Economy magazine

I millennials allo specchio idealisti e antistress

Mica stupidi, questi Millennials. I giovani nati tra il 1990 e il 2000 hanno idee chiare sul loro fturo lavorativo e sul loro rapporto con il lavoro. Che stanno iniziando a influenzare marcatamente le politiche aziendali dei grandi gruppi, ed anche di quelli meno grandi. HrCommunity (nella foto, il presidente Giordano Fatali) ha interpellato quattro manager per capire come le loro aziende fronteggiano queste novità, e i risultati delle testimonianza in queste pagine sono eloquenti. Coerenti, del resto, con tre recenti studi globali che hanno ben configurato la nuova tendenza.

L’84% vuole vivere  e lavorare in modo coerente con i propri valori e il 69,8% vuole impegnarsi per migliorare il mondo

Secondo uno studio di Price Waterhouse Coopers, dal titolo “Think Sustainability – The millennials view”, il 92 per cento dei giovani desidera lavorare per un’azienda responsabile a livello ambientale e sociale. E si candida solo a questo genere di aziende. Secondo un’altra ricerca, questa volta il “The 2016 Deloitte Millennial Survey”, l’81% dei millennials sarebbe disposto addirittura a pagare un sovrapprezzo per prodotti sostenibili, il 56% non vuole averte a che fare con imprese che non operano in modo sostenibile e il 49% ha rifiutato incarichi in contrasto con la propria etica professionale.

E non basta. I Millennials sperano anche di avere un raopporto con il lavoro meno trafelato e stressante di quello che hanno osservato nei loro genitori: Più dell’82 per cento dei ragazzi punta a un buon equilibrio tra lavoro e vita privata. Lo racconta “Lo stato della Csr nelle Business School e l’attitudine dei loro studenti” redatto da Debbie Haski-Leventhal e Julian Concato, docenti alla Macquarie Graduate School of Management australiana. Inoltre, l’84% vuole vivere e lavorare in modo coerente con i propri valori e il 69,8 per cento vuole impegnarsi a rendere il mondo un posto migliore.

Enel «open power un programma che da spazio alla diversita»

Per Enel, che vuole offrire soluzioni innovative ai clienti, rispettando nel contempo l’ambiente e creando valore per le comunità, è fondamentale avere persone diverse per genere, età, nazionalità, diverse abilità, e promuovere un ambiente di lavoro aperto al contributo di tutti, perché solo da team di lavoro misti possono nascere nuove idee. Questo approccio, che noi chiamiamo “Open Power”, significa valorizzare le specificità, passioni, originalità dei singoli, ed è del tutto in linea con il modo di pensare dei Millennials e della Z Generation. I giovani vogliono poter contribuire in prima persona, prediligono aziende con un business sostenibile, e sono attenti all’equilibrio tra vita privata e vita professionale, convinti giustamente che questo porti qualità e soddisfazione a lungo termine.

Proprio rispetto al work-life balance, che è uno dei principi della nostra Policy Diversity&Inclusion, recenti studi hanno evidenziato l’importanza che assume per i giovani. Anche per questo lo smartworking si sta diffondendo.

In Enel, entro fine anno, saranno 7000 le persone che ne usufruiranno. Diversità, inclusione, sostenibilità sono quindi molto attrattivi per i più giovani, ma sono innanzitutto le modalità con cui nelle organizzazioni ogni persona può lavorare al meglio e dare il massimo.

Lamborghini «la massima attenzione alla crescita delle persone»

Se fino a qualche anno fa il mito lavorativo a cui aspirare era quello del tanto agognato “posto fisso”, i ragazzi di oggi si sono fatti portavoce dell’instabilità dei nostri tempi, andando a ricercare nelle aziende una risposta a bisogni intangibili e un’affinità sempre più legata alla sfera valoriale.

In un’epoca in cui i giovani più appassionati e motivati hanno a disposizione mille strumenti per ricercare il luogo di lavoro dei loro sogni, le imprese che ambiscono al successo devono saper parlare in maniera trasparente sia ai dipendenti di oggi che a quelli di domani, sviluppando una sempre maggiore attenzione al benessere ed alla crescita delle persone e dichiarando apertamente quelli che sono i valori aziendali e l’etica con cui si approccia al business.

In questo senso, la nostra azienda ha messo in campo molteplici iniziative: oltre all’articolato Maternity&Paternity Program ed alle innumerevoli opportunità formative, abbiamo pensato a tante attività dedicate ai nostri dipendenti ed alle loro famiglie anche fuori l’orario di lavoro, con una costante attenzione al territorio.

Da qui sono ad esempio nate le partnership con il Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Cineteca, il tutto senza dimenticare la cura per l’ambiente: proprio quest’anno infatti è stato lanciato un importante progetto di car sharing aziendale, che garantisce ai colleghi non solo vantaggi legati alla mobilità, ma contiene le emissioni di Co2.

Microsoft «una cultura aziendale aperta e inclusiva»

Le nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro mettono al centro delle loro scelte professionali elementi distintivi: una cultura aziendale aperta e inclusiva, un impatto positivo del proprio lavoro sulla società e un’organizzazione che permetta di bilanciare vita privata e e professionale. Tutti questi fattori sono da anni al centro della missione di Microsoft, che punta a supportare persone e organizzazioni a esprimere al meglio il proprio potenziale facendo leva sulla tecnologia. Microsoft è infatti impegnata ad aiutare aziende pubbliche e private, ONG  e startup a cogliere i benefici del digitale, migliorando la società in cui tutti viviamo e lavoriamo. Lo facciamo con una cultura incentrata sui valori della diversità e dell’inclusione, in grado di aprire le menti dei nostri talenti a nuove idee, creando un clima di confronto costruttivo dove ognuno si sente libero di dare il proprio contributo. Oltre ai programmi di Diversity&Inclusion, a sostegno della presenza femminile in ambito tecnologico e manageriale – oggi il 50% del board di Microsoft Italia è donna – e delle community LGBT, un altro aspetto che ci contraddistingue è il lavoro flessibile, che consente a tutti di bilanciare vita privata e lavorativa. Oggi, i collaboratori di Microsoft sono al 100% smart worker e possono lavorare dove e quando preferiscono. Il nostro impegno è stato recentemente riconosciuto a livello globale visto che Microsoft è al primo posto nel ranking delle aziende preferite dalle nuove generazioni. Questo importante risultato, unito ai diversi riconoscimenti ottenuti come Best Place to Work negli scorsi anni, conferma che il percorso intrapreso è la strada giusta per poter cambiare il mondo attraverso i migliori talenti”.

Danone «Il benessere dei dipendenti e la resposabilita sono al centro»

Il benessere dei dipendenti e la responsabilità sociale fanno parte del DNA di Danone, che da sempre opera in coerenza con la convinzione fondante che il business debba essere sostenibile dal punto di vista economico e sociale.

Questa convinzione costituisce un tratto fondamentale della nostra brand reputation. Ci sono molti esempi concreti di questo impegno delle 3 aziende della company in Italia (Danone, Mellin e Nutricia). Uno tra tanti è il “Baby Decalogo” che mira a dare valore alla diversità di genere e a sostenere la genitorialità, considerata un valore ineguagliabile e una nuova “competenza” che si riflette sulle abilità professionali. I neo-genitori, infatti, sono supportati sia economicamente (es. l’azienda raddoppia il normale contributo fornito durante il periodo di maternità facoltativa; 10 giorni di congedo retribuito per i papà), che a livello psicologico e nutrizionale. Il Baby Decalogo ha poi ispirato la nascita della “Parental Policy” destinata ai 100.000 dipendenti nel mondo, che è stata citata da Anne Hathaway come best practice nel contesto del dibattito #HeForShe alle Nazioni Unite.  Inoltre, a partire dalla valorizzazione dei temi riguardanti la genitorialità, nel 2016 Mellin è entrata a far parte del programma internazionale “Tackling Childcare Commitment” promosso dalla Clinton Foundation, che ha la finalità di promuovere migliori opportunità di carriera per i genitori.