Grande, grosso e buono come il pane. Il Santa Fe  (per noi sarà sempre al maschile perché non ci riesce di pensarlo altrimenti) è proprio come tanti uomini di dimensioni imponenti che si commuovono per poco, magari guardando un fiore. Non ha nulla di aggressivo, di snob, di sopra le righe. È essenziale e dà istintivamente sicurezza. Anche quella di poter portare sempre con sé e senza fatica una famiglia numerosa (esiste pure la versione a sette posti) e una quantità industriale di bagagli. È morbido da guidare e nelle linee. Ha la trazione integrale, ma i muscoli, se ci sono, sono coperti dalla dolcezza delle forme all’interno e all’esterno. Senza offesa: la grinta non gli appartiene, non è nel suo dna. Intendiamoci: non è che non vada sufficientemente veloce, anzi (ha 200 cavalli e raggiunge i 205 km/h) o che abbia poca o nulla accelerazione (da zero a 100 km/h in 9,4 secondi), ma risponde lentamente perché è un’auto tranquilla, fatta apposta per la famiglia. Non la si può immaginare senza almeno un seggiolino attaccato al sistema isofix. È difficile pensarla senza il bagagliaio (625 litri e 1.695 con i sedili posteriori abbassati) pieno, con almeno una carrozzina. Non per questo non è tecnologica: ha un sistema di navigazione con schermo touch da 8’’, integra tutti i Servizi Live, Apple CarPlay e Android Auto, permettendo ai passeggeri di utilizzare tutte le funzioni del proprio smartphone attraverso il touchscreen. Poi è disponibile un full head-up display, che proietta le informazioni utili direttamente sul parabrezza, e i sistemi di guida assistita della famiglia Hyundai SmartSense, tra i quali il Safety Exit Assist, che previene possibili incidenti in caso di apertura delle portiere, e l’innovativo Rear Occupant Alert, che che segnala la presenza di bambini nella seconda e terza fila di sedili alla chiusura del veicolo. Dato che è un’auto per per chi ha avuto l’ardire di fare dei figli, questo “ecomostro” con motore diesel fa risparmiare chi fa molti chilometri. E ha un prezzo che parte da 45 mila euro, ma in Italia costa un migliaio di euro in più per quel provvedimento geniale (si fa per dire) che è il bonus/malus ecologico. Family first, ma solo a parole.