Quantcast

Disconnettersi è un diritto sancito da Bruxelles

Il Parlamento europeo ha avviato un’iniziativa che vincola la Commissione a legiferare sul diritto alla disconnessione. Ecco cosa cambia per imprese e lavoratori

21 Aprile 2021

Marina Marinetti
Disconnettersi è un diritto sancito da Bruxelles

Con il Covid è arrivato anche il lavoro da remoto, che sarà anche agile, ma è pure molto ingombrante: secondo Eurofond chi lavora da casa ha più del doppio delle probabilità di lavorare oltre le 48 ore settimanali massime previste rispetto alle persone che lavorano in ufficio. E quasi il 30% lavora nel proprio tempo libero, più volte alla settimana, se non tutti i giorni. Non ce ne siamo accorti solo noi: se ne sono accorti anche a Bruxelles. Che fino ad ora non era andata al di là dei vaghi principi sulla salvaguardia del work-life balance espressi dalla direttiva 2003/88/EC e dai 20 principi degli European Pillars of Social Rights. Ebbene, il Parlamento europeo ha insolitamente esercitato il proprio diritto di iniziativa legislativa approvando - con 472 voti favorevoli, 126 contrari e 83 astensioni - una risoluzione che esorta la Commissione a elaborare una normativa che consenta ai lavoratori digitali di disconnettersi al di fuori dell’orario di lavoro. «Non possiamo abbandonare milioni di lavoratori europei che sono stremati dalla pressione di essere sempre connessi e da orari di lavoro troppo lunghi», spiega a Economy il relatore dell’iniziativa, l’onorevole Alex Agius Saliba, dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. «È  il momento di dare loro ciò che meritano: il diritto di staccare la spina. Questo è vitale per la nostra salute mentale e fisica. È tempo di aggiornare i diritti dei lavoratori in modo che corrispondano alle nuove realtà dell’era digitale. Anche perché una volta finita la pandemia, lavoro flessibile, telelavoro e smartwoking non saranno l’eccezione, ma la norma».

L’esempio da seguire è quello della Francia, che per prima ha legiferato sul tema, nel 2016, mettendo nero su bianco nel proprio Codice del Lavoro, il diritto alla disconnessione per assicurare il corretto bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata, mentre in Italia, il diritto alla disconnessione è previsto dall’art.19 della legge 81/2017, che regolamenta però il solo lavoro autonomo. «Anche in Belgio è previsto il diritto alla disconnessione, ma solo per le aziende con più di 50 lavoratori. Ma in generale nell’Unione europea si tratta di un diritto riconosciuto a livello spontaneo solo dalle grandi compagnie come Volkswagen, la prima - nel 2012 - ad aver vietato l’invio di email al di fuori dell’orario lavorativo, o come Orange, che nel 2016 ha firmato un accordo collettivo sul tema». L’esempio è stato seguito da altri grandi player come Nativis e Société Générale. O Axa, che in Spagna nel luglio 2017 ha stabilito il diritto di spegnere i telefoni fuori dall’orario di lavoro.

Ora, però, la Commissione dovrà intervenire sul tema: «Riteniamo che il diritto alla disconnessione dovrebbe essere riconosciuto quale diritto fondamentale, per consentire ai lavoratori di astenersi dallo svolgere mansioni lavorative, come telefonate, email e altre comunicazioni digitali, al di fuori del loro orario di lavoro, comprese le ferie e altre forme di congedo», continua l’eurodeputato. I Paesi UE sono incoraggiati ad adottare le misure necessarie per consentire ai lavoratori di esercitare questo diritto, anche attraverso accordi collettivi tra le parti sociali. «In tal modo dovrebbero essere scongiurate discriminazioni, critiche, licenziamenti o altre ripercussioni negative da parte dei datori di lavoro».

La normativa stabilirà dunque i requisiti minimi per il telelavoro e farà chiarezza su condizioni e orari di lavoro e sui periodi di riposo: «Si devono stabilire modalità corrette per la computazione delle ore lavorate, le deroghe, il diritto al compenso per gli straordinari», prosegue Agius Saliba. 

«È inutile stabilire diritti se non offriamo strumenti per esercitarli», sottolinea l’eurodeputato, «così abbiamo definito un set di strumenti per rinforzare il diritto alla disconnessione, per esempio l’inversione dell’onere della prova: sarà il datore di lavoro a dover dimostrare di non discriminare chi esercita il diritto alla disconnessione. E l’arbitrato sarà “rinforzo” per la risoluzione delle controversie».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400