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Si comincia dalla gestione finanziaria per agganciare la ripresa e trasformare l’azienda

Redazione Web
Alla ricerca del manager del futuro

Il Temporary Management – annota Giuseppe Torre, Responsabile scientifico dell’Osservatorio 4.Manager in una survey che è stata recentemente al centro di un webinar di grande richiamo - può essere per le Pmi un ottimo sistema per acquisire competenze di alto livello a costi variabili e sostenibili. In particolare, la gestione economico-finanziaria finalizzata alla crescita dimensionale delle imprese richiede sempre più competenze qualificate e strutturate. Il Cfo (chief financial officer) sarà quindi una figura chiave per affrontare gli effetti della crisi pandemica e far ripartire il business aziendale in modo competitivo e resiliente”.

“Prevediamo per i prossimi mesi – si legge nella survey - il superamento del blocco degli investimenti e in particolare la crescita di quelli finalizzati alle nuove tecnologie e competenze, l’emersione di nuovi modelli di business, la diversificazione dei mercati da parte di molte imprese, incluse le Pmi. In tale scenario la gestione finanziaria delle imprese acquista un valore centrale sia nei processi di ripresa e superamento dell’emergenza, sia nelle attività strategiche di trasformazione digitale e sostenibile dell’industria italiana ed europea”.

Non a caso, 4.Manager rileva una crescita – però ancora timida! - della domanda di competenze finanziarie e di strumenti finanziari in grado di accompagnare le imprese nel percorso di superamento dello shock pandemico. “Dobbiamo capire che avere le risorse giuste in azienda, in primo luogo in ambito manageriale, per agganciare questa fase di ripresa, è fondamentale – ha osservato Fulvio D’Alvia, direttore generale di 4.Manager, aprendo il webinar – e per ottenerle bisogna superare ostacoli di natura culturale, occorre che Pmi acquistino coscienza dell’importanza di essere affiancati da bravi manager, ma anche che i manager si rendano capaci di adattarsi alle esigenze della piccola impresa”. Il Direttore generale di 4.Manager si è poi soffermato sull’importanza della finanza sostenibile per lo sviluppo futuro del sistema produttivo “Banche, investitori e istituti di credito garantiranno maggiori finanziamenti alle aziende “sostenibili” che saranno in grado di rendicontare gli impatti Esg”.

“Tradizionalmente le piccole e medie imprese italiane hanno gestito la loro finanza facendosi aiutare da commercialisti e consulenti esterni – ha detto Mario Cardoni, direttore generale di Federmanager – ma oggi in numerosissimi casi si trovano a dover fronteggiare molto debito a breve proprio in una fase in cui le opportunità da cogliere possono richiedere cassa. Per questo, l’aumento del debito – se non ben fronteggiato – può frenare la crescita. Una funzione interna di gestione finanziaria più evoluta può portare più equilbrio nelle passività aziendali. Ed oggi nelle Pmi si respira una maggiore predisposizione agli strumenti finanziari nuovi. Per questo diventa fondamentale il ruolo di un esperto di finanza interno, che di fatto affianchi l’amministratore delegato. Qualche anno fa ci saremmo preoccupati che un ruolo più incisivo del Cfo in azienda allontanasse dall’economia reale, oggi sappiamo che invece un Cfo è un manager di strategia e un abilitatore di business”. E poi – ha sottolineato ancora Cardoni – oggi un Cfo deve anche conoscere le tenologie applicate alla finanza che rendono possibili gestioni più dinamiche: “Per questo secondo noi la figura del temporary manager nel ruolo del Cfo è vincente: perché coniuga flessibilità professionale in fase di accesso in azienda che sostenibilità del ruolo nel tempo”. E poi: è superata la fase in cui qualcuno pensava che il temporary management fosse un dirigente di serie B, al contrario – sottolinea il direttore di Federmanager – “è un dirigente che ha scelto come proprio obiettivo professionale non la stabilità ma la gestione dei cambiamenti. Noi come Federmanager ci crediamo a tal punto che abbiamo creato una società ad hoc per mettere a disposizione per le Pmi queste figure fondamentali per la loro crescita”.

Ma quanto sia complesso il quadro della finanza d’impresa oggi in Italia e quanto sia difficile per le Pmi – in questo quadro – “far da sé” come hanno sempre fatto l’ha opportunamente ricordato, nel corso del webinar, Francesca Brunori, direttore credito e finanza di Confindustria: “Le moratorie varate dal governo per sostenere le imprese nella crisi del Covid hanno riguardato 166 miliardi di finanziamenti che sono stati sospesi, mentre le garanzie pubbiche fornite dal Fondo di Garanzia delle Pmi e dalla Sace sono strumenti nuovi che nell’insieme hanno portato alle imprese oltre 210 miliardi. Nell’insieme l’aumento dei prestiti alle imprese è stato dell’8%, nel 2020, e complessivamente i debiti finanziari delle imprese ammontano al 77% del Pil, un dato preoccupante. Per questo è necessario rafforzare la struttura finanziaria di imprese.

Per saperne di più: https://www.4manager.org

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