IL PRESIDENTE DELL’UCRAINA VOLODYMYR ZELENSKY

Non ci sarà nessuna parata del 9 maggio a Donetsk e Lugansk ,che per molti poteva siglare la fine della guerra in Ucraina. La tradizionale cerimonia per celebrare la vittoria contro il nazismo nella Seconda Guerra Mondiale, inizialmente annunciata da Mosca, nei due territori ucraini, occupati dalle truppe di Putin, non avrà luogo. Nelle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, le autorità russe hanno annullato la parata e la marcia per la Giornata della Vittoria del 9 maggio. Lo ha detto il primo vicecapo dell’amministrazione presidenziale russa, Sergei Kiriyenko. «La parata della vittoria e la marcia del reggimento immortale in questo giorno della vittoria a Donetsk e Lugansk è ancora impossibile da tenere. Ma quel tempo arriverà presto e le parate della vittoria passeranno per le strade del Donbass».

La celebrazione è, quindi, soltanto rinviata. Così come lo è la fine del conflitto in Ucraina, nonostante ci fosse chi sperava che la parata del 9 maggio, fosse l’occasione per far scorrere i titoli di coda sulla guerra che ormai imperversa da oltre due mesi.

LEGGI ANCHE: La Russia all’Onu: L’Ucraina verrà denazificata

Germania e Ucraina tornano a parlarsi

Notizie positive arrivano invece dal fronte diplomatico. La tensione delle ultime settimane tra il governo ucraino e quello tedesco, sembrano essere appianate. Almeno sulla carta, perché il governo di ucraino aveva chiesto in maniera esplicita che nella lista delle armi che i tedeschi avrebbero mandato in Ucraina ci fossero anche quelle pesanti. Richiesta inascoltata. Un’apertura è arrivata ieri, perché Zelensky ha invitato Shcolz e Steinmeier. Il chiarimento è giunto ieri in una telefonata fra Volodymyr Zelensky e Frank-Walter Steinmeier, nel corso della quale sono state appianate le forti “incomprensioni” delle scorse settimane e il leader ucraino ha invitato in Ucraina sia il capo dello Stato tedesco sia il cancelliere Olaf Scholz. Intanto Berlino ha fatto sapere che per ora a Kiev si recherà presto la ministra degli esteri Annalena Baerbock. La mossa conciliante si deve anche alla mediazione del leader della Cdu, Friedrich Merz, che martedì era stato in missione nella capitale ucraina prendendo un’iniziativa personale.