Il mercato azionario americano non si è limitato a ignorare le previsioni ribassiste della prima metà dell’anno: ha deciso di correre con i tori.

Gli analisti erano in fibrillazione quando il 2023 si è avvicinato, prevedendo un mercato negativo e mettendo in guardia da una recessione incombente. Ma sembra che lo S&p 500 abbia deciso di dimostrare che si sbagliavano. Non è solo aumentato di poco: è salito di ben il 16% nella prima metà dell’anno, superando di gran lunga le previsioni degli esperti per l’intero anno.

Uno dei fattori trainanti è stato il boom dell’intelligenza artificiale: dopo tutto, ha dato fuoco ai titoli tecnologici, compresi quelli di Nvidia e Microsoft, e questo ha riscaldato l’intero mercato. Inoltre, non guasta il fatto che l’economia statunitense stia andando molto meglio di quanto ci si aspettasse, con una crescita solida e rivista al rialzo del 2% nel primo trimestre che ha contribuito a far tacere le voci di recessione.

Questo rally ci ricorda che le previsioni degli esperti, anche se spesso perspicaci, sono solo previsioni e quest’anno non hanno colpito nel segno. Le azioni hanno dimostrato di essere una guardia più che affidabile contro l’inflazione, superando il tasso di aumento dei prezzi. E non è uno shock: molte aziende astute sono riuscite a scaricare gli aumenti dei costi sui clienti, attutendo il colpo ai propri margini di profitto.

Con l’inflazione in calo, gli investitori hanno sperato che i tagli dei tassi d’interesse, che avrebbero favorito le azioni, potessero essere previsti prima o poi. Questa settimana, però, la Federal Reserve ha sostanzialmente spazzato via ogni prospettiva di un’opzione “prima”: la banca centrale ha segnalato l’intenzione di continuare ad aumentare i tassi nel tentativo di stroncare completamente le pressioni sui prezzi, nonostante la pausa dei rialzi del mese scorso. Questa spiacevole sorpresa potrebbe rendere difficile per i titoli azionari continuare la loro marcia al rialzo.