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Ursula von der Leyen

Mentre in Ucraina si continua a combattere – almeno 137 morti e 316 feriti ucraini, secondo il governo di Kiev 800 i caduti da parte russa – e i mezzi russi marciano verso la capitale, ieri a Bruxelles si è discusso delle sanzioni contro la Russia alla presenza dei capi di Stato e di governo degli stati membri dell’Ue.

Sanzioni contro la Russia, i 5 pilastri della durezza

È toccato alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, anticipare come sarà composto il pacchetto di nuove sanzioni Ue contro la Russia, durante la conferenza stampa seguita al Consiglio europeo di Bruxelles dedicato all’Ucraina. Il pacchetto di misure «massicce e mirate» approvato politicamente dai leader europei ieri sera «avrà il massimo impatto sull’economia russa e sull’élite politica» del Paese, ha detto von der Leyen. «Il pacchetto – ha spiegato la Presidente – si basa su cinque pilastri: il primo è il settore finanziario; secondo è il settore energetico; il terzo è il settore dei trasporti; il quarto sono i controlli sulle esportazioni e il divieto di finanziarle; e, infine, la politica dei visti».

Finanza, accesso limitato ai mercati dei capitali

«In primo luogo – ha detto la presidente della Commissione – il pacchetto include sanzioni finanziarie che riducono l’accesso della Russia ai più importanti mercati dei capitali. Prendiamo di mira il 70% del mercato bancario russo, ma anche le principali aziende statali, compreso il settore della difesa. Queste sanzioni aumenteranno gli oneri finanziari della Russia, aumenteranno l’inflazione ed eroderanno gradualmente la base industriale del Paese. Nel mirino c’è anche l’élite russa, i cui depositi subiranno restrizioni in modo che non possano più nascondere i loro soldi in paradisi fiscali in Europa»

Energia, divieto di esportare  

«Il secondo pilastro principale – ha continuato Von der Leyen – riguarda il settore energetico, un’area economica chiave, che avvantaggia soprattutto lo Stato russo. Il nostro divieto di esportazione colpirà il petrolio, rendendo impossibile per la Russia modernizzare le sue raffinerie, che hanno portato effettivamente alla Russia un fatturato di 24 miliardi di euro nel 2019″. La von der Leyen ha aggiunto in seguito che verranno proibite le esportazioni in Russia di “strumenti fabbricati in Europa che sono essenziali per raffinare il petrolio e non sono sostituibili” con altri dispositivi.

Trasporti, stop a ricambi e attrezzature per l’aeronautica

Per quanto riguarda il terzo pilastro, quello dei trasporti, sarà proibita la vendita alle compagnie aeree russe di aeromobili, pezzi di ricambio e attrezzature dell’industria aeronautica. «Ciò degraderà un settore chiave dell’economia russa e la connettività del Paese. Tre quarti dell’attuale flotta aerea commerciale russa – ha fatto rilevare la presidente della Commissione Europea – sono stati costruiti nell’Unione europea, negli Stati Uniti e in Canada».

E i businessmen russi non potranno più circolare facilmente nell’Ue

Il quarto punto è la limitazione dell’accesso della Russia ad alcune “tecnologie chiave, di cui ha bisogno per costruire un futuro prospero, come i semiconduttori o le tecnologie all’avanguardia”. Infine, vi sarà una stretta sulla politica dei visti, per cui “diplomatici e uomini d’affari russi non avranno più un accesso privilegiato all’Unione europea“, ha concluso von der Leyen.

Mosca corre ai ripari

In attesa che le sanzioni vengano ufficialmente varate – oggi pomeriggio – a Mosca già si cerca di andare ai ripari: Vladimir Putin si è affacciato in televisione dicendo che le sanzioni sono un errore ha cercato di rassicurare gli imprenditori: «Continueremo a lavorare con la stessa solidarietà e senza cali di efficienza e resteremo nell’economia mondiale». E la Banca centrale russa ha promesso sostegno agli istituti finanziari colpiti dalle sanzioni Usa: «Tutte le operazioni in rubli saranno effettuate e i servizi appropriati saranno forniti a tutti i clienti, come sempre».