Giorgia Meloni programma elettorale

Al grido di Avanti patrioti, Giorgia Meloni si lancia a capofitto in questa nuovo campagna elettorale che porta al voto, tanto sperato e chiesto della Leader di Fratelli d’Italia, del prossimo 25 settembre. Il suo partito è primo secondo diversi sondaggi elettorali, con la percentuale di Italiani che la vorrebbero a Palazzo Chigi che secondo SWG sarebbe pari al 25%. Cerchiamo dunque di capire qual è il programma elettorale di Giorgia Meloni e come Fratelli d’Italia intende convincere gli italiani.

Giorgia Meloni, il programma elettorale di FdI

Partiamo dal tessuto produttivo italiano che, stando al programma elettorale di Giorgia Meloni, dovrebbe ripartire dalla nazionalizzazione delle reti di “trasporto fisico (autostrade, ferrovie, porti, aeroporti), Produzione e distribuzione dell’energia, Risorse idriche, Telecomunicazioni, Servizi postali”. Questo, però, non vorrebbe dire chiudere ai privati, ma dare semplicemente la priorità alla proprietà che deve essere pubblica e subordinata all’interesse nazionale. Serve dunque un “vantaggio oggettivo per lo Stato e la collettività rispetto alla gestione pubblica”. Inoltre, l’accesso alla gestione delle infrastrutture nazionali deve essere riservato “a soggetti di diritto italiano che abbiano sede fiscale e quindi paghino le tasse nel territorio nazionale. Deve prevedere l’obbligo, per il contraente, di reinvestire nella rete o nell’infrastruttura secondo le indicazioni dello Stato, in aggiunta agli investimenti già previsti dal contratto di concessione, anche il surplus della legittima remunerazione che eccede il 15% di redditività”.

Sempre in tema di difesa dell’interesse nazionale, il programma elettorale di Giorgia Meloni prevede che lo stesso venga tutelato con una “struttura d’intelligence economica” che possa “dotare le nostre imprese degli strumenti necessari per competere a livello globale” e che collabori con il governo. Si fa inoltre leva sul golden power, ovvero sullo strumento con cui il governo può esercitare nei settori strategici per tutelare l’interesse nazionale, che FdI intende estendere anche “al settore bancario, creditizio e assicurativo e in difesa da soggetti interni alla Ue per un periodo di almeno 12 mesi”.

Non mancano nel programma di Fratelli d’Italia anche delle proposte in tema fiscale. La Meloni vuole in tal senso tagliare “il livello di imposizione gravante sulle imprese in considerazione anche del livello di imposizione esistente negli altri Paesi membri dell’UE, al fine di evitare fughe verso Paesi che presentano una fiscalità di vantaggio e di favorire il rientro in Patria (reshoring) delle imprese che negli ultimi decenni hanno delocalizzato”. È poi previsto dal programma un sistema di sostegno al mondo produttivo per coprire i “costi fissi che gravano su imprese, artigiani, commercianti e lavoratori autonomi”. Per finanziare tale progetto la Meloni pensa ad una tassa sui giganti del web che “sfuggono quasi completamente alla tassazione nazionale”.

Giorgia Meloni, il programma elettorale sull’immigrazione

Spazio poi al PNRR con il quale Giorgia Meloni vorrebbe potenziare le infrastrutture nazionali a partire dalle reti ferroviarie dell’alta velocità, creando maggiori sinergie tra le stesse e viarie e infrastrutture portuali e aeroportuali. Torna poi la questione del ponte sullo Stretto di Messina, per la cui costruzione FdI si dichiara favorevole.

Sul tema ambientale il programma di Fratelli d’Italia prevede la “decarbonizzazione del settore industriale” e la “riconversione delle attività produttive nelle quali l’Italia non è più competitiva in produzioni che valorizzino il Marchio Italia”.

Non può mancare, naturalmente, anche una corposa parte relativa al tema della sicurezza e alla lotta all’immigrazione clandestina. “Fermiamo i barconi al largo delle coste della Libia – si legge nel programma – in accordo con le autorità locali, prevedendo la creazione di hotspot sulle coste degli stati di partenza e che permettano di vagliare unicamente le richieste di asilo effettivamente fondate”. E ancora: “Chi giunge in Italia non deve più essere considerato un rifugiato fino a prova contraria, ma un clandestino fino a prova contraria. Chi arriva clandestinamente va quindi trattenuto in zone adeguate fino all’esame della domanda di asilo o al rimpatrio”. Nel progetto c’è anche la lotta alle ONG che, secondo Fratelli d’Italia, “si organizzano in modo scientifico per andare a recuperare le imbarcazioni da portare in Italia, facendo un vero e proprio servizio navetta. Queste attività vanno sanzionate, le navi sequestrate e l’equipaggio denunciato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina traffico di esseri umani”.

Il programma di Giorgia Meloni: il welfare

Fratelli d’Italia vuole una ridefinizione del perimetro del welfare, con il programma elettorale che fa riferimento all’aumento delle “tutele in favore del mondo del lavoro atipico, del lavoro autonomo e delle partite IVA, istituendo un sistema universale e unico di ammortizzatori sociali in sostituzione di quello attuale”. “Parificare i lavoratori autonomi a quelli dipendenti ai fini delle tutele in caso di interruzione lavorativa o calo del reddito – si legge nel programma – riconoscendo ai primi un’indennità parametrata sul modello della cassa integrazione (80% dello stipendio con massimale di 1.200 euro) a fronte di un elevato calo di fatturato (superiore al 50%) registrato tra due periodi di riferimento”. Spazio poi anche ad interventi contro la crisi demografica con un “un piano organico di sostegno anche attraverso l’aumento di tutele per i genitori lavoratori e l’introduzione del quoziente familiare”.

E il Reddito di cittadinanza? Per Giorgia Meloni andrebbe cancellato e sostituito con un assegno di solidarietà universale che verrà finanziato “con le risorse derivanti dall’abolizione del Reddito di cittadinanza e del Reddito di emergenza”. Secondo quanto indicato, la misura di sostegno durerà 12 mesi e prevedrà “300 euro a nucleo familiare” aumentate di “250 euro per ogni componente oltre il primo” e fino a un massimo di 750 euro.