Il buono pasto diventa un piccolo fratello

C’era una volta il panino al bar sotto l’ufficio dalle 13 alle 14. Oggi insieme al lavoro si è trasformata anche la pausa pranzo, per orari e per modalità di fruizione del cibo; per accompagnare questa trasformazione sono cambiate anche le soluzioni a supporto di chi lavora. Il Ticket Restaurant diventa digitale attraverso l’app mobile e prende il posto di quello cartaceo, adatto per la pausa pranzo veloce, ma non al passo con le mutevoli esigenze contemporanee. 

La diffusione dell’utilizzo quotidiano di questo nuovo strumento sta trainando la digitalizzazione del Paese: «Secondo l’Osservatorio del Politecnico, il numero medio di transazioni con la carta di credito è tra le 40 e le 50 all’anno» dice Luca Palermo (nella foto), AD di Edenred Italia, «mentre con i buoni pasto elettronici si pranza tutti i giorni, 220 volte all’anno. Una forte spinta alla digitalizzazione del Sistema Paese, che educa a comportamenti digitali una popolazione che nativamente è piuttosto restia». “Cambia gli strumenti delle persone e cambierai i loro comportamenti” sostiene  Steward Brand: «La nostra tessera elettronica può stimolare e cambiare i comportamenti delle persone, spingendo alla digitalizzazione dell’Italia» mette in evidenza Palermo. 

I buoni pasto nascono 40 annni fa con lo sviluppo del settore terziario: le imprese si spostano nelle città e nasce l’esigenza di assicurare agli impiegati gli stessi diritti degli operai, anche in pausa pranzo. Le aziende hanno la possibilità di garantire a tutti i collaboratori una pausa pranzo di qualità. «Crediamo in questo business perché ha un’eticità di fondo» sottolinea l’AD di Edenred Italia, «È un attivatore di consumi e soddisfa uno dei bisogni primari inclusi nel primo gradino della piramide sociale di Maslow: l’alimentazione». Sono passati tanti anni dal boom del terziario e oggi le esigenze sono cambiate in modo profondo. Si è evoluto il luogo di lavoro che non è più quello tradizionale: c’è lo smart working, si è diffuso il desk sharing e la scrivania in certi luoghi non esiste più. Si lavora da casa oppure in un coworking, o dal parco, o al telefono dal treno e così via. «Tante persone hanno cominciato a cambiare le abitudini» spiega Palermo, «non tutti pranzano allo stesso orario, tanti decidono di fare un break a orari non canonici. È cambiata la domanda e, di conseguenza, anche l’offerta». 

Le soluzioni digitali offrono una flessibilità d’uso maggiore rispetto a quelle tradizionali

Anche il mondo della ristorazione è in piena fase di trasformazione. «Siamo tutti testimoni della nascita di nuove imprenditorialità legate al mondo della ristorazione» osserva l’AD di Edenred Italia, «si amplia la scelta e aumenta la capacità produttiva: si sviluppano nuovi trend come il food delivery e le digital canteen». Tutto questo impatta anche sulle soluzioni utilizzate per la pausa pranzo, spingendo verso il digitale che offre una flessibilità d’uso maggiore. «Ci troviamo al centro di un ecosistema che coinvolge da una parte gli utilizzatori dei buoni pasto, dall’altra i ristoratori che preparano i pasti» aggiunge Palermo, «siamo driver di questa evoluzione e rispondiamo all’esigenza di una domanda e di un’offerta in continuo cambiamento. Noi stessi abbiamo trasformato la nostra identità: prima producevamo buoni pasto cartacei, adesso offriamo esperienze digitali legate alla pausa pranzo e, più in generale, finalizzate al benessere di chi lavora». 

Risparmiare tempo, accedere più facilmente ai servizi di food delivery e offrire una customer experience efficace sono degli esempi tangibili. Con l’app Ticket Restaurant si possono gestire i buoni pasto e trovare i locali convenzionati. Una nuova esperienza allineata con il nuovo modo di food tech. Gli strumenti digitali per la pausa pranzo possono dare una forte spinta alla digitalizzazione del Paese: non sono utilizzati solo dai millennials e dai nativi digitali, ma anche dalle generazioni che al digitale sono meno avvezze. «Il nostro ruolo è quello di progettare esperienze digitali semplici per tutti» conclude l’AD di Edenred.