Fare del know-how e della raffinatezza del made in Italy il fulcro del proprio business, insieme con sistemi di tecnologia all’avanguardia. È la mission di Indel B, azienda molto innovativa che opera nel mercato della refrigerazione mobile e dell’ospitalità, diventata un punto di riferimento nel settore a livello internazionale.

Fondata nel 1967 a Sant’Agata Feltria, in provincia di Rimini, oggi è una società quotata al segmento EXM di Borsa Italiana e controllata da Amp.Fin, detenuta a sua volta integralmente dalla famiglia Berloni. 

In oltre cinquant’anni di storia ha letteralmente rivoluzionato il settore della refrigerazione mobile applicabile per i comparti Automotive, Leisure time e Hospitality.

Il Gruppo è inoltre attivo nel settore della climatizzazione mobile, soprattutto con riferimento al mercato Automotive, rappresentato da veicoli commerciali, minibus, ambulanze, macchine agricole e movimento terra, e nel settore delle Cooling Appliances, che comprendono principalmente cantine per la conservazione del vino e piccoli frigoriferi per la conservazione del latte. Una brand extension conseguente a una serie di innovazioni continue e nuove acquisizioni e partnership messe a terra negli anni, che hanno portato Indel B a raggiungere ricavi pari a 226,5 milioni di euro e a dare lavoro, fra società controllate e in joint venture, a un totale di circa 1.300 persone.

L’anno di svolta il 1982, quando l’azienda italiana viene scelta dalla Nasa per realizzare un frigorifero da installare sullo Shuttle Columbia, in grado di funzionare nello spazio in assenza di gravità e con rotazioni a 360°. L’operazione è un successo e fa conoscere la tecnologia Indel B in tutto il mondo:  è l’inizio di una crescita che da allora non ha conosciuto soste e che oggi contempla fra i tanti clienti brand quali Hilton, NH, Scania, Iveco, Daf, Renault, Volvo, Kenworth, Peterbilt, Irizar, Irisbus, Karosa. Solo per citarne alcuni.

«Lavoriamo costantemente per tirare fuori idee e prodotti nuovi, sia a livello estetico, che di funzionalità ed efficienza, ed è proprio questo modo di lavorare che crediamo possa fare la differenza», spiega Luca Bora, amministratore delegato di Indel B dal 2016, ma in azienda da 29 anni. «I nostri clienti, oltre che per la tecnologia, ci scelgono per il design, rigorosamente made in Italy e per la nostra capacità di rispondere alle esigenze, sempre più complesse, del mercato».

Anche l’attenzione alla sostenibilità è una delle cifre di Indel B, in una ricerca continua per offrire prodotti sempre più performanti e in grado di contenere i consumi energetici. Un’attenzione che coinvolge l’intera supply chain con un importante lavoro di ingaggio da parte di Indel B nei confronti dei propri fornitori, sensibilizzati a rispettare precisi standard Esg.

Su questa scia si colloca anche la volontà di riportare in Italia il più possibile la produzione: oggi il 70% della produzione avviene nel nostro Paese e il resto all’estero, ma l’obiettivo, spiega l’Ad, è arrivare a un rapporto di 80 a 20, con ovvie ricadute positive in termini di emissioni di CO2 e quindi di minore impatto ambientale dovuto al trasporto dei prodotti, alcuni dei quali, come i grandi frigoriferi, molto ingombranti e pesanti.

La prossima sfida nel mirino di questa eccellenza tutta italiana quella dei frigoriferi integrati nelle automobili. «Oggi nell’auto il frigo è poco utilizzato perché le batterie sono molto piccole e c’è tanta elettronica che consuma molta dell’energia generata dalla batteria», spiega Luca Bora. «In futuro sicuramente si potrà lavorare su questo fronte e si apriranno nuove opportunità, in quanto l’energia a disposizione sulle auto elettriche di nuova generazione sarà enormemente maggiore rispetto a quella delle auto attuali, e ci sarà pertanto la concreta possibilità di avere a bordo un frigo sempre funzionante».