Qualità della vita, istituita unaa cabina di regia tra Benessere Italia e Pami

«Sì, abbiamo vissuto giorni di tensione, chiamarsi ‘Cabina di regia benessere Italia’ ed essere a Palazzo Chigi durante il lockdown fatalmente ci ha esposto molto all’opinione pubblica. Ma fortunatamente non ci sono stati incidenti, Ricordo un giorno con i ristoratori…»: Palazzo Chigi, primo piano, benvenuti nel cuore del pensiero strategico della presidenza del Consiglio di questo governo sperimentale che però mese dopo mese sta dimostrando la stessa resilienza alle turbolenza politiche che l’Italia ha messo in opera contro la pandemia. E al centro della cabina di regia voluta dal premier Giuseppe Conte, lavora Filomena Maggino, docente di statistica alla Sapienza, una carriera accademica fiorita a Firenze, sorridente e gentilissima ma – si vede – senza dubbio inflessibile sulle questioni in cui crede.

Ci racconti dei ristoratori, presidente!

Eravamo in pieno lockdown. Abbiamo continuato a ricevere o comunque contattare via web stakeholder territoriali. Un bel giorno, mi chiamarono da Firenze un gruppo di ristoratori per dirmi, senza tante cerimonie, che volevano scendere in piazza ed arrivare fino a Roma. Io replicai: parliamone subito in videoconferenza per fortuna accettarono. Spiegai cosa fa la Cabina per il governo e per il suo presidente. Loro mi esposero il dramma che Firenze stava vivendo, martoriata in una delle sue risorse essenziali, appunto il turismo. Alla fine siamo diventati amici, sono diventati fan su Facebook, non vennero più a Roma e hanno iniziato a ripensare alle reazioni possibili contro la crisi. Soprattutto, avevano colto il senso del nostro ruolo, della sfida della cabina di regia…

Il filo diretto coi ristoratori fiorentini durante il lockdown ha permesso di ricomporre una frattura tra governo e territorio

Lo fa cogliere meglio anche ai lettori di Economy?

Il premier ha fortemente voluto questo strumento tecnico – non politico! – per avere sempre vicino qualcuno incaricato di presidiare la coerenza dei provvedimenti del governo, anche quelli emergenziali, con la visione di fondo che è propra a lui e all’esecutivo, per varare le scelte più giuste e connesse. Ecco quel che sicuramente dobbiamo continuare a fare e affiancare anche ad un racconto chiaro della visione del Paese.

La mission è chiara. Parliamo della visione di fondo che la cabina presidia…

L’obiettivo è lavorare per creare in tutti i modi nel Paese un benessere ecosostenibile. Come declinare quest’obiettivo? Il presidente desiderava avere uno strumento di governance proprio per poter attuare questa linea strategica. E abbiamo individuato cinque filoni lungo i quali declinarla. La rigenerazione equa e sostenibile dei territori; la mobilità e la coesione territoriale; la transizione energetica; la qualità della vita; e l’economia circolare.

Non facile occuparsi di questi filoni in epoca Covid-19.

Certo, non facile ma essenziale. E mi spiego: la sanità è uno degli ambiti chiave per poter parlare di benessere, e dunque in emergenza è sotto stress. In emergenza si attivano le strutture sanitarie e la Protezione civile, un po’ come accendere una torcia quando va via la luce. Poi, però, la luce presto o tardi torna e per proseguire nel percorso su cui si vuol raggiungere un traguardo, si spegne la torcia e si riprende la bussola. Dove il Nord è il benessere.

Presidente, ma in concreto, il benessere cos’è, per lei? È tante cose…

Tante cose, sì, ma con un denominatore comune: rimettere al centro delle decisioni i cittadini, le persone, con le loro esigenze, la loro vita e la loro qualità di vita. Quello è l’obiettivo. Dopo di che c’è bisogno di una mappa per capire come arrivarci. Cioè identificare il percorso giusto, che può essere più o meno accidentato, e questo fa la differenza. Tra Milano e Monaco la distanza in linea d’aria è poca ma il dislivello tanto, e il percorso faticoso…

L’obiettivo della cabina di regia benessere italia è quello di lavorare per creare in tutti i modi un benessere ecosostenibile

Mettere i cittadini al centro: magari!

Appunto: occorre proprio cambiare i paradigmi comportamentali del processo decisionale. Mettere al centro i cittadini, le persone, vuol dire miglorarne le condizioni di vita. C’è tantissimo da fare. Sono rimasta molto colpita dai dati nell’ultimo rapporto sulla povertà…

Ok, allora parliamo di sviluppo sostenibile: facile a dirsi…

Lo sviluppo è il punto d’arrivo di un processo che dev’essere sostenibile. Ma se vuole, la parolona la usa: occorre una rivoluzione culturale, che noi come cabina vogliamo proporre e diffondere. In una società complessa che si dà obiettivi ambizioni e altrettanto complessi per risolvere problemi altrettanto inevitabilmente complessi o ci si decide ad adeguare la governance oppure si finirà con il veder fare da un ministero cose in contraddizone con quelle di un altro ministero.

Effettivamente, quest’impressione gli italiani l’hanno avuta spesso,…

Un’azione sistemica è possibile solo se c’è coordinamento: l’obiettivo delle cabina di regia è quello. Non a caso, il presidente Conte ha firmato il decreto istitutivo nel giugno del 2019, avendo annunciato l’intenzione di farlo sin dal febbraio del 2019, quindi dopo pochi mesi di governo. Nella cabina siedono i rappresentanti fiduciari di tutti i ministri, affiancati da un comitato scientifico composto dai presidenti degli istituti di ricerca pubblici: Istat, Ispra, Cnr, Enea, l’Istituto superiore di sanità e presto una novella del decreto, cioè una sua estensione, allargherà questo comitato inserendovi anche il Cnel.

La Cabina riuscirà ad intervenire sul metodo produttivo dell’azione politica?

Questo tema si è posto con la riforma Cipe, divenuto Cipess, a partire dal gennaio 2021. All’acronomico storico, che voleva dire: comitato interministeriale per la programmazione indstriale, si sono aggiunte quelle due ‘esse’ che stanno per ‘sviluppo sostenibili’. Inoltre, lavoreremo a stretto contatto con il Dipe, Dipartimento per la programmazione economica, integrandoci senza sovrapporci. Noi, incardinati nel nostro ruolo, tenere la bussola ferma e beneorientata verso l’idea del benessere sostenibile. Fatto da noi questo controllo, l’operatività va ad altri organi. È questa la nuova architettura di governance che dicevo. Ed è il motivo per cui una cabina di regia che prenda più radici è determinante.

La cabina di regia lavora a stretto contatto con il dipartimento per la programmazione economica integrandosi senza sovrapporsi

Ma l’Italia è il regno della burocrazia…

Paralizzante e sterile, ricordo sempre il brutto esempio di una grande azienda straniera – che non cito perché è eclatante ma non è l’unica – che in Italia a suo tempo investì superando lo scoglio della burocrazia ma non per questo si comportò poi bene, anzi. Sì, il tema del superamento della burocrazia paralizzante sta emergendo nel nostro lavoro. Grazie anche agli enti locali che ci vedono come un tramite per legarsi meglio con le istituzioni centrali dello Stato. E noi stiamo attivandoci, consapevoli che per le istanze territoriali è indispensabile che l’intervento centrale si coordini al meglio con le realtà locali. Il sindaco di una grande città, se ne ha bisogno, può chiedere ed ottenere un appuntamento col premier. Ma il sindaco di un piccolo centro come fa? Be’, oggi può parlare con noi.

Lei è anche stata membro della Commissione Colao e il governo è stato ed impegnato nella definizione degli interventi del Recovery Fund. Non pensa che si sia un po’ abusato di commissioni e gruppi di lavoro?

Posso dirle serenamente che il lavoro della commissione Coalo è stato importante ed il governo – e quindi la nostra cabina – ne sta tenendo sommamente conto.

I contenuti del vostro lavoro?

Interagiscono con quelli che il governo determina per aiutare il processo di tenerli sempre connessi al valore del benessere. Stiamo lavorando in questo senso anche sul programma per il Recovery Fund.

La Cabina modificherà il suo ruolo?

Vedremo cosa deciderà il Presidente, io mi aspetto una sviluppo coerente con le premesse, io mi aspetto una cabina che diventi sempre più un luogo non solo di coordinamento tra le varie competenze ma anche di valutazione ex ante ed ex post delle scelte fatte… Peraltro in un momento come questo che stiamo attraversando si richiede una valutazione del genere, e non esiste un altro luogo istituzionale dove venga fatta. E consideri che la nostra Cabina di regia è anche l’organismo tecnico più vicino al premier…

E la faccenda delle valutazioni ex post? Un po’ come dare i voti…

La valutazione ex-post è delicata ed ha implicazioni scientifiche diverse, perché l’impatto delle politiche messe in atto da un governo non è immediato. Lo si può vedere anche a lungo termine. Ma una Cabina di regia efficiente può anche valutare che l’impatto sarà quello giusto senza non legarlo necessariamente a una specifica e ravvicinata stagione politica…. D’altra parte il tema della valutazione degli impatti ex-ante ed ex-post è importante e da più parti si sta identificando la Cabina come il luogo appropriato per farla. Quindi credo che sì, i nostri ambiti operativi potrebbero crescere.

Esempi?

Pensiamo alla misurazione dei risultati di quanto fatto nel Paese per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Ci siamo resi conto che rispetto alla pandemia non tutto ha funzionato al meglio. Ecco un settore d’intervento per il governo, che potrà avvalersi del nostro contributo. Mi riferisco in particolar modo al tema del sistema dei servizi alla persona. In fondo la gravità dell’emergenza è stata messa in evidenza del fatto che non c’era più intermediazione tra cittadino ed ospedale, mentre il primo riferimento del cittadino di fronte a un problema di salute non deve essere l’ospedale, altrimenti si finirebbe in pronto soccorso anche per un mal di gola. Si è visto che negli anni invece i servizi territoriali alla persona erano stati sacrificati. Ma devo dire che si potrebbe dire lo stesso anche per altre realtà… Pensiamo all’alimentazione.

Cioè?

Se penso a servizi territoriali alla persona penso anche a servizi in grado di aiutarci a promuovere e preservare la salute. Uno dei driver più importanti di salute è l’alimentazione. Se io comincio a fare un discorso, come stiamo facendo noi su alimentazione, vuol dire coinvolgere tutta la filiera alimentare e dal dominio salute sto passando ad altro, come sto passando a sistema industriale di conservazione cibo. Addirittura all’istruzione, come luogo di sensibilizzazione…

C’è un tema di fiducia da ricostruire. Sfumata in decenni di lavaggio del cervello che forzava una visione “pubblico=brutto”. Questa visione ha colpito le forze dell’ordine e tutte le figure del pubblico.

Anche dire che c’è uno Stato, che è un padre cattivo, di qua e di là i cittadini è un errore, perché lo Stato siamo noi. Purtroppo, il deterioramento di questo rapporto è dovuto anche al mancato investimento di Stato su queste figure…