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in collaborazione con Italian Welfare

Il benessere in azienda adesso è misurabile

Il confronto con altre imprese è indispensabile per capire quanto siano efficaci le pratiche aziendali. Così, Italian Welfare ha ideato il Welfare Rating. Ecco come funziona

11 Novembre 2021

Redazione Web
Il benessere in azienda adesso è misurabile

Negli ultimi anni il tema del welfare ha occupato sempre più spazio nei dibattiti sulle politiche economiche e sociali: ne parliamo con Stefano Castrignanò, esperto della materia e fondatore di Italian Welfare, società di consulenza specializzata nelle attività di supporto, a favore di imprese ed enti, per lo sviluppo e l’ottimizzazione dei modelli di welfare, a livello aziendale, regionale e di settore.

Le evidenze dimostrano che le forme di welfare hanno supportato molto i cittadini durante la pandemia…

Sicuramente sì, in particolare molti fondi sanitari hanno integrato la loro offerta con coperture specifiche per il Covid-19 e consentito ai propri assistiti di accedere a prestazioni sanitarie per lo più precluse ai cittadini non iscritti ai fondi stessi. Credo ci siano ancora ampi margini per favorire migliori condizioni di vita, di salute e di produttività delle persone, ad esempio attraverso l’introduzione di garanzie e servizi sull’assistenza domiciliare e sulla non autosufficienza, così come grazie all’estensione delle coperture di welfare al nucleo familiare dei lavoratori, ai loro genitori, ai pensionati ed ai soggetti che perdono il posto di lavoro.

Quindi i modelli di welfare impattano sull’equilibrio sociale?

Se le future politiche di welfare non fossero orientate ad una maggiore inclusività, il welfare aziendale, così come oggi strutturato, rischierebbe di accentuare le diseguaglianze sociali ed economiche tra i lavoratori delle aziende virtuose ed il resto dei cittadini che non appartiene a categorie già destinatarie di tutele minime garantite dai Ccnl di riferimento.

Alcune ricerche hanno elaborato le classifiche delle migliori aziende per iniziative finalizzate al benessere dei propri dipendenti…

La crescente sensibilità è rilevabile dalle sempre più numerose iniziative adottate dalle imprese in tal senso. Ritengo sia giunto il momento di effettuare un ulteriore salto di qualità: rendere “misurabile” il grado di efficacia e adeguatezza dei modelli di welfare aziendali rispetto ai fabbisogni specifici dei lavoratori. In tal senso, Italian Welfare ha elaborato uno specifico indicatore, denominato Welfare Rating, che rappresenta il primo metodo algoritmico di valutazione, in grado di certificare e comparare i modelli di welfare adottati dalle aziende, attraverso un semplice indice numerico.

Quali sono, per un’azienda, i vantaggi derivanti dall’adozione del Welfare Rating?

Innanzitutto, le analisi sottostanti alla generazione di tale indicatore consentono di focalizzare meglio le strategie e le iniziative aziendali volte a rafforzare ed ottimizzare il modello di welfare già in uso, grazie all’individuazione dei servizi di welfare più rispondenti ai reali bisogni dei lavoratori. In secondo luogo, ciascuna azienda potrà comprendere meglio il posizionamento del proprio modello di welfare rispetto a quello di altre imprese, anche dello stesso settore, e monitorarne le evoluzioni.Non da ultimo, le valutazioni condotte per la quantificazione del Welfare Rating consentono ad Italian Welfare di predisporre un documento informativo organico e trasparente, finalizzato ad accrescere la consapevolezza dei lavoratori sulle coperture e sui servizi a loro disposizione.

Prospettive per il futuro?

Il nostro auspicio è che si assista ad un allargamento della platea di beneficiari delle coperture, che si diffonda una maggiore cultura del welfare anche tra i lavoratori delle piccole imprese e che il Welfare Rating possa rappresentare, in un futuro non troppo lontano, un requisito necessario per l’accesso a bandi di gara, potendo le aziende dimostrare l’applicazione di livelli minimi standard di welfare ai propri dipendenti e a quelli appartenenti al loro indotto produttivo.

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