Il Ministero della Transizione Ecologica, Autorità Competente per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale, sentito il Comitato Tecnico di Emergenza e Monitoraggio del sistema gas nazionale, ha dichiarato lo stato di pre-allarme.

Cosa significa? Per ora si tratta, appunto, “solo” di uno stato di allerta. Anche perché, se la Russia dovesse chiudere i rubinetti, vere e proprie alternative non ce ne sarebbero. «Secondo le stime della Banca Centrale Europea, allo stato attuale di forniture e prezzi del gas (schizzati alle stelle in questi mesi anche grazie a una precisa strategia di razionamento del gas da parte di Gazprom) la produzione dell’Eurozona diminuirà infatti dello 0,2% entro la fine del 2022», sottolinea l’Ispi, l’Itsituto degli studi di politica internazionale. «Qualora, poi, prezzi non più sostenibili o necessità di razionamento (una vera e propria “austerity energetica” come quella degli anni Settanta) costringessero gli Stati membri a un razionamento del 10% del gas diretto alle loro imprese, gli impatti sarebbero ancora più gravi: una perdita media dello 0,7% del valore aggiunto annuo dell’Eurozona. E, purtroppo, l’Italia sarebbe ancora una volta particolarmente esposta: data una dipendenza dal gas russo e una presenza di industrie energivore superiore alla media UE, si trova infatti in “pole position” tra i grandi paesi europei, con una perdita attesa dello 0,8% del proprio valore aggiunto».

 

La nota del Ministero della Transizione Ecologica.

Il Ministero della Transizione Ecologica, Autorità Competente per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale:
• considerato l’attuale stato di guerra presente tra la Federazione Russa e l’Ucraina e che tale situazione insiste sul territorio attraverso cui passa gran parte delle forniture di gas naturale che approvvigionano il sistema italiano,
• considerando che il livello di pericolosità della minaccia alle forniture è sensibilmente maggiore rispetto a quanto previsto nelle analisi di rischio svolte in passato in ottemperanza del Regolamento UE 2017/1938, da cui derivano gli attuali piani di azione preventiva e di emergenza,
• ritenuto opportuno predisporre eccezionali misure preventive volte a incentivare un riempimento dello stoccaggio anticipato rispetto alle procedure adottate in condizioni normali, come discusso anche in sede europea durante l’ultima riunione del Gas Coordination Group del 23 febbraio u.s.,
• ritenuto opportuno sensibilizzare, gli utenti del sistema gas nazionale della situazione di incertezza legata al conflitto citato anche in relazione all’attuazione dell’Atto di indirizzo del Ministro della Transizione Ecologica del 24 febbraio 2022, benché la situazione delle forniture sia al momento adeguata a coprire la domanda interna,
ai sensi dell’articolo 11, lettera a), del Regolamento UE 2017/1938 e del punto 2.1 del Piano di Emergenza del sistema italiano gas naturale (Allegato 2 al Decreto Ministeriale del 18 dicembre 2019 e s.s.m.m. e i.i.), sentito il Comitato Tecnico di Emergenza e Monitoraggio del sistema gas nazionale, dichiara lo stato di pre-allarme.