Oggi si riunisce il direttivo della Bce, con Christine Lagarde, contagiata dal Covid, che parteciperà in teleconferenza e non in presenza. I ‘falchi’ sono in agguato. Il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel ha già detto che è arrivato il momento di mettere sul tavolo l’ipotesi di chiudere il Qe già a giugno-luglio, per poter partire all’inizio del terzo trimestre con il rialzo dei tassi. Inoltre, rivolgendosi ai risparmiatori tedeschi, ha detto loro che a breve i tassi di interesse torneranno in positivo. La settimana scorsa sono uscite le minute della Bce, che confermano l’intenzione dei ‘falchi’ di accelerare a luglio la fine del Qe, per poter avviare un rialzo dei tassi. Sull’altro fronte, quello delle ‘colombe’ cresce invece il timore che un rialzo eccesivo dei tassi possa far partire una recessione. A questo proposito Bloomberg nei giorni scorsi aveva fatto sapere che, secondo indiscrezioni, la Bce starebbe studiando delle misure anti-crisi, che ancora sarebbero in una fase iniziale e che probabilmente non verranno presentate giovedì, per contenere un eccessivo rialzo dei tassi. Quali potrebbero essere queste misure ancora non si capice ma non si esclude che potrebbero prevedere degli acquisti di bond.

Passata la paura?

Gli analisti appaiono un po’ meno preoccupati per il surriscaldamento dell’inflazione, perché si augurano che i rincari abbiano raggiunto un picco e possano gradualmente inziare a raffreddarsi. Anche in Gran Bretagna l’inflazione a marzo è salita al 7%, il top da 30 anni, e in Spagna è avanzata del 9,8%.

In Asia Tokyo avanza di oltre l’1%, sale Shanghai e cresce di circa mezzo punto percentuale Hong Kong. Piatta Seul, dopo che la banca centrale ha rialzato a sorpresa i tassi, portandoli all’1,5%, il top dall’agosto 2019. Il Paese registra un forte aumento dell’inflazione, raddoppiata rispetto al benchmark del 2% fissato dall’istituto centrale. Stretta sui tassi anche Singapore, per frenare il rincaro dei prezzi. A Wall Street i future sono in lieve aumento, dopo la buona chiusura di ieri, in particolare del Nasdaq, salito del 2,03%, mentre il Dow Jones ha guadagnato l’1,01% e lo S&P 500 l’1,12%.