea di carriera e vita privata. «È qui che entriamo in gioco noi, che ci prendiamo cura della vita dei clienti coordinando scadenze, fornitori e professionisti. Gestiamo proprietà, mezzi di trasporto e personale domestico; ci occupiamo delle operazioni che spaziano da quelle più complesse, come le operazioni patrimoniali, a quelle più semplici, come la gestione delle utenze», continua Mattielli.

La differenza sostanziale rispetto ai tradizionali assistenti personali è rappresentata da un approccio proattivo e dalla professionalizzazione di un servizio storicamente sottovalutato. «La vita privata è l’infrastruttura che regge tutto, ha bisogno di cura e attenzione. Il nostro è un lavoro capillare, quotidiano, fatto di anticipazione e… creatività davanti agli imprevisti», chiarisce la manager.

Il target di riferimento spazia dagli artisti agli imprenditori, dai professionisti alle famiglie internazionali che si trasferiscono in Italia, i cosiddetti expats. «Abbiamo clienti di alto livello: artisti, start-up, imprenditori, fondazioni internazionali. E chiunque abbia bisogno di supporto nella gestione quotidiana», sottolinea l’imprenditrice, che ha recentemente ha aggiunto una famiglia turca, a Milano per lavoro, al portafoglio clienti.

Il modello operativo si basa principalmente sul lavoro da remoto, ma non esclude interventi in presenza quando necessario. «Incontriamo spesso i nostri clienti di persona. Quella è la parte più interessante del lavoro: non dobbiamo dimenticare che la famiglia è fatta di rapporti umani, di equilibri, di empatia. Noi entriamo in questo mondo di intimità e cuore. Diventiamo dei veri e propri componenti familiari: vedere le persone di cui ci prendiamo cura non solo è necessario per lavorare, ma è sempre un momento emozionante, per loro come per noi», spiega ancora Mattielli. Che ha selezionato le sue collaboratrici anche in base a requisiti specifici: conoscenza delle lingue, competenze informatiche avanzate e soprattutto, alla base, un’attitudine particolare nel gestire le relazioni umane: «È un lavoro di personalità e diventa un vero e proprio stile di vita. Il valore aggiunto delle mie splendide collaboratrici è anche la loro storia ed esperienza personale, che le rende uniche e sempre capaci di comprendere l’esigenza reale del cliente».