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Gli hedge fund globali stanno tornando a puntare con decisione sulla Cina. Dopo mesi di cautela, i fondi alternativi hanno intensificato gli acquisti sulle A-Shares, i titoli quotati sulle Borse di Shanghai e Shenzhen, segnando un’inversione di tendenza rispetto ai deflussi che avevano colpito i listini tecnologici di Hong Kong.

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Secondo un’analisi di Morgan Stanley, agosto ha rappresentato uno dei mesi più dinamici dell’anno: l’indice composito di Shanghai è salito dell’8%, mentre il CSE 300 – che raccoglie i principali titoli delle Borse di Shanghai e Shenzhen – ha registrato un +9%.

Liquidità e geopolitica: i driver del rally

Il ritorno di fiducia è alimentato da due fattori chiave: l’abbondante liquidità presente sui mercati, che consente ai fondi di assumere nuove posizioni speculative; le aspettative di progressi nei negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti, che rafforzano la percezione di stabilità per gli investitori globali.

In questo contesto, i fondi long-short focalizzati sul mercato cinese hanno messo a segno in agosto un rendimento medio del 3%, portando la performance cumulata dall’inizio dell’anno al +13,5%.

Il sorpasso sulle Big Tech di Hong Kong

L’altra faccia della medaglia è rappresentata da Hong Kong, che nei mesi scorsi aveva catalizzato l’interesse degli hedge fund, soprattutto grazie al rimbalzo dei titoli tecnologici dopo lo shock “DeepSeek”.

Ad agosto, invece, gli operatori hanno ridotto le posizioni sui giganti internet quotati nella ex colonia britannica, innescando un deflusso che ha spostato l’attenzione verso settori più tradizionali, come beni di consumo di base e comparto industriale, oggi al centro dei flussi in entrata.

Prospettive a medio termine

Per Morgan Stanley, la fase di recupero delle A-Shares non è un fenomeno passeggero. La banca d’affari stima che il miglioramento strutturale del mercato azionario cinese possa mantenersi per i prossimi 6-12 mesi, se non oltre.

Il motivo? La sotto-esposizione degli investitori internazionali. Oggi il peso delle azioni cinesi nei portafogli globali è ancora inferiore rispetto alle raccomandazioni strategiche, creando margini significativi di riallocazione.

Cina, ancora il grande nodo per gli investitori globali

Il ritorno degli hedge fund sul mercato cinese non cancella i rischi: dalle incognite macroeconomiche (domanda interna debole, crisi immobiliare) alle tensioni geopolitiche che restano sullo sfondo.

Eppure, per chi cerca opportunità speculative e non solo, le Borse di Shanghai e Shenzhen tornano a essere un terreno fertile. Il segnale più chiaro è arrivato ad agosto: mentre i listini occidentali hanno vissuto settimane di volatilità, la Cina ha offerto performance robuste, spingendo i grandi fondi globali a muoversi a mani basse.