Il board Aifi: contrasto alle società residenti in UE ma senza reale attività economica

Il Consiglio Direttivo Aifi si è riunito presso la sede di Cba, studio internazionale legale e tributario, per discutere alcuni punti legati alla fiscalità e rilevanti per la competitività dei fondi internazionali che investono in Italia.

Il board Aifi ha approvato alcune proposte di modifica alla Direttiva europea sulle shell companies (n. 2021/565) volta ad ostacolare quelle società, residenti ai fini fiscali all’interno dell’Unione Europea, dotate di una struttura organizzativa c.d. “leggera” (in termini, ad esempio, di personale, locali e attrezzature), che non esercitano un’effettiva attività economica e che sono prive di autonomia decisionale.

AIFI ha contribuito alla stesura dei correttivi alla Direttiva elaborati dal Comitato Tax di Invest Europe, associazione europea del private capital, in cui Angelo Bonissoni, Managing Partner di Cba, è il rappresentante italiano. Le modifiche mirano a garantire il beneficio dei trattati contro le doppie imposizioni alle società che vengono normalmente utilizzate nell’attività di investimento tipica di private equity, in quanto genuinamente commerciali. Inoltre, sono stati suggeriti protocolli sugli scambi di informazione tra gli Stati membri, sempre per evitare fenomeni di doppia imposizione.

Riguardo alle norme nazionali, il Consiglio ha sottolineato la necessità di estendere ai fondi non europei il regime previsto dalla Legge di bilancio 2021 a favore dei fondi comunitari attraverso l’esenzione d’imposta sulle plusvalenze da partecipazioni qualificate e ai dividendi di fonte italiana.

“Le proposte del consiglio direttivo AIFI possono aumentare ulteriormente l’attrattività degli operatori internazionali nel nostro Paese che a oggi rappresentano, in termini di volumi, il 77%, degli investimenti di private capital, un’importante quota del mercato italiano” dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente Aifi “Se le nostre misure venissero approvate, si potrebbe aumentare notevolmente l’impegno di tali fondi, a beneficio dell’economia reale italiana”.