Google

La sua casa editrice pubblicava ebook, quando in Italia non c’erano ancora gli ebook: era il 2002 è Google era ancora agli albori e Giacomo Bruno pubblicava i suoi primi libri on line. Non esisteva ancora Amazon in Italia e, proprio da quest’assenza ha mosso i primi passi. Oggi pubblica “Hai mai cercato il tuo nome su Google”, un libro di grande attualità in un periodo in cui il personal branding è di grande attualità. Anche perché da una ricerca emerge come il 94% delle persone abbia cercato il proprio nome sul più popolare di motori di ricerca. In tempi in cui la reputazione on line è molto importante una consulenza come quella di Bruno diventa fondamentale. A Economy ha raccontato la propria esperienza dando un saggio delle proprie conoscenze.  

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C’è qualcuno che non è su Google? 

«Molta gente non è su Google perché al massimo ha i profili social. Per non esserci è necessario non aver mai scritto niente o prodotto nulla. Il problema è come togliersi oggi, alla luce di quello che è il diritto all’oblio. Il processo è molto complesso». 

Come ha visto cambiare Google negli anni? 

«Ha sempre dato molto peso ai risultati esterni  e a quante volte un sito viene linkato. Una legge importante è che più una persona è autorevole nel mondo reale più viene linkato dall’esterno. Non è cambiato tanto negli anni. Google è sempre fermo i siti autorevoli. Quando si ha un risultato con il proprio nome nell’Ansa o una testata giornalistica autorevole bastano due minuti per essere in testa al motore di ricerca. Nel caso dei libri è Amazon, Feltrinelli e Google Books sono ancora le più autorevoli». 

Quindi a chi promette visibilità immediata non bisogna dare molta fiducia? 

«Il comunicato stampa è quello che vince ancora, perché consente di posizionarsi in alto e di rimanerci più a lungo». 

Lei come è arrivato a diventare un esperto di google?

«Sono in attività da 20 anni e mi sono costruito la reputazione un po’ alla volta. Il confermo come innovatore nel settore degli ebook». 

Come si è avvicinato agli ebook in un periodo in cui quasi non esistevano?

«Io ero un appassionato del mondo della formazione e avevo letto molti libri in italiano. Ho iniziato così a comprare libri negli Usa su Amazon, che in Italia ancora non esisteva. Ricordo ancora quando ho scaricato il primo. Era un download in pdf. In Italia non esistevano ancora i supporti per leggerli come gli e-reader. Così ho iniziato io a produrli». 

Come reagivano le persone che incontrava, davanti a questa novità?

«All’inizio era difficile. Alcuni compravano e si chiedevano quando arrivava a casa. Gli autori hanno sposato la nostra filosofia da subito. Gli editori ci hanno boicottato per difendere il legittimo interesse del cartaceo sono arrivati nel 2011 e alcuni ci hanno chiamato per farsi aiutare». 

Come è oggi il mercato degli ebook? 

«Abbastanza stabile. Si dice che abbia superato le vendite del cartaceo ed è stabile da qualche anno. Ci sono pubblici abbastanza differenziati».