Draghi

Mario Draghi rimane in carica per la gestione degli affari correnti, per i prossimi due mesi che portano alle elezioni. Nel consiglio dei ministri di ieri ha subito spronato i suoi con un “Ora rimettiamoci al lavoro”. Gli impegni che attendono il presidente del consiglio sono comunque numerosi e importanti, a partire dal Pnrr, che passa necessariamente dai 55 obiettivi da portare a termine entro il mese di dicembre. L’altro tema sul quale rimarrà alta l’attenzione è quello dell’inflazione, così come la guerra in Ucraina è al centro dell’agenda dell’esecutivo. Ma ci sono anche una serie di interventi minori alle quali è già stata messa mano

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Un’agenda di impegni tutt’altro che secondari che prevedono ad esempio la gestione dell’acquisizione, da parte di Advantest Europe GmbH dell’intero capitale sociale di Crea – Collaudi Elettronici Automatizzati S.r.l., ma anche del Piano annuale 2022-2023 degli acquisti di beni e servizi relativi alla banda larga basta sul 5G, affinché la sua realizzazione venga ultimata. In questi mesi verrà effettuata anche l’acquisizione, da parte della società lussemburghese Impulse I S.a’.r.l., attraverso Daphne3 S.p.a., con sede a Milano, di una partecipazione del capitale sociale di Infrastrutture Wireless Italiane-INWIT S.p.a., da TIM

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Esaminate quattordici leggi regionali dal governo Draghi

Il consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha esaminato quattordici leggi regionali e ha quindi deliberato di impugnare: la legge di revisione dell’ordinamento e quella di semplificazione e tutela dell’ambiente della Regione Lombardia, perché alcune disposizioni vanno in contrasto con la normativa statale ed europea. Le altre leggi che sono state esaminate sono la manovra di bilancio del Molise e la legge di stabilità. Sotto la lente sono finite anche il bilancio di previsione della Sicilia, alcune norme della Campania, delle Marche e della Basilicata, ma anche la legge sulle disposizioni in materia agricola a turistica della Valle D’Aosta. Il motivo per il quale il governo di Mario Draghi ha deciso di rivedere le leggi regionali è che erano in conflitto con la normativa nazionale e creavano quindi dei problemi.