La sostenibilità energetica ha bisogno di investimenti digitali

La transizione digitale e quella energetica sono due pilastri per la trasformazione del nostro Paese. Quello che ancora poco viene riconosciuto, invece, è quanto le due transizioni siano interdipendenti tra loro. Per un Paese come l’Italia, che importa parte considerevole dell’energia utilizzata, la questione energetica (tanto più in un periodo come questo in cui il prezzo delle materie prime registra un forte aumento a causa dell’abbinamento di numerosi fattori), è di un’importanza strategica primaria.

Digitalizzare, non un’opzione ma una scelta obbligata 

Per far muovere un mondo in cui tecnologia e innovazioni digitali sono praticamente onnipresenti è necessaria energia, tanta energia e per migliorarne significativamente l’efficienza anche questa deve essere smart e digitale, o almeno i processi di gestione, supply chain e, ove possibile, anche di produzione, in una stretta interconnessione con lo sviluppo urbano moderno. D’altra parte, digitalizzare i sistemi può sempre rivelarsi una buona strategia per riuscire ad ottimizzarli e renderli maggiormente sostenibili in termini di costi, resa e nei confronti dell’ambiente. E questo è proprio il caso del comparto energetico mondiale. Nel quale si registra un aumento del fabbisogno accompagnato da una sostanziale riduzione delle risorse a disposizione. Nonostante alcune battute d’arresto, il settore energetico ha subito un ciclo di crescita costante e duraturo nel tempo.

Con il lavoro da remoto aumenta il fabbisogno energetico

Ad oggi, la trasformazione tecnologica che spinge alla digitalizzazione dei servizi mira a introdurre soluzioni IoT in forma sempre più diffusa: dai contatori smart per il monitoraggio del consumo energetico alle reti di approvvigionamento intelligenti per favorire la gestione da remoto. Lo sviluppo di città intelligenti, connesse tra loro e con i loro cittadini presto saranno una realtà più che tangibile e se l’incidenza del lavoro da remoto tenderà a diffondersi ulteriormente, è ipotizzabile che il fabbisogno domestico di energia subirà un’impennata, ancorché parzialmente compensato dai minori consumi urbani. In ogni caso, le attenzioni alla sostenibilità ambientale resteranno il cardine su cui settare i nuovi standard di settore.

Sulla strada del carbon low

In questo contesto, lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi mezzi di produzione capaci di ridurre le emissioni sarà la sfida imprenditoriale del prossimo futuro, con una vera e propria corsa dei principali concorrenti internazionali alla ricerca di innovazioni in grado di essere rivoluzionarie per un mercato che si sta progressivamente aprendo alle novità. In generale c’è una grande richiesta tecnologica per affrontare e risolvere il problema energetico, e l’Italia oggi è prima in Europa per fonti energetiche rinnovabili: è un settore in cui siamo un’eccellenza, trainato dall’idroelettrico. Il settore energetico italiano ha attraversato la crisi pandemica mostrando una notevole resilienza e ha imparato a navigare nell’incertezza rimodulando i propri modelli di business in modo da accelerare sulla strada della decarbonizzazione e riallocando una fetta consistente dei propri investimenti su nuove tecnologie e digitalizzazione.

La nuova energia? Decarbonizzata, decentralizzata e digitale

Secondo un’indagine EY SWG, senza investimenti in digitale la transizione energetica sarà un miraggio. Dalla ricerca emerge che sul tema delle infrastrutture per le utilities, tra le priorità degli intervistati primeggia la transizione completa alle energie rinnovabili (54%), seguita dall’ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture fisiche, come la fibra, l’energia elettrica sugli stessi tralicci e l’unione di gas e idrogeno nella stessa pipeline (37%), e dalla costruzione di termovalorizzatori per la produzione di energia dai rifiuti (sempre 37%). Infine, un 32% pone l’accento sulla necessità di rendere più efficiente la rete idrica. L’energia del futuro sarà decarbonizzata, decentralizzata e digitale. Anche per questi motivi, la recente ripartenza – pur in fase emergenziale – di alcune vecchie centrali a carbone rappresentano una controtendenza preoccupante rispetto alla nuova generazione di soluzioni energetiche da porre al servizio di imprese e cittadini.

Un salto nel futuro non più derogabile

 Lo smart world in cui viviamo impone che tutte le sue componenti per vivere e comunicare tra loro parlino lo stesso linguaggio dinamico e articolato in un idioma binario e innovativo. Casa, città, auto sono connesse tra di loro in una comunione di digitale e reale che quasi non lascia trasparire dove inizi uno e finisca l’altro. In questo contesto, si cercano sempre nuovi sistemi affinché anche l’uomo riesca a comunicare in maniera efficace con i sistemi da lui stesso creati, senza dimenticare che è l’energia che sta alla base di tutti questi processi. Senza efficienti e sostenibili fonti energetiche, ogni nostro sforzo per raggiungere l’indipendenza e l’innovazione è destinato a naufragare senza appello. Innovare l’energia rendendola più efficiente e sostenibile è un salto nel futuro della nostra società per garantire a sé stessa un necessario rinnovamento che ne garantisca la prosperità, oltre che un investimento di lungo periodo non più derogabile e che può alleggerire le generazioni future anziché seguitare ad appesantirne – e comprometterne – il futuro.