Per favore, signori delle Procure, non smentitevi proprio quest’anno, l’anno della tempesta perfetta: non fate mancare a questa campagna elettorale estiva anche l’ultimo brivido caldo, un bell’avviso di garanzia, magari due – per par condicio – a due dei tre partiti della coalizione della destra, tanto si sa che l’opposizione anche nella prossima legislatura sarà tra loro, sarà quella dei fratelli-coltelli, come già in questa che sta finendo.

Perché il resto c’è tutto: la spy-story senza mittente individuabile (l’intelligence di Washington) e senza destinatario esplicitato, anche se si sussurra che il cognome inizi per Sal e finisca per ini. E chi sarà mai questo Salini?

Nell’insieme, un squallore. Dalla mitica Merkel – avete notato com’è sparita, la leader indiscussa dei 16 anni in cui la Germania si è totalmente data a Putin? – a Berlusconi, tutti hanno corteggiato lo zar: passando anche per una considerevole schiera di personaggi di area socialista (Schroeder ancora in Germania, Fillon in Francia, Kern in Austria) senza trascurare i legami economici strutturali del vecchio Pci con l’Urss, molto più vicini ai giorni nostri di quel Ventennio continuamente buttato addosso alla Meloni.

La quale Meloni, però – chiaramente sospinta dal vento della novità che oggettivamente rappresenta – per non compromettere le sue chanche si sta sgolando da un mese sul suo atlantismo a prova di bomba e fa sapere attraverso i suoi emissari degli ottimi rapporti che coltiverebbe con il deep state americano, palesemente il nostro vero padrone non solo economico ma anche politico, come dai tempi di Sigonella, o meglio della sua repressione nota alle cronache come Mani Pulite. Ed anche la sbandierata sintonia con Draghi che la capa di Fratelli d’Italia evoca ogni due per tre, conferma il filo doppio con la Casa Bianca, di cui il premier uscente è fedelissimo amico. Per carità: molto meglio l’ingerenza di una democrazia che quella di una dittatura – la preferiamo tutti – ma comunque chi è senza padrini internazionali scagli la prima pietra.

Poi c’è una norma delle balle, che proibisce la pubblicazione dei sondaggi elettorali, e quindi un vicesegretario del Pd dichiara ai quattro venti che c’è ampio margine per una rimonta, il che lascia intendere che o gliel’ha detto San Tommaso Moro, patrono dei politici e dei governanti, o che l’avrà pur letto in un sondaggio ma lo lascia soltanto capire…

Nel frattempo, riscossi da un refolo di buon senso, i parlamentari (al Senato!) approvano il decreto aiuti che mette la pezza sulla pezza della pezza di quell’obbrobrio fatto dal governo dei migliori per raddrizzare le gambe al cane di alcuni aiuti alla crescita, i bonus per l’edilizia essenzialmente, rei di non piacere a Draghi e di piacere ai truffatori, perché erano stati scritti dal Conte 2 e rimaneggiati da Daniele Franco così male da attrarre gli imbroglioni come i favi di miele senza api attraggono gli orsi. Adesso c’è la pezza e 40 mila aziende respirano e le banche riprendono a liquidare i crediti tiscali, anzi no perché aspettano che l’Agenzia delle Entrate faccia proprio il decreto emanando una direttiva, perché quest’Agenzia, per chi non lo sapesse, è di fatto un organo legislativo autonomo e non eletto, in quanto ormai di fisco in Parlamento non ci capisce più niente nessuno.

E intanto il caro-gas e il caro-energia non accennano a flettere, mentre l’Europa non si mette d’accordo sul price-cap perché con assoluta evidenza ci sono Stati importanti ai quali il caro-energia conviene o non spaventa come spaventa noi, però prescrive lacrime e sangue e sacrifici invernali, senza ovviamente nemmeno per sogno pensare di chiedere agli americani (e agli olandesi, e ai norvegesi) di condividere i costi del caro-energia anziché lucrare loro sulle nostre perdite economiche.

Da questo panorama, per carità troppo sintetico ma certo non inventato, un cittadino standard, che non abbia uno straccio di cognato da far confermare in un seggio parlamentare, perché e per chi dovrebbe votare? La Meloni perché è nuova ed è donna ma si porta dietro una corte dei miracoli post-fascista e mazziera che fa venire i brividi? Letta perché è educato ma infervora gli animi come uno stoccafisso al quarto mese di salatura e non si capisce perché si occupi solo di diritti civili e non più di diritti sociali? O quel simpaticone di Matteo Renzi, certo il più sveglio di tutti, che però tra un pop corn e un villone toscano tratta la politica come la sua bocciofila e intanto fattura soldoni facendo il conferenziere negli Stati semi-canaglia? E non parliamo degli altri, dai post-comunisti di Fratoianni che fai fatica perfino a capire se sanno in che mondo vivono; ai leghisti, orfani dell’unico argomento forte – gira gira – della loro campagna elettorale, l’immigrazione, che acchiappa sempre meno; a Nonno TikTokTak, che lo guardi e non sai se ridere o piangere.