I risparmi non si toccano, ma la spesa aumenta

In Italia le spese impreviste sono un problema per molti e per affrontarle sempre più persone decidono di chiedere denaro in prestito a banche o società finanziarie. I risparmi? Intoccabili, restano un tesoretto da custodire e utilizzare in casi di emergenza, come potrebbe essere la perdita di lavoro. A scattare la fotografia è KRUK, multinazionale polacca leader nel mercato della gestione dei crediti in Europa. Lo sforamento del budget mensile è frequente per il 58% dei lavoratori dell’area dei servizi, il 50% di quelli del commercio e il 46% dei bancari. La motivazione? Comprano d’impulso. E non sorprende che quest’ultimi siano anche più propensi a chiedere un prestito.  La puntualità nei pagamenti delle rate di rimborso, però, non è da tutti. Fanno maggiormente fatica i lavoratori del commercio, servizi e trasporti. In queste categorie infatti si registrano le percentuali più alte di chi almeno una volta non ha fatto fronte ai propri doveri in tempo. Ma quali sono i motivi che non permettono di far fronte ai propri doveri finanziari?  La perdita del lavoro in famiglia risulta essere la prima causa di ritardo di un pagamento per quasi  tutte le categorie di lavoratori. Dall’analisi del Gruppo KRUK emerge come a pesare maggiormente sul budget siano le spese legate alla casa per oltre il 70% degli intervistati in tutte le categorie. Ma anche le spese legate alla manutenzione dell’auto drenano liquidità. Per far fronte a quest’ultima spendono di più i bancari (48%), gli insegnanti (40%) i medici e gli informatici (39%). Analizzando le principali voci di spesa degli italiani emerge poi che tra le uscite mensili più consistenti ci sono quelle per i servizi di telefonia e internet.