Patrimonio delle mafie
IL BOSS MATTEO MESSINA DENARO ARRESTATO QUESTA MATTINA ALLA CLINICA LA MADDALENA DI PALERMO

L’unica cosa da evitare è la distensione da successo. La cattura di Matteo Messina Denaro è avvenuta per la collaborazione di un potentissimo partner, il tumore che l’aveva colpito, e che prima di indirizzare all’indirizzo giusto gli inquirenti ha distolto dal superato il sistema delle protezioni che da trent’anni gli garantiva la latitanza.

Poi, per carità: è giustissimo applaudire i magistrati, gli inquirenti e le forze dell’ordine che hanno ottenuto questo risultato, come già riuscirono a fare con Riina e in Campania con i Casalesi. ma le file dei malavitosi si rimpolpano sempre di nuovi effettivi, perchè lo Stato nella sua capillarità e stabilità efficiente e deterrente, quello non c’è. E mettiamo bando la inevitabile tentazione propagandistica che in casi del genere ogni Governo rivela.

Chi segue la “nera” da anni sa che le mafie meno sparano e più sono forti; e che del resto quando sparano “troppo” – come scelsero di fare i corleonesi, contando su connivenze e protezioni di poteri forti che erano più che altro millantati – ci perdono, perchè costringono lo Stato a reagire.

Attenzione: la mafia è tra noi, la respiriamo, la vediamo brillare negli evidenti riciclaggi di denaro sporco che avvengono sotto i nostri occhi nei centri storici di Milano o Roma, la vediamo nello spaccio permanente di cocaina nelle nostre strade non certo iniziativa primaria dei pusher organizzati dai capizona. Anzi “le” mafie sono tra noi, perchè se quella siciliana sembrerebbe appannata, la ‘ndrangheta è più forte che mai e la camorra non se la passa male…

Bravi i giudici e i militari di Palermo, non c’è che dire. Ma nessun dorma…