L’avanzamento inarrestabile dell’Intelligenza Artificiale sta scuotendo le fondamenta dell’economia e anche il mondo dello spettacolo non è esente da impatti devastanti e non sempre positivi. Nel macrocosmo degli attori la minaccia sempre più concreta è quella rappresentata dai cosiddetti “deepfake” – tecnica che sfrutta l’IA per sovrapporre il volto di una persona ad un’altra ripresa in un video – che stanno sollevando preoccupazioni tra autori e artisti.

Negli Stati Uniti sono già scoppiati dei casi clamorosi – in primis quello di Tom Hanks, un cui clone generato dall’Intelligenza Artificiale è stato usato, senza preventivo consenso, per pubblicizzare cure dentali, costringendo l’attore premio Oscar a dover smentire il suo coinvolgimento nello spot e smascherare il deepfake – e il comparto dei legali in ogni continente si sta attrezzando per evitare e contrastare il dilagare del fenomeno.

Lydia Mendola (Portolano Cavallo)

L’Italia e il diritto all’immagine

Si tratta di un rischio concreto anche in Italia? Si possono tutelare le proprie caratteristiche fisiche come la voce e i connotati? L’Italia offre una protezione diversa rispetto agli USA? A rispondere a queste domande è lo studio legale Portolano Cavallo che sembra essersi posizionato come un pioniere nella tutela del diritto all’immagine degli attori.

Secondo Lydia Mendola, partner di Portolano Cavallo: «In Italia e in Europa le leggi vigenti sul diritto d’autore sono diverse rispetto agli Stati Uniti. Nel nostro paese esiste il cosiddetto diritto all’immagine, secondo il quale, per poter ritrarre legittimamente una persona e usarne l’immagine, occorre – salvo eccezioni – ottenere il consenso del soggetto ritratto. Il diritto all’immagine tutelato dal diritto italiano ha una doppia natura: è sia un diritto della personalità (tutela la dignità, l’onore e la riservatezza della persona) sia un diritto patrimoniale azionabile quando l’immagine è usata a scopi economici.

«Quindi – aggiunge Mendola – l’uso non autorizzato delle sembianze di una persona comune o un’attrice o attore riprodotto attraverso l’AI sarebbe senz’altro censurabile sotto il profilo della violazione del diritto all’immagine anche quando l’uso non è fatto con finalità commerciali. In ogni caso la violazione del diritto all’immagine conferisce tutela inibitoria e risarcitoria nel caso in cui il soggetto ritratto abbia effettivamente patito un danno».

Confronto con gli USA, debolezza del Right of Publicity

Il confronto con gli USA rivela una debolezza nel loro sistema legale. Lydia Mendola spiega che il Right of Publicity, principalmente orientato a fini commerciali, potrebbe offrire una protezione limitata. «Tom Hanks, ad esempio, potrebbe invocare questo diritto solo in caso di utilizzo commerciale non autorizzato, come nel caso di un deepfake per una campagna pubblicitaria dentistica».

L’Italia, con la consulenza legale di Portolano Cavallo, si erge come baluardo contro gli attacchi dell’IA. L’azienda offre una copertura completa, specializzandosi nei settori Life Sciences-Healthcare e Digital-tech-media. Una guida indispensabile in un panorama legale in costante evoluzione