Coronavirus e medicina di precisione: alla ricerca del dato perduto

Il mondo della formazione scolastica e universitaria punta sull’azione salvifica dell’online. E se tutta l’Italia, assediata dall’epidemia da Covid 19, ha potuto sperimentare su larga scala i vantaggi dello studio (oltre che del lavoro) a distanza, oggettivamente il comparto dell’e-learning trova nell’Italia una delle nazioni europee meglio attrezzate. «E in questo momento di grave incertezza – sottolinea Danilo Iervolino, fondatore e presidente dell’Università Telematica Pegaso, tra le prime a partire, nel 2007 ed oggi incontrastata leader di mercato con oltre 100 mila iscritti  –  l’Università tiene a lanciare un forte messaggio di speranza e di positività. Per questo ci siamo impegnati per dare pronta risposta alle esigenze della comunità degli studenti che, a oggi, conta ben oltre centomila iscritti».

La vera rivoluzione del momento – scattata tra le norme sull’emergenza epidemica, ma secondo logica destinata a rimanere nell’ordinamento – è rappresentata dalla possibilità, offerta dal decreto del Miur datato 4 marzo, di sostenere le prove d’esame universitarie anche in modalità online: «Siamo stati i primi nel settore dell’e-learning – continua Iervolino – a garantire la modalità dell’esame online inteso sia come prova di profitto che come discussione della tesi. Gli studenti hanno potuto sostenere le verifiche da casa in piena serenità e sicurezza». 

Strumenti alla portata di tutti

Un personal computer, una webcam e una buona connessione internet: basta questo per accedere ai corsi e, dopo il decreto del 4 marzo, anche agli esami

Le precondizioni necessarie per accedere a questa modalità d’esame sono alla portata di tutti: l’uso di un personal computer e di una webcam, una buona connessione internet, la scansione di un documento di riconoscimento valido. Lo studente, accedendo nella piattaforma Pegaso, ci trova tutti gli appelli degli esami da sostenere, si prenota e sostiene l’esame nei giorni e negli orari indicati. A fine prova, non deve far altro che attendere la convalida della verifica sostenuta. «Tutto questo è reso possibile – spiega il presidente –  grazie a una procedura prestabilita che comprende la certificazione dell’identità dell’esaminando attraverso il riconoscimento biometrico facciale, il monitoraggio e il tracciamento della prova interamente registrata, l’intervento della commissione esaminatrice che verifica la correttezza dello svolgimento dell’esame».

Ma a questo punto sorgono spontanee alcune domande sul futuro prossimo. Se è chiaro  che l’e-learning rappresenta una valida soluzione per accorciare le distanze con il sapere, può mai risolversi nella semplice trasposizione online del vecchio modello di studio? Non è anche l’occasione di un cambiamento radicale, che richiede e merita l’intervento di specialisti? Non è necessario stabilire regole certe, che siano in grado di individuare parametri chiari, capaci di misurare l’efficacia del metodo, l’efficienza dei supporti tecnologici, la fruibilità da parte degli utenti, e i risultati raggiunti?

Certamente l’emergenza che ha investito l’Italia e il mondo ci ha spinto a fare di più e meglio. Ed è un bene che nel sistema universitario in generale l’Italia abbia già da tempo sposato l’e-learning. Non solo per le 11 università telematiche esistenti, ma anche le università in presenza hanno accolto positivamente questa metodologia. Però il mondo dell’e-learning, per essere definito tale, ha bisogno di aderire a metriche certe codificate. È necessario avere strumenti tecnologici adatti per una didattica erogativa e interattiva, c’è bisogno di una metodologia ad hoc, attraverso il supporto di figure specializzate, ben inquadrata in quella del tutor, e poi bisogna avere contenuti certificati e scientificamente validi.

In un certo senso, quest’emergenza si può tradurre in un’opportunità di evoluzione culturale? 

Con l’eccezione, purtroppo, del settore del turismo, per molti altri settori sicuramente questo choc si tradurrà in una spinta fortissima alla trasformazione digitale. A mio avviso l’Italia non aveva ancora capito fino in fondo le opportunità della banda larga, dell’e-commerce, viveva ancora di formule tradizionali. Ora tutti stanno comprendendo com’è prezioso vivere e pensare digitali. Il bom, obbligato, della formazione a distanza sta mettendo in moto creatività e progettualità verso ogni sorta di sviluppi. Docenti che utilizzano strumenti software mai toccati prima, studenti che familiarizzano con le logiche della formazione a distanza. Non a caso l’ultimo rapporto “Macrotend” sostiene che il settore dell’e-learning abbia un valore potenziale di circa 20 miliardi di dollari. Un’espansione che l’emergenza coronavirus sta accelerando. E non solo nella scuola e nell’università: l’opportunità è ora chiara anche agli ordini professionali, alle imprese, a tutti. Perché a tutti è aperta la formazione on-line come risorsa preziosa lungo tutto l’arco della vita, con infinite varianti di utilizzo possibile.

Un Paese con 8000 comuni come il nostro quanto potrebbe giovarsi di un’implementazione profonda dell’e-learning?

Ne sono convinto: infinitamente. Il diritto allo studio non è un’acquisizione proprio scontata per noi italiani, visto che siamo ultimi nell’Ocse per numero di diplomati e laureati, quindi il primo frutto dell’e-learning sarà una democratizzazione e una capillarizzazione del sapere. Ma non basta. L’effetto sarà sistemico.

In che senso?

E-learning e smart-working avvicinano tutti alle funzionalità digitali avanzate, alla riconversione al modello 4.0. Quando si parla di big data, di manifattura additiva, si deve sempre immaginare un transito formativo, per lo più on-line. Il manager di oggi deve organizzare il suo e l’altrui lavoro in modo da renderlo efficiente nella logica digitale, abituarlo al lavoro da remoto, alla sua temporizzazione autogestita, all’efficientamento del tempo, al lavoro virtuale di gruppo, alla piena e corretta capacità d’impiego degli strumenti elettronici, dei fogli di calcolo, di tutto. E queste cose s’imparano idealmente in modalità e-learning.

Abbiamo la notizia: tutti stanno finalmente diventando digitali?

Proprio così: tutti si stanno lanciando. Chi non è on-line per la prima volta si sente obsoleto. Però attenzione: tutti possono usare le suite digitali più semplici e diffuse, da Google for education a Microsoft Office 365 education e tanti altri, ma fare formazione on-line di qualità signifca avere la tecnologia giusta per una didattica erogativa e interattiva. Bisogna fare una didattica video sempre frubile e spesso interattiva. Bisogna far evolvere il metodo: on-line, l’iter del trasferimeto del sapere prevede l’intervento di nuove figure intermedie, ad esempio i tutor. E poi c’è la  questione dei contenuti: c’è bisogno di contenuti scientificamente validati. Il docente quando parla divaga. Ha pause di riflessione, può non essere pronto, perde il filo logico, personalizza la lezione. Che materiali sono, questi? Inadatti: occorre invece perfezionarli e dedicarli alle modalità di fruizione on-line. Così si apre un mondo vastissimo. Che richiede però non solo buona volontà, ma anche una macchina organizzativa complessa e sofisticata.

Parallelo con lo smart working

I nuovi parametri avvicinano studenti e lavoratori alle funzionalità digitali avanzate: il manager di oggi deve organizzare il lavoro per renderlo efficiente

Voi come Pegaso che avete fatto?

Per assicurare la massima sicurezza, trasparenza e veridicità del grande passo avanti compiuto dalla legislazione con l’introduzione dell’esame on-line abbiamo inventato e brevettato un modulo nuovo che prevede l’identificazione del candidato con il riconoscimento facciale, la registrazione dell’intera sessione e la verifica da parte della Commissione che approva il suo giudizio e archivia tutto in cloud. L’accesso agli atti diventa così sempre possibile. E le vecchie dinamiche delle raccomandazioni soccombono.

Tutti vantaggi, effettivamente.

Vantaggi e opportunità: ma facciamoli gestire a dei professonisti. Nessuna chiusura: tutti possono diventarlo, ma rispettando quella matrice di regole ben codificata che definisce anche a livello mondiale i canoni della vera formazione a distanza.