RICCARDO COLOMBANI SEGRETARIO GENERALE FIRST CISL

Conti a gonfie vele per le banche italiane nel primo semestre dell’anno. I primi cinque gruppi (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps, Bper) hanno registrato una crescita di oltre il 50% degli utili, conseguenza della corsa degli interessi netti innescata dall’aumento dei tassi di interesse. E’ quanto emerge dall’analisi della Fondazione Fiba (in allegato le tabelle).

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  • Migliora la qualità del credito

La redditività è sostenuta anche dal miglioramento del costo del rischio credito (rettifiche nette/impieghi netti) che passa da 0,58% a 0,24% su valori annualizzati, nonostante un contesto sistemico reso critico dall’aumento dei tassi e dal rallentamento dell’economia, che si riflette sull’andamento negativo del volume dei finanziamenti alla clientela (-4,3% rispetto al 30/6/2022). Va evidenziato che il dato del costo del rischio elaborato dalla Bce, per il primo trimestre di quest’anno, per l’insieme delle banche “significant” registra un valore medio per gli istituti dell’Area Euro dello 0,46%, mentre per le banche italiane si attesta allo 0,34%, inferiore anche ai dati di Germania, Francia e Spagna.

Resta sostanzialmente stabile e su livelli minimi per i cinque gruppi maggiori l’incidenza dei crediti deteriorati (1,4%) ma si registrano miglioramenti in indicatori aventi rilievo prospettico per la qualità del credito:

Stage 2: rispetto ai dati al 31.12.2022 si verifica una contrazione del loro peso dal 13,4% al 12,3% sul totale dei crediti in bonis.

–          Default rate: si registra un complessivo contenimento dell’incidenza del flusso dei passaggi da crediti in bonis a deteriorati, con valori dei singoli gruppi inferiori all’1%, specificando che non abbiamo riscontrato il dato MPS .

 

  • Cala ancora il costo del lavoro

Cala ancora il rapporto cost/income che scende al 42,9%, circa dieci punti sotto il livello medio osservato tra i maggiori gruppi bancari europei. L’incidenza del costo del personale sui proventi operativi scende dal 31,8% al 26,3%. Rispetto ad un anno fa il numero delle filiali è calato del 6% (-764) e l’occupazione del 3,2% (circa 7700 in meno, dato medio di periodo).

  • Raccolta in crescita, bene liquidità e patrimonio

A completare un quadro ottimale, va rilevato l’aumento della raccolta diretta (+1,6%), nonostante il contenimento della remunerazione dei depositi a vista, il più che adeguato presidio del rischio di liquidità e la solidità patrimoniale misurata dal CET1 Ratio, che cresce dal 14,61% del 31/12/2022 al 15,07% del 30/6/23.

  • Colombani: Investire su formazione, servono salari più alti

“L’elevata qualità del credito dei primi cinque gruppi bancari italiani rappresenta un punto di forza del sistema. L’attenzione alla gestione dei rischi non deve tradursi però in una restrizione dell’offerta di credito che andrebbe a penalizzare gli investimenti e la crescita – commenta il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani – Per evitare una spirale di questo tipo è necessario investire sulla formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, anche con il potenziamento degli organici, così da garantire una corretta e proficua gestione del credito all’interno delle banche. E’ necessario infatti che si affermi una cultura d’impresa orientata a sostenere il Paese in una fase caratterizzata dalla transizione ecologica e digitale. A settembre si riaprirà la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale: servono salari più alti, il valore prodotto non può andare solo agli azionisti. Vanno sottolineati infine i risultati, positivi oltre ogni aspettativa, di Mps. Abbiamo sempre sostenuto che con la ricapitalizzazione il rilancio della banca era possibile ed i fatti ci stanno dando ragione”.