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Manager temporanei per risultati duraturi

Grazie ai temporary manager le Pmi acquisiscono competenze di alto livello anche e soprattutto nella finanza a costi sostenibili. Così Confindustria e Federmanager stanno “evangelizzando” le imprese attraverso 4.Manager

Angelo Curiosi
Manager temporanei per risultati duraturi

Le stime del mercato sono approssimative, ma se è vero che oggi in Italia i “temporary manager” attivi nelle imprese sono circa 5000, ebbene: questo numero è senza dubbio destinato a crescere. Ne sono sicure Confindustria e Federmanager che, attraverso la loro joint venture paritetica per la cultura d’impresa e le politiche attive, 4.Manager, stanno promuovendo il ricorso a questa forma di potenziamento della gestione imprenditoriale che transita anche attraverso una forte azione di “evangelizzazione” delle piccole e medie imprese, tipico “target” del “tm”. Anche perché la crisi del Covid ha creato tali problemi - ed ora la ripartenza sostenuta dal Pnrr crea tali opportunità - che soprattutto a livello finanziario poche piccole imprese sono attrezzate superare in proprio i primi e sfruttare a meglio le seconde.

Per fare ciò è necessario un cambiamento culturale e organizzativo che porti le Pmi a comunicare adeguatamente con investitori qualificati il proprio potenziale e il proprio valore, grazie a una gestione aziendale sempre più di stampo manageriale.

Un tassello essenziale è quindi quello del rafforzamento della governance, che è la prima vera garanzia per chi è interessato a investire nelle imprese. Punto di partenza è l’ingresso nelle imprese di figure manageriali - anche iniziando con percorsi Temporary - con una gamma ampia di competenze ed esperienze che aiutino l’imprenditore nei processi di crescita.

Robiglio: «Essenziale investire sulle competenze»

«Le piccole e medie imprese devono investire anche sulle competenze, affidandosi con coraggio a figure manageriali con elevata esperienza e capacità. I temporary manager rappresentano una soluzione vincente e, tra questi, il Chief financial officer ricopre, sempre più, un ruolo chiave per la crescita delle nostre imprese. Insieme all’imprenditore, il Cfo può guidare le Pmi verso un nuovo e più efficiente modello di finanziamento e una struttura finanziaria più stabile, determinate per un percorso di vero sviluppo»

Cuzzilla: «Incoraggiare il temporary management dei Cfo»

«Le competenze in ambito finanziario sono sempre più strategiche per centrare gli obiettivi di sviluppo dell’impresa. Il ruolo del Cfo sta evolvendo rapidamente, in linea con altri asset fondamentali per le imprese del prossimo futuro, come l’innovazione e la sostenibilità ambientale. Riuscendo a combinare il controllo di gestione e l’analisi del fabbisogno con le opportunità di finanziamento che oggi si aprono, questa figura è estremamente utile per strutturare il business aziendale in modo competitivo e resiliente. Tanto più in questa fase di ripresa, soluzioni agili che agevolino l’inserimento di questa figura in azienda sono estremamente opportune e vanno incoraggiate»

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