Si intitola “L’ORTORESSICO” il cortometraggio prodotto dal Rotary Club di Roma, su soggetto della sua Presidente, la neurochirurgo Maria Luisa Piras, che ne ha curato anche la sceneggiatura. Con la regia di David MASTINU, ha visto la partecipazione di Stefano AMBROGI, Giancarlo PORCARI, nel ruolo dell’ortoressico, Alessandra MERICO e Zoe TAMANTI. Il corto, e due video, uno sull’anoressia e uno sulla bulimia, sono a disposizione gratuitamente per chi voglia proiettarli in scuole, ambulatori, centri di prevenzione.

Sceglie la settima arte stavolta, la cinematografia, il Rotary Club di Roma, per provare a fare la differenza, in questo caso sensibilizzando sul tema dei disturbi alimentari, in special modo su uno di essi, meno conosciuto della anoressia e della bulimia – a cui pure sono state dedicati due altri contributi filmici, con la consulenza del Prof. Giovanni Spera e la supervisione tecnica di Vincenzo Bianchini per l’uso di avatar e dell’Intelligenza Artificiale, nel corso della rassegna –, ma con effetti altrettanto pericolosi, quello della Ortoressia. Obiettivo del progetto, che veicola puntuali e corrette informazioni e “mostra”, con la forza delle immagini, le conseguenze del disturbo, è sollecitare il sostegno familiare e quello di reti sociali pubbliche a chi ne soffre e a chi sta loro accanto, soprattutto se vulnerabili come i minori.

Il corto, presentato e proiettato per la prima volta a Roma al Circolo Ufficiali della Marina Militare lo scorso 18 giugno, è stato realizzato dal Rotary Club di Roma con il contributo del Rotary International tramite il Distretto 2080 e della BANCA BCC e in collaborazione con il Rotary Club Roma Sud, il ROTARACT Club Roma e MARI Team Immobiliare. Fa luce su quella che è in realtà una vera e propria patologia classificata dal Ministero della Salute tra i Disturbi del Comportamento Alimentare. Se mangiare sano, infatti, è basilare per la salute, è tuttavia una attitudine che può trasformarsi in una ossessione controproducente cui spesso si associa una dieta restrittiva, il più delle volte sbilanciata e insufficiente. Questa può portare a gravi danni fisici dovuti al mancato apporto di elementi nutritivi necessari all’organismo di cui si evita l’assunzione, non per paura di ingrassare, né per distolta percezione delle proprie forme corporee, ma proprio per paura di ingerire alimenti che “fanno male”, nell’ossessiva ricerca di ottimizzare la salute e il proprio benessere. A questo si associano anche sofferenze psichiche più o meno gravi che vanno dalla difficoltà a mantenere rapporti sociali e lavorativi, fino alla instabilità affettiva e all’isolamento. Ancor più grave quando l’ortoressico ”ortodosso”, perfezionista, rigido, ipermorale che non sa o non accetta di essere affetto da un disturbo ossessivo compulsivo di personalità, vuole imporre le sue regole e rituali sul cibo ai propri famigliari soprattutto se minori. Tale percezione distorta, pertanto, andrebbe riconosciuta precocemente, e la sua cura affidata a professionisti competenti prima che evolva verso forme più gravi o peggio irreversibili. Il cortometraggio – e i due video informativi – avvisano anche di non affidarsi alle ricerche sul web, ma di fare riferimento al Ministero della Salute, alla voce “Disturbi alimentari”.

L’impegno del Rotary in questa occasione ha preso quindi una via diversa, più creativa rispetto a quelle del sostegno tout curt ad iniziative di sensibilizzazione o solidali, per aderire coi fatti al mandato attuale di “creare speranza nel mondo”. Il Rotary Club di Roma, ha curato anche la produzione esecutiva del cortometraggio, dando vita ad una efficace azione comunicativa, coinvolgente come forse solo il cinema sa essere. Orgogliosa del risultato ottenuto – che rappresenta solo l’inizio di un percorso che mira ad una capillare distribuzione del corto e dei video in scuole, ambulatori, studi medici – Maria Luisa PIRAS, ideatrice del cortometraggio e autrice della sceneggiatura su cui il regista è intervenuto in maniera molto leggera, solo per “garantire il fluido passaggio da una scena all’altra”. “Credo che il cortometraggio riesca a rendere in modo molto delicato il messaggio che volevamo trasmettere – ha detto la presidente –, pur toccando tutti i punti essenziali legati al disturbo. L’intento è quello di generare consapevolezza, capacità di riconoscere i sintomi di quella che è una vera e propria patologia e non solo un atteggiamento’ e consentire così una sua diagnosi precoce e, quindi, l’avvio alle cure”.

Non è nuovo a progetti di tipo sociale il regista David MASTINU, sia con il cinema che con il teatro, per esempio impegnato in un tour di spettacoli contro la violenza di genere, ma anche realizzando un podcast con i detenuti di Rebibbia e molto altro, e quindi ha aderito con entusiasmo al progetto: “Lavorare con il Rotary è stato facile e coinvolgente. Abbiamo girato il corto in due giorni – buona la prima – e con gli attori, con cui avevo già lavorato, e l‘operatore, anche lui anche regista, c’è stato grande affiatamento, hanno perfettamente interpretato, mi pare, il soggetto di Maria Luisa Piras. Sono attore anche io, e con la maturità dell’attore approcciare la regia mi consente di esprimere il mio punto di vista, guardare al mondo dalla mia angolazione. Il regista infatti – ha detto – sta sempre un passo avanti all’attore, ha prima di lui la visione d’insieme, in qualche modo  predittiva, di ciò che accadrà. In questo caso ho cercato di restituire il ritratto di una situazione, il più fedele possibile”.

Anche per Zoe TAMANTI, l’attrice più piccola, 9 anni, che interpreta la parte della ‘figlia’ della coppia protagonista, non era la prima volta davanti alla macchina da presa. Perfettamente a suo agio nel ruolo, ha raccontato di aver sperimentato anche nella cerchia dei suoi amichetti traccia di questi disturbi alimentari e che “aver partecipato al corto ha stimolato in lei domande e curiosità che prima non si era ancora posta”. A riprova dell’efficacia del mezzo e della sua capacità di raggiungere anche i più giovani. Coppia affiatata i due attori Giancarlo PORCARI e Alessandra MERICO, che non avevano mai recitato assieme prima, perfetti nella parte, a lui quella disturbante dell’Ortoressico, destinato come si vedrà all’isolamento sociale, a lei quella della moglie rassegnata ed esasperata. A Stefano AMBROGI il ruolo simpatico del commerciante romano esasperato alle prese con le fisime e le domande inesauribili di una persona evidentemente disturbata.

Hanno collaborato al cortometraggio: DOP, Giulia Barocas; MAKE UP, Chiara Crescentini; OPERATORE MDP, MONTAGGIO E COLOR, Boris Slavech. E poi, Giovanni Vitaloni, Loredana Sabbi, Laura Marinelli, Giulia Aprea, Mauro Covino, Giovanni Spera e Vincenzo Bianchini, Maddalena de Gregorio, Gianluca Mari, Marialuisa Del Giudice.