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Guerra Ucraina-Russia, al via oggi nuovo round di colloqui tra Kiev e Mosca a Istanbul in Turchia. Le delegazioni si incontreranno nella sede della presidenza al Palazzo di Dolmabahce. A riferirlo è stato l’ufficio della presidenza turca: ciascuna delle delegazioni incontrerà la parte turca prima dell’inizio dei colloqui, ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan dopo una riunione di gabinetto ad Ankara. Il presidente turco ha ribadito la sua speranza in un cessate il fuoco. Erdogan ha spiegato di essere in contatto telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin. Per il leader turco le cose si stanno muovendo in una “direzione positiva”.

Da dove ripartono i negoziati

Il raggiungimento di ”un cessate il fuoco è l’obiettivo massimo” dei negoziati tra le delegazioni ma quello ”minimo riguarda la risposta alle esigenze umanitarie” in Ucraina ha affermato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Ai colloqui, secondo quanto scrive il Financial Times citando una bozza di accordo, la Russia non chiederà più la ”denazificazione” dell’Ucraina, né la sua ”demilitarizzazione” e sarebbe pronta a consentire all’Ucraina di far parte dell’Unione europea (Ue) in cambio di garanzie sulla sicurezza e se rinuncia ad aderire alla Nato. La bozza del documento sul cessate il fuoco, dunque, non contiene alcuna discussione su tre delle richieste fondamentali iniziali della Russia, ovvero la “denazificazione”, la “smilitarizzazione” e la protezione legale per la lingua russa in Ucraina, scrive il Financial Times.

David Arakhamia, capo del partito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in parlamento e membro della squadra negoziale di Kiev, ha detto al Financial Times che le parti sono vicine all’accordo sulle garanzie di sicurezza e sull’entrata dell’Ucraina all’Ue, ma ha esortato alla cautela sulle prospettive di una svolta. “Tutte le questioni” sono state “sul tavolo sin dall’inizio” dei negoziati, ma “molti punti sono irrisolti”, ha detto Arakhamia. Un’altra fonte informata sui colloqui ha affermato che l’Ucraina era preoccupata per il fatto che la Russia stesse cambiando posizione quasi ogni giorno, sia in termini di pressione militare che sulle richieste come la “smilitarizzazione” di Kiev.

“Sovranità ed integrità territoriale” sono le priorità di Kiev, ha affermato Zelensky, aggiungendo che “sono d’obbligo garanzie di sicurezza efficaci”. “L’Ucraina è pronta a discutere l’adozione dello status neutrale come parte di un accordo di pace con la Russia, ma dovrà essere garantito da una terza parte e sottoposto a referendum”, ha aggiunto.

Kuleba ha evidenziato che al tavolo ”non si parlerà di referendum” perché si tratta di ”una questione interna all’Ucraina. Decideremo noi quale referendum tenere o meno, non è una questione che rientra nella trattativa”. “Il presidente dell’Ucraina si concentra sempre sulla posizione del suo popolo, la posizione degli ucraini. Abbiamo fatto molta strada in questo mese rispetto all’unità nazionale. Escludo che il governo possa fare qualcosa contro la volontà del popolo”, ha aggiunto il ministro.

Secondo il portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Ibrahim Kalin, le richieste formulate dalla Russia a proposito della Crimea e del Donbass ”non sono realistiche”. ”Crimea e Donbass sono giustamente linee rosse per gli ucraini che riguardano direttamente l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”, ha affermato Kalin, ricordando che la Turchia ”non ha riconosciuto l’annessione della Crimea” citando il fatto che ”anche la Cina non ha riconosciuto l’annessione della Crimea”.

Biden soffia sul fuoco: Putin è un dittatore

“Un dittatore deciso a ricostruire un impero non cancellerà mai l’amore di un popolo per la libertà”. Così il presidente Usa Joe Biden in un tweet dal suo account personale. “La brutalità non distruggerà mai la volontà di essere liberi. L’Ucraina non sarà mai una vittoria della Russia”.

“Non mi scuso. Non mi interessa cosa pensa” Vladimir Putin, aveva già ribadito Biden, non rinnegando le parole pronunciate negli ultimi giorni e in particolare sabato a Varsavia. Il presidente Usa ha definito il numero 1 del Cremlino un “macellaio” e successivamente ha detto che “quest’uomo non può rimanere al potere”. La Casa Bianca ha successivamente smussato le affermazioni del presidente e lo stesso Biden ha chiarito che nel discorso non si faceva riferimento ad un cambio di regime a Mosca.

“Visto il suo recente comportamento, la gente dovrebbe capire che lui continuerà a fare ciò che pensa sia necessario, punto. Non è condizionato da nessuno, nessuno dai suoi consiglieri. Segue solo il suo ritmo e l’idea che possa fare qualcosa di terribile perché io l’ho definito per quello che è – ha detto Biden – non credo sia razionale”. “Stavo esprimendo l’indignazione morale che ho provato nei confronti del modo in cui Putin si sta comportando e delle azioni di quest’uomo”, ha aggiunto.

Rispondendo a una domanda sulla sua disponibilità a incontrare il presidente russo, Biden ha detto che “dipende di che cosa vuole parlare” e ha confermato, senza entrare nei dettagli, che ci sarà ”una risposta significativa” a un eventuale attacco chimico da parte della Russia.

Biden ha poi ribadito che “la Nato non è mai stata così forte come lo è oggi” e ha aggiunto di non essere “per niente” preoccupato che i suoi commenti possano aggravare il conflitto o indebolire la Nato.