Il reato di omessa vigilanza non è previsto dalla legge. Tuttavia esiste l’articolo, l’articolo 40 del Codice Penale afferma che “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.
Nella fattispecie concreta, ciò significa che amministratori indipendenti sindaci e membri del Comitato per il controllo sulla gestione delle società monistiche, in caso di fallimento, possono essere chiamati a rispondere in concorso nel reato di bancarotta, solo se abbiano tenuto una condotta negligente, che di fatto, abbia consentito a chi aveva il diritto di rappresentare la società di compiere atti distrattivi o manifestamente imprudenti.
La separazione dei ruoli e delle responsabilità tra controllore e controllato è fondamentale in un sistema economico. Chi ha la funzione di controllo, a meno che non lo abbia fatto, non deve mai rischiare di essere coinvolto come se avesse partecipato alla gestione, perché questo potrebbe ridurre la sua capacità di denunciare in modo tempestivo ciò che non considera corretto.
Il mancato successo dei modelli alternativi di governace in Italia, il sistema monistico e dualistico, dipende, per gran parte, proprio dalla incapacità degli organi della liquidazione giudiziale e, talvolta, della magistratura, di distinguere chi aveva avuto la responsabilità della gestione, da chi invece, aveva semplicemente il compito di creare idonei meccanismi di controllo e di allerta per consentire una tempestiva presa di coscienza a chi aveva le prerogative di governo economico. Il tentativo di coinvolgere chi, in realtà, non ha la responsabilità di governo, nelle azioni risarcitorie e penali può anche sodisfare le istanze di immediato giustizialismo di moderni savonarola, che, vorrebbero vedere crocifisso chiunque abbia avuto un ruolo di qualunque genere in una compagine sociale, ma le vittime di questo approccio, sono il sistema socio economico e la certezza del diritto. Un sistema socio economico inefficiente, in cui non c’è certezza del diritto, è un sistema in cui le imprese valgono meno e questo disincentiva gli investimenti in Italia.
L’organizzazione della giustizia non dovrebbe essere terreno di scontro demagogico tra le forze politiche, ma luogo dell’alleanza. Una politica che non trova modo di accordarsi sulle condizioni che regolano i rapporti tra i cittadini e tra imprese e magistratura è destinata a portare il paese alla rovina, determinando quello che sta succedendo, dove il sistema economico sta diventando ogni giorno più povero e incapace di remunerare il rischio e il lavoro.
















