È il segno dei tempi: ieri c’erano gli “inciuci”, le raccomandazioni segrete, i conciliaboli nelle anticamere di viale Mazzini per definire, alla vigilia dei nuovi governi post voto, volti, programmi e direzioni. Oggi, Matteo Salvini autentico “rivoluzionario” della politica che piace ai Millennials- agreste, sincero, empatico- sovverte le regole. Martedi 8 maggio si è fatto trovare, linea perfetta, giubbotto verde lega, barba curatissima, abbracciato alla splendida futura moglie Elisa Isoardi negli studi Rai di Saxa Rubra dove lei conduce ogni giorno il programma Buono a sapersi. 

Nessuna processione di aspiranti alla promozione sul campo, Salvini ha chiacchierato con tutti senza mai sfiorare l’argomento cruciale della politica o della tv perché, ha confessato, io sono qui “come fidanzato e basta”. Poi, certo, sappiamo che, a costruire il format di Elisa c’è uno dei 100 top comunicatori d’Europa secondo la hit consultata da Economy comprensiva degli spin doctor di Macron e Trump

Lui è Casimiro Lieto, uno che faceva ricerca universitaria già vent’anni fa programmando la tv non sulla base del “sentiment” ma sulla nettezza delle statistiche e delle proiezioni Istat. Raffinato intellettuale salernitano, Casimiro ha firmato decine e decine di programmi per la Rai lavorando fianco a fianco con una giovanissima (e già molto capace) Monica Maggioni, oggi presidente della Rai in scadenza come il dg Mario Orfeo ed il cda. 

Simpatie politiche? Non pervenute, anche se ovviamente esistono perchè per “Casi” il civil servant in Rai deve restare comunque super partes. 

Nella squadra salviniana spicca poi Giancarlo Giorgetti, uno che non ha bisogno di presentazioni nei mercati: lo stimano tutti e lo rispettano perchè -almeno finora- ha gestito  i rapporti con l’esterno in modo prudente, esemplare, geniale. 

Nell’ultimo consiglio di amministrazione Rai l’uomo indicato da Salvini era -non a caso- uno dei giornalisti più alieni agli inciuci di palazzo: Giancarlo Mazzuca, gia condirettore con Indro Montanelli, parlamentare di Forza Italia, per quasi 8 anni direttore del Carlino di Bologna, oggi storico con una passione per il filone del revisionismo. Due anni fa diede alle stampe “Mussolini e i musulmani” per Mondadori mentre a giugno pubblica “Noi fratelli” con la prefazione di Papa Bergoglio sempre per i tipi di Segrate. “Negli anni in cui sono stato consigliere Salvini non ha mai alzato il telefono una volta, non ha mai chiesto niente” confessa Mazzuca a cena con un altro imprenditore filo salviniano pugliese Giuseppe Pierro di Ad majora nell’elegante ristorante romano Al Ceppo. ”Mi hanno chiamato in tanti, raccomandazioni di tutti  i generi, ma lui mai”. Pierro, 41 anni, fede centrodestra da sempre con un animo diviso fra Berlusconi e Salvini, organizza per giugno una kermesse a Trani, nella sede della sua azienda, un incontro con l’osservatorio di politiche sociali “Ops” di cui è testimonial la brava Adriana Volpe, conduttrice Rai di lungo corso. 

Ospite d’onore? “Salvini” risponde l’imprenditore pugliese. ”Io ero un seguace di Pinuccio Tatarella, dopo di lui solo Matteo. Da quando la Lega non è più solo nordista, anche i baresi lo amano. Gli prepareremo riso patate e cozze”.

Con buona pace della polenta, o no?