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«La formula funziona, la porteremo avantiı» si limiterebbe a dire Guido Guidesi, rinnovato assessore regionale lombardo all’Economia nella Giunta Fontana, per lo stile sobrio che lo distingue, encomiabilmente, dalla consueta rancassa politica. Ma sui numeri è più facile indurlo a dettagliare.

«La produzione industriale in Lombardia segna nei primi mesi del 2023 una crescita su base annua pari al 2,5% e si prevede che il Pil cresca del +0,8%, con un’occupazione che salirà dell’1,2%, colmando il divario con il pre-Covid. Tra i settori più produttivi spiccano l’abbigliamento (+7,9% produzione su base annua), pelli-calzature (+5,2%) e quello dei mezzi di trasporti (+6,3%), tutti in via di recupero rispetto al 2022. Ma questi numeri potrebbero essere migliori se le aziende non fossero costrette a convivere con l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce, che testimonia il fallimento della politica monetaria europea e che per questo va rapidamente fatto cambiare, perché ne va della sopravvivenza del nostro sistema imprenditoriale e produttivo che contribuisce in larga parte al Pil europeo».

Assessore, ma in attesa – sfiduciata attesa – che la Bce rinsavisca, cosa farà la giunta regionale per stimolare lo sviluppo ulteriormente, come merita?

Vogliamo proseguire sulla strada tracciata negli ultimi due anni. Il metodo di lavoro ha reso protagoniste le imprese e le associazioni di categoria. E abbiamo investito molto sul tema delle filiere e degli ecosistemi. Per noi questi sono gli elementi che dovranno contraddistinguere ancora la nostra strategia e il nostro metodo di lavoro. 

E nello specifico?

Per quel che concerne le filiere, abbiamo introdotto una manifestazione di interesse conseguentemente alla strategia industriale europea presentata del Commissario Trierry Breton, che individua 14 ecosistemi; attualmente abbiamo riconosciuto oltre 30 filiere che complessivamente coinvolgono più di 600 realtà tra imprese, centri di ricerca, università, istituti di credito e di formazione. A loro abbiamo già messo a disposizione un bando da 4 milioni di euro ed è nostra intenzione introdurre ulteriori importanti misure per sostenere il più possibile questa iniziativa. 

Come funziona questo strumento? 

La Regione che si muove sempre più in maniera flessibile rispetto alle esigenze delle aziende; quindi, non più una Regione che interviene in maniera ordinaria con strumenti dedicati alle singole imprese in base alla loro dimensione e categoria ma che invece supporta il sistema economico in modo flessibile in base alle reali esigenze settoriali; questo ci potrà permettere di creare valore aggiunto attraverso lo scambio di progettualità tra tutti gli attori che ad oggi si limitano a scambiare tra loro solo bonifici e fatture, ordini e consegne e che invece grazie a questo percorso si potranno sentire completamente coinvolti in una pianificazione strategica di settore, in cui anche la Regione sarà protagonista, nel sano rapporto ‘pubblico/privato’.

Parliamo di soldi. Di recente avete approvato il ‘Pacchetto Investimenti’: 210 milioni di finanziamento agevolato per le imprese, come funziona?

Si tratta di un nuovo e importante ‘piano investimenti’ che ha come obiettivi quelli di sostenere lo sviluppo aziendale, favorire l’efficientamento energetico degli impianti produttivi e attrarre nuovi investimenti in Lombardia. Si articola in tre linee. La prima mette a disposizione 115 milioni di euro, è destinata alle Pmi per agevolare l’automazione dei processi produttivi, l’innovazione e la digitalizzazione e rafforzare la flessibilità produttiva e organizzativa. La seconda vuole favorire l’efficientamento energetico delle attività per abbattere l’impatto ambientale anche attraverso la riduzione dei consumi, mentre le terza si è concentrata sull’attrattività degli investimenti in regione, consolidando quelli esistenti, con il criterio di premialità per chi decide di investire sul recupero delle aree dismesse. In sintesi, tutelare l’ambiente e creare nuove opportunità di lavoro, dando premialità alle aree dismesse. La dotazione dei 210 milioni di euro, di per sé cospicua, grazie alla capacità di Regione di coinvolgere gli istituti bancari, permetterà di attivare ulteriori circa 500 milioni di euro sotto forma di finanziamenti.

Pensate che la osa attragga anche investitori stranieri?

Tra le caratteristiche principali dei nuovi strumenti c’è la volontà di consolidare il primato nazionale della Lombardia in termini di attrattività anche in chiave europea, offrendo ulteriori opportunità ai nuovi papabili investitori. 

Come si posiziona oggi la Regione in Europa?

La Lombardia, anche e soprattutto a livello economico, è una Regione assolutamente protagonista in Europa. È il nostro contesto ‘naturale’ di mercato forte anche di una bilancia commerciale molto attiva; ricordo che siamo la prima regione produttiva d’Europa e vogliamo continuare ad esserlo, ed è sempre la Lombardia, insieme alle regioni più simili economicamente, a contribuire in larga parte al Pil europeo. La nostra volontà è rafforzare il posizionamento della Lombardia in Europa, anche dal punto di vista politico-strategico, affinché insieme alle altre regioni europee più produttive, si possano fare proposte a favore delle imprese che vengano accolte dalla Commissione Europea scongiurando una volta per tutte la mancanza di realismo e buon senso che ha caratterizzato gli ultimi provvedimenti.

E per chi vuol cominciare a fare impresa, creandone una nuova? Quali strumenti potere offrirgli?

Noi consideriamo la Lombardia la ‘Casa delle Idee’, dove chiunque abbia voglia di realizzare il suo sogno può farlo anche grazie al sostegno concreto di Regione Lombardia. Due anni fa circa abbiamo introdotto la misura ‘Nuova Impresa’, grazie alla quale concediamo un contributo a fondo perduto fino a 10mila euro a chiunque apra una nuova attività. Interveniamo sin da subito affinché chi voglia concretizzare la propria idea imprenditoriale non venga disincentivato dai costi iniziali. Per noi questo strumento è un segnale molto importante anche dal punto di vista culturale. Regione Lombardia ritiene infatti fondamentale sostenere il lavoro autonomo sin dall’avvio, affinché possa generare in futuro occupazione e indotto. Il tutto con uno sguardo proiettato all’innovazione. A questo si affianca il programma di accelerazione per start-up, nato dalla collaborazione tra Regione Lombardia, l’Università della California Berkeley, l’hub di innovazione italiano Cariplo Factory e con il gruppo internazionale di real estate, infrastrutture e rigenerazione urbana Lendlease. Al progetto si sono candidate quasi 600 start up provenienti da tutto il mondo a dimostrazione che la Lombardia è in grado di attivare talenti e investitori. Colgo inoltre l’occasione per annunciare che la Lombardia, a dicembre di quest’anno, ospiterà il premio nazionale per l’innovazione, un’ulteriore grande vetrina per chi ha voglia e ambizione di fare impresa. Inoltre, anticipo che a breve ci saranno strumenti per aiutare l’accesso al credito delle nuove attività; in questo modo generiamo investimenti con l’obiettivo di generare nuova occupazione.

Quanti investimenti privati stimate di aver attivato, con le vostre misure?

A fronte di uno stanziamento di oltre 1,8 miliardi di euro a beneficio delle imprese lombarde nell’ultimo biennio, quasi 400 milioni, a fondo perduto, sono stati in grado di generare oltre 2 miliardi di investimenti privati. Lo strumento innovativo che maggiormente è riuscito nell’impresa di attivare investimenti privati è stato il bando ‘patrimonio impresa’, creato per favorire il rafforzamento patrimoniale delle PMI lombarde con una dotazione finanziaria di 140 milioni di euro, che ha attivato un ammontare di investimenti da parte dei privati ben sette volte superiore rispetto alle risorse stanziate da noi.