crescita Pil

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco non si è detto d’accordo con tutti gli elementi della sua visione, soffermandosi in particolare sulla “grande incertezza” della situazione e gli errori di stime, per esempio sull’andamento del prezzo del gas che la Russia aveva ritoccato verso l’alto già prima dell’invasione dell’Ucraina, e sull’impossibilità che siano le banche centrali a risolvere problematiche politiche, ma la lectio di Mervyn King, baron King of Lothbury, governatore della Banca di Inghilterra dal 2003 al 2013, in occasione della consegna del premio Bancor, istituito quest’anno dall’associazione Guido Carli con il patrocinio di banca Ifis, vale la pena di essere sintetizzato per punti e di diventare argomento di riflessione.

La premessa

L’inflazione è passata dall’obiettivo del 2 per cento a circa il 10 per cento, il debito oggi è più alto di quanto fosse prima della crisi del 2008 e 2009 e minaccia la stabilità finanziaria, le democrazie sono più divise che mai. Molte economie industrializzate sembrano intrappolate in una bassa crescita da anni. E’ possibile uscirne?

Il ruolo della guerra in Ucraina nella situazione attuale

“L’invasione russa ha prodotto un enorme aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari, soprattutto in Europa. L’inflazione globale, è aumentata più rapidamente dell’inflazione di fondo. Tuttavia, la componente interna dei prezzi al consumo è significativa, come dimostra la diffusione dell’inflazione su un’ampia gamma di beni e servizi e gli aumenti salariali ben al di sopra del livello coerente con un obiettivo inflazionistico del 2 per cento”.

Il ruolo della pandemia e la risposta delle banche centrali

“E’ stata erroneamente quella di rispondere al calo dell’offerta potenziale aumentando la domanda di moneta. Risultato, aumento dell’inflazione. Inoltre, l’errata convinzione che l’inflazione sarebbe sempre tornata all’obiettivo (per il solo fatto che le banche centrali avevano detto che l’avrebbe fatto) ha comportato che l’aumento dei tassi di interesse necessario per riportare l’inflazione all’obiettivo fosse tardivo e lento. L’inflazione di fondo ora è ben al di sopra dell’obiettivo e gli aumenti salariali del settore privato non sono coerenti (con un obiettivo del 2 per cento).

 

Il ruolo del QE

“Nel corso del 2022, le banche centrali hanno smesso di stampare moneta attraverso il quantitative easing e hanno aumentato i tassi di interesse a breve termine. Risultato: crescita monetaria e domanda nominale hanno smesso di crescere rapidamente. A tempo debito, non solo l’inflazione complessiva si ridurrà, in quanti gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari si esauriranno nel giro di dodici mesi, ma anche la componente interna dell’inflazione si ridurrà. Una risoluzione della guerra in Ucraina potrebbe significare che tra un anno i prezzi globali dell’energia e dei prodotti alimentari ridurrebbero l’inflazione, anziché contribuire ad aumentarla, provocando un crollo dell’inflazione complessiva, sebbene l’inflazione generata a livello nazionale rimanga al di sopra dell’obiettivo. La sfida per le banche centrali oggi è quella di concentrarsi sulla riduzione della componente interna dell’inflazione, visibile nella crescita dei salari generata da un mercato del lavoro rigido”.

Conseguenze del “grande repricing”

Si chiama “l’inflazione più alta da mezzo secolo, riduzione del tenore di vita, forte aumento del debito nazionale e, in paesi come gli Usa e Uk, basso tasso di risparmio nazionale”. I prossimi due anni “si preannunciando difficili, con una scarsa crescita economica e una probabile recessione e ulteriori aumenti dei tassi. Il continuo calo dei tassi (negli anni) non ha ripristinato la crescita nel mondo industrializzato”.

I bassi (e impossibili) tassi d’interesse

“L’’idea diffusa che i bassi tassi di interesse siano destinati a rimanere deve essere abbandonata a favore di una vecchia verità. Se troppa moneta va a caccia di pochi beni, l’inflazione che ne deriva non può essere frenata dalle parole delle banche centrali. Ci sono momenti, e questo è uno di quelli, in cui l’aumento dei tassi è una notizia positiva”. Il Grande Repricing può essere l’inizio di un ritorno a una migliore allocazione delle risorse e a una crescita più rapida.