La ricerca in ambito medico ha fatto passi da gigante grazie a tecnologie sempre più all’avanguardia e le colture cellulari rappresentano una delle colonne portanti della tecnologia medica moderna. Le applicazioni sono davvero tante: dallo studio dei meccanismi patologici dell’organismo, alla verifica degli effetti di composti chimici e farmaci su specifici tipi tumorali, dall’utilizzo delle cellule per la produzione di organi e tessuti artificiali in sostituzione di quelli danneggiati, alla sintesi di biomolecole su larga scala come proteine terapeutiche, vaccini e anticorpi monoclonali. Ma come si effettuano nella pratica le colture cellulari? Esse avvengono all’interno dei cosiddetti bioreattori, dispositivi che creano al loro interno un ambiente controllato che replica il microambiente dei tessuti o degli organi di origine, fornendo alle cellule le condizioni ottimali per poter crescere e replicarsi grazie al controllo di parametri vitali come temperatura, pH e concentrazione dei nutrienti. Senza di essi risulterebbe tecnicamente impossibile la produzione su larga scala di biomolecole per uso medico, lo sviluppo di terapie antitumorali di frontiera e la costruzione di tessuti tridimensionali complessi.  Una realtà italiana molto innovativa in questo campo è Cellex, Pmi romana operante nel campo dell’ingegneria applicata alle biotecnologie che ha rivoluzionato il concetto stesso di bioreattore, sviluppando una classe di dispositivi che coltivano le cellule tramite una tecnologia di coltura brevettata, puramente fluidodinamica, che coltiva le cellule in maniera meno aggressiva rispetto ai dispositivi già presenti sul mercato e le nutre in maniera più efficace, raddoppiando l’efficienza di produzione. Per esempio, riducendo la necessità di intervento umano nelle delicate fasi di semina (seeding) e raccolta (harvesting) delle cellule, elementi che favoriscono la standardizzazione dei processi.

Giuseppe Falvo D’Urso Labate

«I nostri bioreattori», spiega Giuseppe Falvo D’Urso Labate, Ceo di Cellex, «sono unici nel panorama italiano e all’altezza dei migliori concorrenti europei, e la nostra crescita fino ad oggi è stata trainata anche dall’ecosistema presente nella Regione Lazio, che favorisce l’imprenditorialità biotecnologica». Fin dalla fondazione nel 2018, Cellex, pur avendo un respiro internazionale (i fondatori provengono da tre diversi Paesi europei, con una squadra di tecnici multiculturale), ha scelto infatti di stabilire a Roma la propria centrale operativa, scommettendo sull’ecosistema pubblico-privato presente nella capitale, da sempre con una forte tradizione nel campo della ricerca medica e delle biotecnologie. La società ha collaborazioni di R&S con soggetti quali Cnr, Università di Tor Vergata a Roma e Politecnico di Torino, e, all’estero, con le università di Gent, in Belgio, Wageningen, in Olanda, e delle Scienze Applicate Mittelhessen, in Germania, e di Tel Aviv, in Israele. Nel 2023 Cellex ha ricevuto investimenti pari a oltre 830mila euro, che ha visto come lead investor Innova Venture, il fondo di venture capital della Regione Lazio gestito da Lazio Innova, insieme alla cordata di business angel “InAzione” di Reggio Emilia.

«La nostra Regione», spiega Roberta Angelilli, assessore Sviluppo economico della Regione Lazio, «attribuisce grande rilevanza al capitale di rischio quale strumento per finanziare le iniziative imprenditoriali più fortemente votate all’innovazione tecnologica, soprattutto se di frontiera e derivanti dal trasferimento tecnologico, come nel caso dell’investimento in Cellex».

Soldi che «permettono di generare sviluppo e occupazione sul territorio», sottolinea il Ceo…

«E di intraprendere la produzione su media scala dei dispositivi che abbiamo ideato e realizzato, aggredendo rapidamente il mercato europeo delle colture cellulari, un settore fondamentale ai fini della salute pubblica».

Grazie a questo investimento, Cellex è infatti riuscita a produrre due modelli di bioreattore, entrambi certificabili e già venduti ai primi clienti, delle serie Suspence, per la coltura di cellule sospese utili alla produzione di biomolecole per uso medico, e BioAxFlow, per la coltura di cellule adese con applicazioni multipurpose, dalla produzione di farmaci, alla generazione di modelli tumorali per lo screening di chemioterapici, fino alla produzione di tessuti viventi ingegnerizzati.