Si calcola che in Italia il 20% delle strutture alberghiere abbia oltre 100 anni

È uno dei paradossi del turismo italiano. Il nostro Paese è leader per posti letto in Europa, terzo al mondo dopo Usa e Cina, e ha il maggior numero di hotel di lusso. Tuttavia, il patrimonio alberghiero del Belpaese è datato. Si calcola che il 20% delle strutture ha oltre 100 anni, il 60% più di 30.

Cosa cerca il nuovo turista? Design, wellness, food, sostenibilità

Ciò determina non solo maggiori costi gestionali (secondo il WTTC – World Travel and Tourism Council adottare modelli di sviluppo sostenibili migliora l’efficienza energetica di circa il 20%), ma rischia di non fare intercettare la domanda quando si prevede che tra fine 2024 e inizio 2025 i flussi turistici torneranno a crescere notevolmente. I clienti oggi inseguono emozioni: design (ambienti invitanti, arredi efficienti, illuminazione, profumazione), wellness (aree dedicate a fitness e benessere), tecnologia (smart tv di grandi superfici, domotica, Internet of Things). Apprezzano contesti sostenibili (a parere di Expedia, un terzo degli avventori sceglie in base alle politiche ambientali), ma anche sezioni Food&Beverage, strutture che vadano oltre l’offerta della mera colazione (stando a TripAdvisor, circa l’utenza straniera, 87 su 100 optano per strutture con spazio F&B). Il turismo anche sarà sempre più bleisure (dall’unione di business + leisure), il comparto dell’hotellerie dovrà così dotarsi anche di zone di lavoro o co-working. A seguito di simili interventi, l’Ufficio Studi Gabetti stima che per una tipologia mediana il tasso di occupazione possa salire quasi al 10%, la tariffa media per camera del 15% e i consumi ridursi di circa del 30%, con un incremento di GOP (Gross Operating Profit) ed EBITDA di oltre il 30% (fonte:

Ammodernare senza investire grandi somme? Col noleggio si può

Per ovviare a chi ha il problema di dover ammodernare la propria struttura ricettiva e adeguarla ai tempi e ai trend ma senza far gravare il restyling sui bilanci, la Domorental, società italiana con sede a Milano, in collaborazione con BookingMyHotel, ha ideato un nuovo servizio ribattezzato “Rental & Procurement”. Si tratta di un sistema strutturato e organizzato per consentire al comparto dell’hospitality (alberghi, residence, case vacanze, affitti brevi etc.) di approvvigionarsi di arredi, attrezzature e impianti finanziandoli attraverso la formula tecnica del noleggio, senza cioè intaccare il capitale circolante e ricorrente al finanziamento bancario. Obiettivo: supportare l’hospitality nazionale a essere al passo della domanda globalizzata, che cerca esperienze emozionali tramite ambienti confortevoli, arredi di design, tecnologie innovative e impianti sostenibili con oltre 20 anni di esperienza specializzata nel settore alberghiero.

Prima la consulenza poi gli impianti. E ogni contratto è su misura

Il servizio Rental & Procurement prevede come primo approccio quello consulenziale, con il professionista che si relaziona con i responsabili della struttura ricettiva per capirne le esigenze e definire insieme le soluzioni migliori in termini di arredi, attrezzature e impianti di cui disporre in outsourcing, con tutti i vantaggi propri della centralizzazione dei processi, da quelli logistici a quelli finanziari. Quindi la piattaforma tecnologica, sviluppata in house, permette alle imprese di pagare una current fee, o in forma modulare cioè variabile in relazione al fatturato “prospettico”, o a seconda della performance in caso di impianti o macchinari (pay for performance), o parametrata in base al risparmio generato dagli stessi (pay for savings). Inoltre, la durata del servizio, diversamente da quanto prevedono sia il leasing che il noleggio tradizionale, non è prefissata, ma ogni contratto viene costruito “su misura” in base alle caratteristiche dei beni e della clientela. Al termine del performance renting, l’utilizzatore ha anche la possibilità di concordare il riscatto del bene (buy back), a un valore residuo predeterminato (residual value).

«Un investimento sostenibile che non intacca il capitale circolare» 

«La nostra proposta – spiega Claudio Mombelli, fondatore e CEO di Domorental – si inserisce nella prospettiva della subscription economy, garantisce il migliore rapporto qualità/prezzo e la serietà dei fornitori semplificando qualsiasi processo di approvvigionamento senza intaccare il capitale circolare e ricorrere al finanziamento bancario. Altro elemento rilevante è la competenza nella scelta del prodotto-fornitore considerando le caratteristiche della struttura alberghiera, senza trascurare la componente logistica e finanziaria della fornitura che viene completamente presidiata dal nostro team. I vantaggi fiscali sono evidenti: sostenibilità economica dell’investimento senza indebitamento, durata flessibile e non vincolata dell’ammortamento, trasformazione da capex a opex dell’investimento, nessun bene a cespite della gestione amministrativa degli ammortamenti, maggior equilibri della Posizione Finanziaria Netta (PFN) e miglioramento degli indici di bilancio, mantenimento del capitale circolante per investimenti correnti».