Milano – Un inizio di 2026 penalizzato dalle tensioni geopolitiche non scoraggia l’ottimismo di Luca Buonpensiere, ceo di Glamour, tour operator specializzato nella biglietteria aerea e nei viaggi su misura. Dal 1° gennaio al 20 settembre i volumi di Glamour restano al di sotto di quelli del 2025: tra il 9 e il 9,5% in meno per l’attività di tour operator, il 10% in meno per la biglietteria aerea. Ma il recupero dei mesi estivi ha cambiato lo scenario e l’indirizzo delle previsioni per l’intero anno. Per la biglietteria, segmento di specializzazione dell’azienda, l’obiettivo è chiudere i dodici mesi con una crescita del 5% sul 2025. Per il tour operator, il risultato dipenderà in larga parte dalle vendite di Capodanno.
I numeri sono stati illustrati Luca Buonpensiere, ceo di Glamour, a margine del Glamour Exclusive Weekend, la convention che il 26 e 27 settembre ha riunito a Parma circa 300 agenzie di viaggio.
Le difficoltà sono emerse a gennaio e febbraio, a partire dal Nord America, mercato definito “basilare” per Glamour come per l’intero turismo outgoing italiano. Tra le cause Buonpensiere indica oltre alle crisi geopolitiche e economiche anche l’aumento dei prezzi legato ai Mondiali di calcio, evento poco attrattivo per il pubblico italiano dopo la mancata qualificazione della Nazionale. Poi l’instabilità internazionale ha allungato la fase negativa: “cinque mesi abbondanti difficili”.
Il cambio di passo è arrivato con l’estate e con le prenotazioni dell’ultimo momento. “Il mercato italiano non è mai stato un mercato di advance booking, e quest’anno la tendenza si è accentuata”, spiega Buonpensiere. “Ma è stata una fortuna, perché su luglio, agosto e settembre ci ha permesso di ribaltare le aspettative con dati positivi”. A luglio e agosto il last minute ha pesato per il 45% delle vendite. Nel frattempo è cambiata anche la mappa delle destinazioni: in calo Stati Uniti ed Emirati Arabi, in crescita Canada, Giappone, Corea del Sud, Tanzania, Kenya e Namibia.
La biglietteria come indicatore
Per Glamour la biglietteria aerea è anche un segnalatore dell’andamento generale. La curva del 2026 ricalca quella complessiva: forte flessione nei primi mesi, crescita moderata a giugno e luglio, poi un +18% ad agosto, calcolato sui volumi del mese rispetto ad agosto 2025. “Sono segnali di ripresa che possono essere trasversali a tutte le nostre attività”, osserva Buonpensiere. “Anche qui c’è molto last minute, ma restano tre mesi abbondanti di potenzialità di vendita”. Da qui la stima di fine anno: +5% per la biglietteria e, per il tour operator, un consolidamento dei volumi del 2025, “forse anche qualche punto superiore”.
Margini ridotti e prezzi bloccati
Nella fase più debole l’azienda ha scelto di non cambiare prodotto e di agire sui margini. “Abbiamo capito che dovevamo investire anche una nostra minore redditività, senza cercare un prodotto che non ci rappresentava”, afferma il titolare. “Quindi idee nuove e, semmai, maggiori contributi in termini di sconti o riconoscimenti economici”, rivolti alle agenzie di viaggio che Glamour considera i propri partner.
Nella stessa logica si inserisce Fast Track, la formula di pacchetti a prezzo controllato presentata alla convention. Glamour acquista in anticipo voli e camere e può così garantire un prezzo bloccato per tutto il periodo di opzione. “Le tariffe dinamiche, dei vettori come dei servizi a terra, creano disagio soprattutto al cliente, che non riesce a capire che non dipendono da una volontà dell’organizzatore”, spiega Buonpensiere.
Il peso delle festività
Il banco di prova saranno le festività: le vendite di Capodanno valgono ogni anno oltre il 30% del volume totale del tour operator. Anche qui l’anticipo delle prenotazioni è rallentato rispetto al 2025, ma le conferme crescono di mese in mese e l’azienda stima per Capodanno una crescita potenziale fino al 10%. La risposta è allungare i tempi di vendita: non rilasciare le disponibilità acquistate, “prendendoci maggiori rischi”, per garantire alle agenzie continuità di prodotto fino all’ultimo.
La scelta sposta sul tour operator il rischio dell’invenduto. La chiusura del 2026 dipenderà quindi dalla capacità del last minute, già decisivo in estate, di reggere anche nella stagione che pesa di più sui conti.
















