La Sec s’è arrabbiata: l’authority di controllo dei mercati borsistici americani ha fiutato l’imbrogloio sull’intelligenza artificiale e ha lanciato un avvertimento alle società che fanno “AI washing”, cioè millantato di poter fare mirabilie con le nuove tecnologie quando non è vero pet niente.

Recenti azioni di enforcement da parte degli Stati Uniti rappresentano probabilmente solo l’inizio di una stretta su quelle aziende che esagerano le loro capacità di intelligenza artificiale per attirare investitori. Dal mese di marzo, la Securities and Exchange Commission ha accusato tre aziende di “AI washing”, ossia di aver falsamente rappresentato l’uso di machine learning e altri strumenti. Gary Gensler, presidente dell’agenzia, ha avvertito più volte riguardo a dichiarazioni fuorvianti sulla tecnologia, definendo l’intelligenza artificiale “la tecnologia più trasformativa di questa generazione” ma anche potenzialmente capace di provocare una crisi finanziaria se usata in modo inappropriato.

Lo scorso 11 giugno, la SEC ha avviato un’azione legale contro il fondatore e l’ex capo di Joonko, una piattaforma di recruiting ora chiusa, che sosteneva di usare l’intelligenza artificiale per connettere aziende e candidati da background sotto-rappresentati, ma che in realtà non utilizzava le capacità di AI che dichiarava di avere. Anche altre due aziende hanno recentemente accettato di pagare una multa complessiva di 400.000 dollari per risolvere le accuse della Sec di aver fatto “dichiarazioni false e fuorvianti” sull’uso della AI.