Grant Thornton agli imprenditori lombardi: urge sviluppare strategie di m&a

Anche quest’anno Grant Thornton supporta in qualità di partner il Premio Industria Felix, organizzato dall’omonima associazione culturale, in collaborazione con il Cerved e con i patrocini dell’Università LUISS Guido Carli e di Confindustria. Nell’ambito dell’iniziativa vengono assegnati dei riconoscimenti alle eccellenze imprenditoriali del Paese, individuate da un Comitato scientifico composto da docenti universitari, professionisti ed economisti.

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Oggi, in particolare, durante l’evento virtuale di premiazione delle 43 Pmi lombarde che si sono distinte per performance a livello gestionale, affidabilità a livello finanziario e sostenibilità – al quale hanno preso parte, tra gli altri, il vicepresidente di Confindustria e co-portavoce del Comitato scientifico di Industria Felix, Vito Grassi, il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, il cco di Cerved, Roberto Mancini e il docente di Economia industriale dell’Università Luiss e co-portavoce del Comitato scientifico di IF, Cesare Pozzi  – è intervenuto il partner e ceo di Grant Thornton Financial Advisory Services, Sante Maiolica, sul tema dei reali bisogni delle PMI in questo periodo fortemente condizionato dal Covid e sulle possibili soluzioni per la loro crescita.

“Con la conclusione delle moratorie e le misure di ristoro da parte del Governo, gli imprenditori dovranno implementare nuove strategie per tamponare da una parte i danni subiti dalla pandemia ma, soprattutto, per riposizionarsi competitivamente in un mercato nel frattempo profondamente mutato. Le opzioni a disposizione del sistema imprenditoriale sono molteplici e differenti, alcune alternative altre complementari.

Nell’immediato, ad esempio, la principale opzione a disposizione delle aziende è intervenire sulla struttura dei costi il cui effetto ha il vantaggio di agire immediatamente sull’equilibrio finanziario. Attraverso politiche di cost management e downsizing, le aziende possono intervenire su due fronti congiunti: la spesa ‘eccessiva’ – il cui impatto è sulla riduzione dei margini operativi e sulla mancata generazione di cassa; la spesa ‘sbagliata’ – il cui impatto è sulla perdita di posizionamento competitivo nel medio-lungo termine. Una delle tante leve del cost management è senza dubbio la digitalizzazione dei processi che, grazie alle nuove tecnologie, permette in maniera sempre più diffusa una sensibile riduzione di tempi, risorse e rischi nella esecuzione di molteplici attività”.

“Dall’altra parte – ha proseguito Maiolica – l’implementazione di strategie di M&A favorisce e velocizza i processi di adeguamento delle aziende più piccole e/o meno diversificate a strutture organizzative più ampie e solide, accrescendone il peso competitivo. Le aziende capaci di integrarsi tra di loro potranno finalmente avere organizzazioni adeguate ad un contesto competitivo sempre più globale e meno protetto, nel quale i concorrenti cambiano e si riorganizzano continuamente. Tali organizzazioni, inoltre, saranno sempre più in grado di attrarre management di livello, le cui esperienze e ambizioni potranno trovare uno sfogo adeguato.

Tali processi di M&A, tuttavia, – ha concluso Sante Maiolica – non sono di facile implementazione, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale che, a vario livello, accresce la percezione del rischio e in molti casi amplia il gap valutativo tra la domanda e l’offerta. In tali circostanze, un’opzione è quella di perseguire le strategie di diversificazione, crescita e consolidamento in maniera endogena. Per supportare finanziariamente tali scelte, le aziende devono dotarsi di risorse esterne, sia sotto forma di capitale di rischio, sia di debito”.