digital magics
Da sinistra Edmondo Sparano, Alessandro Malacart , Layla Pavone, Marco Gay, Gabriele Ronchini, Alberto Fioravanti

“Genius is one percent inspiration, ninety-nine percent perspiration”, diceva Thomas Alva Edison, il geniale inventore della lampadina e del grammofono. Il genio è 1% di ispiratione e 99% di traspirazione, cioè sudore. Sudore: lavorare, studiare. Già: ma come fa un giovane a studiare per creare un’impresa, per lanciare una start-up, se non c’è nessuno che gli sappia insegnare “come si fa”?

E’ condannato a restare autodidatta o può trovare un indirizzo giusto dove andare ad imparare?

Domanda corretta, ma la risposta è che adesso questo insegnante c’è, anzi questi insegnanti. E insegnano in un’università, qualificando con le loro storie professionali un corso specialistico dedicato proprio a chi vuol lanciare una start-up. Gente del calibro di Luca Barboni, uno startupper che lavora oggi in Silicon Valley, con la sua startup Resonance AI,  selezionata per il programma di accelerazione di 500 startups a Mountain View, California, dove ha sede Google; o di Giovanni Laquidara, technical leader del Google Developer Group di Roma e membro di CodeInvaders, community romana di developers; o di Paolo Napolitano e Federico Belli, fondatori di Peekaboo; o di Valerio Fortunato, startupper seriale che si è inventato roba coms Spagrillo, una pasta fatta con farina d’insetti, o TaylorMail, intelligenza artificiale per profilare le mail; o Federico Pacilli, l’ideatore della startup Baasbox, che produce software per la tecnologia mobile. Gente così difficilmente potremmo trovarla, però, dietro una classica cattedra universitaria, di quelle di legno chiaro un po’ tarlato o di tubolari di ferro sormontati da un ripiano di formica verde. E di fatti, stanno altrove: stanno dentro i videocorsi di Startup Discovery, l’idea di Startup University, il più importante polo italiano di formazione telematica nato dall’accordo tra Digital Magics, Universitas Mercatorum e Università Telematica Pegaso che ha presentato nell’aprile scorso e avviato giusto un mese fa i primi corsi della prima università per startupper mai creata nel nostro Paese.

Si chiama start-up discovery ed ha appena avviato le lezioni, riscuotendo un successo superiore alle attese

Inutile dire che le iscrizioni non sono andate bene ma benissimo, andate meglio delle migliori previsioni. Perchè la fame di sapere “come si fa” a lanciare una start-up che abbia concrete possibilità di farcela, di avere successo e diventare grande è tanta. In un panorama socio economico dominato dall’innovazione tecnologica, sono sempre più numerosi i nuovi imprenditori che decidono di fondare una startup, per sfruttare i vantaggi delle piattaforme online: costi accessibili, e-commerce, canali social, network mondiale, affermandosi in uno dei molti segmenti di business che sembrano essere – e in molti casi sono davvero – scalabili e replicabili.

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“Il corso online Startup Discovery fornisce le competenze di base per strutturare la propria business idea all’interno di un presentazione (pitch) in grado di attrarre i fondi di potenziali investitori”, spiegano a Pegaso, la più grande università on-line italiana, fondata 11 anni fa da Danilo Iervolino, cresciuta esponenzialmente per linee interne e poi anche attraverso l’acquisizione del controllo dell’Universitas Mercatorum (in cui l’Unioncamere, socio fondatore, ha conservato il 30%) ed ora alleatasi strategicamente con Digital Magics.

Il corso, Startup Discovery, appena iniziato, ha durata annuale, per un carico didattico complessivo pari a 1500 ore corrispondenti a 60 Crediti formativi. Studiare, superare gli esami e diplomarsi costa 350 euro compresi i bolli di legge. Funziona come tutti i migliori corsi on-line: una volta perfezionata l’iscrizione, il corsista riceve le credenziali necessarie per accedere alla piattaforma telematica “PegasOnLine”, dove potrà reperire tutti gli strumenti didattici elaborati e a sua disposizione 24h su 24h: lezioni video on-line; documenti scaricabili correlati; bibliografia; sitografia (link di riferimento consigliati dal docente per approfondimento); power point editabile per l’invio del proprio progetto imprenditoriale.

Nella piattaforma pegaso on line tutti gli strumenti didattici, 24h. ma gli esami si svolgono «in presenza»

Queste le materie di studio, fatalmente indicate tutte in gergo inglese, visto che è l’inglese la lingua unica mondiale (Cina compresa!) delle start-up: Startup Ecosystem, Technology Trend, Idea Generation, Business Model, Technology Benchmarking, Market Analysis, Value Proposition, Lead Generation, Agile Methodology, Minimum Viable Product, Pitch. C’è dentro tutto, come si vede: la valutazione dei fattori predisponenti o condizionanti dell’ecosistema, i trend tecnologici, l’ideazione, il modello di business, il confront delle tecnologie, l’analisi di mercato, la proposta di valore al mercato, la generazione dei contatti, il metodo gestionale “Agile” (che si deve pronunciare “agiàil”, all’inglese, ma sempre “agile” significa), la determinazione del prodotto minimo necessario per sopravvivere.

Ai corsisti vengono richiesti i seguenti, classici adempimenti, che corrispono poi ai dettami di legge: studio del materiale didattico appositamente preparato; superamento dei test di autovalutazione somministrati attraverso la piattaforma PegasOnline, superamento della prova finale orale che si svolgerà “in presenza”.

Il corso potrà prevedere degli ulteriori incontri in presenza ad integrazione delle attività formative.