Escalation of the conflict on the border of Ukraine with Russia - concept of a 3d map with tanks deployed on both sides of the conflict - 3D render

Nonostante le difficoltà incontrate dall’esercito di Mosca (secondo il Pentagono i russi avrebbero perso tra i 5-6 mila uomini), l’invasione scatenata dal Cremlino prosegue su tre fronti. Nella notte nuovi raid hanno colpito in particolare Sumy, nel nord-est, provocando la morte di un ragazzo di 13 anni e di due donne, che vanno ad aggiungersi alle centinaia di civili già uccisi dal 24 febbraio. Nel frattempo, come ha reso noto lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nella giornata di ieri, nonostante la non perfetta tenuta del cessate il fuoco accordato da Mosca per rendere operativi sei corridoi umanitari, 35mila persone sono state evacuate e inviate in luoghi lontani dai combattimenti.

Faccia a faccia tra i ministri russi e ucraini

Sul fronte diplomatico gli occhi del mondo sono puntati su Antalya, in Turchia, dove ai margini del Forum diplomatico internazionale è previsto un incontro tra i ministri degli Esteri di Mosca e Kiev. Zelensky nelle scorse ore si è detto pronto a una soluzione negoziata e a discutere la richiesta russa di neutralità, ma non cederà “un solo centimetro” di territorio a Mosca. La Russia chiede, invece, che i colloqui tengano conto del fatto che “le repubbliche di Donetsk e Lugansk sono stati sovrani e indipendenti” e devono essere riconosciute come tali. Resta ferma la richiesta del Cremlino di un’Ucraina del tutto estranea alla Nato.

Atteso oggi il vertice del consiglio Ue

Riuniti a Versailles, i leader dei Ventisette devono discutere di come l’Unione possa essere all’altezza delle proprie responsabilità di fronte all’aggressione russa. Come lo scorso 24 febbraio, l’incontro si preannuncia carico di “emozioni” provocate dal susseguirsi di notizie agghiaccianti dal fronte, come quella del bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol, che ha provocato lo sdegno del mondo, anche se ora lo stato d’animo generale è piuttosto quello di aver già raggiunto un traguardo con la ritrovata unità dell’azione internazionale e l’avvio delle sanzioni. “La guerra di aggressione della Russia costituisce un cambiamento tettonico nella storia europea”, dichiara la bozza di dichiarazione dell’assemblea.

Il nuovo pacchetto di misure contro la Russia

I capi di Stato e di governo dell’Ue condanneranno nuovamente le azioni russe, chiederanno la loro cessazione e l’accesso ai luoghi di scontro delle organizzazioni umanitarie. I leader dell’Ue dovrebbero anche fare il punto sull’impatto delle sanzioni europee. Sotto la pressione dei paesi dell’Est e del Centro, verranno discusse ulteriori misure, ma la realtà è che non è prevista alcuna decisione soprattutto perché è stato appena adottato un nuovo pacchetto di punizioni dirette contro Mosca: tre banche bielorusse saranno disconnesse dalla piattaforma Swift, 160 persone, inclusi 14 oligarchi, aggiunte alla lista nera dell’Ue. In campo finanziario, gli europei limiteranno l’uso delle criptovalute, utilizzate per aggirare le sanzioni in atto. Sul tavolo anche il delicatissimo capitolo dell’accoglienza degli oltre due milioni di ucraini per ora fuggiti dal paese. Ma la vera difficoltà arriverà questa sera, quando si tratterà di esaminare le domande di adesione all’Unione europea presentate da Ucraina, Moldavia e Georgia.