Guidesi autonomia fiscale Lombardia
Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia

L’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia Guido Guidesi ha manifestato il suo entusiasmo per i risulti positivi ottenuti dall’amministrazione nel quarto trimestre del 2021, soffermandosi poi però anche sulle oggettive difficoltà derivanti dal nuovo scenario di guerra in Europa e riportando al centro del dibattito il tema dell’autonomia fiscale per la Lombardia.

Guidesi autonomia fiscale Lombardia

“I dati della produzione industriale del quarto trimestre 2021 in Lombardia sono stati molto positivi; in quei mesi si respirava un’aria entusiasmante e i dati lo confermano” ha detto Guido Guidesi: ed in effetti la produzione industriale lombarda ha chiuso il 2021 in crescita del 15,6% sul 2020 (+4,3% sul 2019). “Oggi però la nuova pandemia, quella energetica, e ancor più la sconvolgente brutalità della guerra con le sue ripercussioni economiche, rischiano di frenare completamente una ripresa che sembrava essere senza precedenti. Paradossale non riuscire a produrre nonostante i tanti ordinativi. Spero caldamente che tutti i ritardi di intervento, rispetto alla calmierazione dei costi dell’energia che è la principale esigenza delle imprese, vengano affrontati in modo emergenziale perché di emergenza stiamo parlando”.

In queste settimane di angoscia per la guerra – come finora ha imperversato e per i rischi ulteriori che fa paventare – tutto sembra sospeso, come per un nuovo lockdown non sanitario ma, appunto, geopolitico. E tuttavia – come la storia insegna – è proprio nei momenti di maggior crisi e peggiore incertezza che si pongono, non soltanto in Borsa ma anche nell’economia reale, le premesse per successive, nuove fasi di sviluppo.

E in questo senso la “locomotiva lombarda” non smentisce la sua fama. Ed anzi accresce la sua attrattività. “Perché abbiamo un tessuto produttivo ricco di nuove competenze e non solo nei settori più strategici ma in tutti, e una filiera di forniture efficiente”, spiega Guidesi, “cioè due grandi vantaggi competitivi. E così possiamo annoverare episodi come quello della Timken, dove da una crisi aziendale è nata una bella operazione di reshoring, con l’impianto a rischio chiusura che non è passato da una multinazionale straniera all’altra ma ad una multinazionale tascabile italiana di assoluta eccellenza come il gruppo Camozzi, e questo grazie ad un sistema che ha visto agire affiatati l’associazione di categoria, i sindacati e la proprietà uscente, con la regia della Regione e del ministero”.

Così lo stabilimento ex Timken di Villa Carcina è passato a Camozzi che si è impegnato a garantire l’occupazione, riassumendo tutti i lavoratori in cassa integrazione che sono rimasti in 55 rispetto ai 106 che lavoravano nella fabbrica quando la multinazionale, il 19 luglio scorso, annunciò la chiusura ed i licenziamenti per delocalizzare la produzione in Romania.

In un quadro del genere, sottolinea l’assessore Guidesi, “la Regione ha il compito essenziale di tener unito e concentrato sull’obiettivo l’intero sistema: sia chi esce sia chi subentra hanno bisogno del sostegno delle istituzioni e per i nuovi entranti gli strumenti indispensabili sono quelli degli ammortizzatori sociali e della formazione professionale, che in prospettiva dovrà contenere criteri di assegnazione con premialità agganciate alle tempistiche”.

Guido Guidesi sulla locomotiva Lombardia e l’autonomia fiscale

In questo quadro, l’attrazione degli investimenti si conferma un punto di forza della Lombardia, sia rispetto al fenomeno del reshoring già in atto sia, forse a maggior ragione, nel nuovo scenario di instabilità geopolitica che si è purtroppo manifestato.

E non a caso i risultati si sono già visti. In particolare dall’esito dei due anni di attività del Programma AttrAct e del servizio di assistenza alle imprese di Invest in Lombardy. La Regione ha selezionato una serie di assistenze prestate nell’ambito del programma AttrAct/Invest in Lombardy ad operatori esteri che hanno avviato dei progetti di investimento in Lombardia negli ultimi 24 mesi o che hanno in programma progetti di investimento nei prossimi 12-36 mesi. Per ogni progetto d’investimento supportato attivamente dal team sono stati calcolati – grazie ai dati raccolti nel corso dell’assistenza o dichiarati dall’azienda assistita – l’impatto occupazionale e l’investimento attesi. Ebbene, stiamo parlando di 19 progetti negli ultimi 24 mesi per 118 milioni di euro di investimenti con 834 nuovi occupati; mentre per i prossimi 12-36 mesi si attendono altri 32 progetti, contesto permettento naturalmente, con 1,5 miliardi di investimenti attesi e quasi 3000 nuovi posti di lavoro create.

Da sottolineare l’eterogeneità della provenienza dei 319 investitori stranieri finora assistiti. Dagli Stati Uniti all’India, alla Cina, al Giappone, alla Turchia oltre ad alcuni dei partner europei più rilevanti: Francia, Regno Unito, Germania, Belgio e Austria. 

Per quanto riguarda i settori di appartenenza, le società supportate dal team di AttrAct-Invest in Lombardy hanno una distribuzione settoriale molto diversificata. 

Tuttavia, è bene evidenziare che alcuni comparti come quello manifatturiero (nel complesso dei sottosettori ad esso appartenenti) e dei servizi alle imprese (advisory, banking & finance) contano un numero maggiore di aziende assistite, a riprova della buona capacità attrattiva della Lombardia per quei settori che si sviluppano soprattutto nei territori con un tessuto economico solido e strutturato, ricco di imprese. 

Altrettanto significativi sono i numeri relativi al settore immobiliare (anche in virtù della partecipazione di Regione Lombardia alla più importante fiera mondiale del real estate, il Mipim di Cannes, fonte di numerosi contatti con investitori del settore). 

Interessante evidenziare che, al di fuori di alcuni settori specifici, gli investitori non indicano una preferenza rispetto a una Provincia in particolare all’interno della Regione; segno della forte attrattatività che il territorio riesce a esprimere uniformemente, grazie a un tessuto economico percepito come solido e di grande valore, in particolare nel comparto manifatturiero. 

Un’oggettiva efficacia va dunque riconosciuta alla piattaforma digitale, www.investinlombardy.com su cui vengono inserite e promosse le opportunità di insediamento e i progetti di investimento attraverso azioni specifiche e mirate in occasione di iniziative di promozione su scala nazionale e internazionale come eventi, meeting, conferenze, convegni, fiere, campagne di comunicazione ed editoria, tutte azioni realizzate in collaborazione con Promos Italia, con il Sistema Camerale lombardo e nella collaborazione istituzionale tra Regione Lombardia e gli enti della diplomazia economica italiana ed estera. È un servizio di supporto operativo di presa in carico dei progetti di investimento e di coordinamento delle procedure autorizzative, anche attraverso l’attivazione della casella di posta elettronica dedicata info@investinlombardy.it. Le imprese e gli investitori hanno così un unico punto di riferimento e ricevono un supporto su misura e continuativo, sia nella fase iniziale sia nella fase di maturazione del progetto. Una decisione che fa direttamente seguito alla creazione del Gruppo di Lavoro Interdirezionale – Attrazione degli investimenti e internazionalizzazione per la ripresa economica. 

L’obiettivo del Gruppo di Lavoro, che si configura come struttura interna a Regione Lombardia è quello di garantire un efficace e maggior coordinamento tra le diverse Direzioni regionali e tutte le Pubbliche Amministrazioni competenti nei procedimenti autorizzativi, al fine di ridurre le tempistiche delle procedure, snellire i processi e creare un contesto più favorevole agli investimenti in Lombardia, cercando di rispettare i tempi dei piani economici degli investitori. 

Una Regione che però secondo l’assessore allo Sviluppo Economico “ha ancora molte potenzialità inespresse a causa della diversa fiscalità rispetto ad alcune importanti regioni europee che, a differenza nostra, godono dell’autonomia fiscale, con sostegni alle imprese sei volte quelli che possiamo prevedere noi», una situazione che secondo Guidesi può essere definita come “una sorta di concorrenza sleale per le nostre imprese, una situazione non più tollerabile soprattutto in un momento così delicato”. Per questo l’auspicio di Guidesi è che “l’Unione Europea abbia come obiettivo l’economia reale ed il lavoro. Per pensare al reshoring e al manifatturiero è bene che le regioni più produttive d’Europa si scambino i propri valori aggiunti nelle stesse condizioni fiscali e di competenze territoriali. L’autonomia per la Lombardia vuol dire equità in Europa”.