Il mondo del retail e del franchising sono alla ricerca di nuovi modelli organizzativi e di business per rispondere alle nuove richieste del mercato e di un consumatore che negli ultimi anni ha rivoluzionato il proprio comportamento d’acquisto e che è quindi alla ricerca di una customer experience differente, profondamente mutata grazie alle nuove opportunità offerte dalla tecnologia, sempre più pervasiva nelle nostre vite.

Per chi opera nel settore intercettare nuove idee e nuovi trend è, dunque, di fondamentale importanza.

Non è allora un caso che una manifestazione come il Salone Franchising Milano, l’evento dedicato a retail e franchising più importante in Italia che quest’anno si è tenuto dal 19 al 21 ottobre all’Allianz-MiCo di Fieramilanocity, abbia avuto un grande successo: 148 gli espositori presenti e oltre seimila i visitatori; 45 i relatori che hanno tenuto gli elevator pitch sul main stage insieme con altri 8 speaker, e 22 i talk organizzati con i rispettivi relatori.

Appuntamenti, a cui ha preso parte attivamente anche Economy, utili a capire i nuovi scenari, i nuovi trend e i modelli di business emergenti e con essi tutte le nuove opportunità per fare impresa.

Fra i focus principali di speech e talk, la digitalizzazione, con l’utilizzo sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale per elaborare i dati di comportamento del consumatore, il metaverso, la realtà virtuale e aumentata, che stanno cambiando sempre più profondamente il mondo del retail e della consumer experience.

Rispetto all’edizione dello scorso anno c’è stato un 54% in più di visitatori provenienti dall’estero (circa il 10% delle presenze totali): fra i Paesi più rappresentati, Francia, Svizzera, Cina, Estonia, Brasile, Ucraina, Polonia, Spagna, Stati Uniti e Croazia.

Per quanto riguarda, invece, i visitatori del mercato nazionale, essi si sono così ripartiti: 74% proveniente dal Nord Italia, 15% dal Sud e 11% dal Centro, con regioni più rappresentate Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia, Emila Romagna e Campania.

Scambi di idee e di informazioni e tanta voglia di credere nel futuro del franchising hanno rappresentato il filo conduttore della tre giorni in fiera, che ha messo sotto i riflettori un settore vitale e sfaccettato e in forte trasformazione con l’obiettivo di offrire una visione a 360 gradi sul mondo dell’affiliazione commerciale, ma anche sulle nuove forme ibride che arricchiscono il panorama del settore. Per comprendere cosa sta cambiando, fra richiesta di qualità sempre crescente, maggiore attenzione alla sostenibilità, divenuta in poco tempo per le aziende opportunità di business e driver di competitività, e nuove abitudini di consumo.

Dalla ristorazione ai servizi, dall’elettronica all’abbigliamento, passando per il mondo delle startup, portatrici di idee nuove e progetti innovativi, il Salone ha offerto visibilità a tante realtà imprenditoriali e alle soluzioni più all’avanguardia nel settore.

L’appuntamento si è rivelato un’occasione unica per tutta la retail community per un confronto ricco e stimolante e per intessere relazioni professionali fra gli operatori del comparto e gli aspiranti imprenditori. Proprio per questi ultimi un appuntamento imperdibile per trovare occasioni di business interessanti e forme di finanziamento, e per imparare a lavorare meglio su attività commerciali già avviate o da avviare ex novo grazie a nuove skill messe a disposizione dagli esperti del settore presenti alla kermesse e dai tanti brand che hanno aderito alla manifestazione nei più disparati settori: dalla Gdo al commercio specializzato, dal food al fitness.

Molto interessanti anche gli spazi dedicati all’imprenditoria femminile, in linea con l’obiettivo del Salone di puntare i riflettori sulle nuove tendenze che vedono sempre più donne protagoniste di nuove aperture e attività. Per questo l’evento ha visto coinvolte molte realtà impegnate a promuovere l’imprenditoria femminile, come McDonald’s, espositore della manifestazione, fautore del progetto “Women in franchising”. «Un programma di networking», ha spiegato Dario Baroni, Ceo in Italia della società, «nato per favorire l’aumento di licenziatarie nella nostra rete, perché crediamo che valorizzare il talento femminile possa contribuire alla trasformazione culturale del mondo del lavoro, convinti che una maggiore rappresentanza delle donne favorisca un’organizzazione del lavoro ancora più inclusiva ed efficiente e, di conseguenza, un miglioramento dei risultati».

Un leitmotiv che ha offerto spunti interessanti anche relativamente ad altri temi fra loro interconnessi: quelli dell’etica nel mondo dell’imprenditoria e della sostenibilità, istanze che sempre più, insieme con la capacità di costruire il proprio business sull’omnicanalità, faranno la differenza e saranno in grado di determinare, a seconda di come si saprà affrontarle e metterle in pratica, il successo o l’insuccesso di un’impresa.