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La pausa pranzo diventa tailor made

Distanziare e sanificare, personalizzare e offrire alle imprese un servizio ad hoc anche per chi è in smart working: sono questi i nuovi paradigmi della ristorazione, che Elior ha già implementato

Paola Belli
La pausa pranzo diventa tailor made

Il settore della ristorazione rappresenta senza dubbio uno di quelli maggiormente coinvolti dalla pandemia, un avvenimento che ha cambiato profondamente la vita delle persone che oggi passano molto più tempo a casa rispetto al passato. Anche la pausa pranzo, momento di svago e relax passato alla mensa aziendale, al bar o al ristorante, è cambiata in maniera radicale con la maggiore pervasività dello smart working e di formule di lavoro sempre più flessibili. In questo contesto, interpretare le dinamiche di un mondo che cambia abitudini e modalità di organizzazione della giornata lavorativa e saper innovare i propri servizi nella giusta direzione è un must per tutte le aziende che operano nell’out of home. 

Da puro welfare, la ristorazione è diventata un elemento di distinzione per le imprese

Elior, leader della ristorazione con oltre 95 milioni di pasti l’anno preparati in oltre 2.400 ristoranti e punti vendita, ha affrontato l’anno di pandemia appena trascorso puntando su un nuovo approccio per garantire ai propri clienti soluzioni in linea con le proprie necessità. «Partiamo da un punto fondamentale: la ristorazione aziendale è un servizio che definirei essenziale per i dipendenti, in quanto la nutrizione rappresenta uno strumento di salute e benessere che in nessun modo deve subire un arretramento a causa dei nuovi modelli di lavoro. Per questo già da diversi anni in Elior ci stavamo interrogando su come approcciare la crescente flessibilità in azienda e la crescita dello smart working», sottolinea Rosario Ambrosino, Amministratore Delegato di Elior. 

Una tendenza che ha trovato una forte accelerazione con la pandemia, che ha portato improvvisamente milioni di italiani a lavorare da casa. Un elemento che probabilmente è destinato a diventare strutturale nei modelli organizzativi e che introduce la necessità di ripensare a nuovi modelli di welfare, in primis per la pausa pranzo. 

Una recente ricerca condotta da Teleperformance per Elior rileva che per il 50% degli italiani alimentarsi in smart working è più complicato rispetto al pranzo in ufficio. Di questi, il 39% ritiene che sia più complesso mantenere un menu vario e bilanciato, il 42% percepisce il momento della pausa come meno rilassante con l’impossibilità di staccare davvero dal lavoro, mentre il 49% denuncia una minore possibilità di fare movimento e il 30% pensa di avere meno tempo per sé. Queste evidenze non possono non essere prese in considerazione dalle aziende e dai loro partner: «La ristorazione da elemento di welfare dato quasi per scontato è diventato invece un punto di forte distinzione per le imprese che vogliono prendersi cura dei propri collaboratori. Il servizio connesso alla pausa pranzo infatti si lega ad importanti valori come la cura del benessere, la migliore gestione del work life balance e la volontà di garantire un legame costante anche con chi lavora da casa o chi frequenta l’ufficio solo qualche giorno a settimana». 

Una esigenza a cui il settore della ristorazione può fare fronte solo attraverso una profonda innovazione dei propri servizi: «Credo che in futuro per noi sarà sempre più importante riuscire ad offrire ai nostri clienti soluzioni altamente diversificate, in grado di accompagnarli passo passo nella ridefinizione dei propri modelli di organizzazione interna. Dal ristorante aziendale, che comunque non abbandoneremo ma su cui anzi investiremo per far evolvere i nostri concept in chiave innovativa e sostenibile, agli smart locker come Food360 che permettono una gestione della ristorazione flessibile in termini di tempo e spazio, fino al welfare@home che, sfruttando le nuove tecnologie, ci permette di garantire un servizio di consegna settimanale dei pasti a casa del singolo dipendente». Come funziona questa nuova modalità? «Abbiamo lanciato nel 2020 la nuova linea di piatti pronti iColti in Tavola che mette a disposizione una grande varietà di ricette, oltre 400, caratterizzate da qualità delle materie prime, proposte bilanciate a livello nutrizionale, sicurezza e sostenibilità. Grazie a queste caratteristiche, oltre all’impiego dell’Atp che consente la conservazione dei cibi in frigorifero, offriamo il servizio iColti a Casa, che raggiunge tutti i lavoratori in smart working garantendo una pausa pranzo buona, sana e genuina».

Elior è leader della ristorazione con oltre 95 milioni di pasti l’anno preparati in oltre 2.400 ristoranti e punti vendita

La sostenibilità è un tema che sta tornando prepotentemente nell’agenda di Paesi e imprese come elemento per assicurare la crescita nei prossimi anni. Come si inserisce la ristorazione collettiva in questo contesto? «Sono convinto che questo aspetto rappresenti un fattore determinante per il nostro futuro e che non dobbiamo arretrare sugli impegni in sostenibilità in questo particolare momento storico ma anzi, approfittarne per ripensare e ridefinire i nostri modelli di business in chiave più responsabile. Come attori della ristorazione ci troviamo in un punto cruciale delle filiere alimentari. In Elior abbracciamo la strategia europea from Farm to Fork con l’obiettivo di contribuire all’evoluzione dei sistemi di approvvigionamento e consumo di cibo sostenibile, in grado di garantire la difesa della biodiversità, della natura e in ultima istanza della salute. Anche la lotta allo spreco di cibo costituisce un pilastro di questo nostro approccio responsabile: lavoriamo per migliorare i processi nelle nostre cucine, inoltre le nuove soluzioni di ristorazione come iColti in Tavola, grazie alla possibilità di conservare per più giorni i piatti e programmare dunque l’approvvigionamento, rapprensentano un’occasione unica di agire in questo senso». 

Al fianco della flessibilità e della sostenibilità, quali sono le altre parole chiave per la ristorazione di domani? «Sicuramente la personalizzazione del servizio ed un approccio alla nutrizione in grado di assicurare salute e benessere. Oggi più che mai ci rendiamo conto di come ognuno di noi abbia esigenze diverse quando si parla di cibo e ritengo che il compito del futuro della ristorazione sarà quello di assumersi pienamente e consapevolmente questa  responsabilità: in Elior stiamo affrontando questo percorso nel nostro centro di innovazione e formazione Food Academy, che grazie al digitale è sempre aggiornato da un punto di vista scientifico, attraverso l’attivazione di partnership con realtà impegnate nella promozione di corretti approcci dietetici come Aic, per lo sviluppo di una offerta dedicata a chi soffre di celiachia, o Asand (Associazione Tecnico Scientifica Alimentazione Nutrizione Dietetica) che, con il proprio network di dietisti promuove un approccio nuovo e più attento alla nutrizione e al benessere psicofisico della persona». 

Con MyDiet la pausa pranzo diventa personalizzata

Elior ha lanciato ad inizio anno un nuovo progetto in partnership con Asand, Associazione tecnico Scientifica dell’Alimentazione, Nutrizione e Dietetica. Si tratta di MyDiet, una nuova soluzione di welfare aziendale basata sull’innovativa linea iColti in Tavola di Elior che permette di costruire e seguire facilmente un piano alimentare anche in un contesto di ristorazione collettiva. I dipendenti delle aziende che scelgono di attivare il servizio hanno accesso, tramite l’app JoyFood, al supporto dei dietisti Asand, presenti su tutto il territorio italiano, con cui poter fissare un appuntamento dedicato alla definizione di un percorso alimentare che tenga conto delle specifiche esigenze personali. I Dietisti Asand, grazie ad una piattaforma che comprende tutte le ricette della linea iColti in Tavola, possono fornire al cliente che richiede la consulenza specifica, un piano alimentare personalizzato per tutta la giornata che include la pausa pranzo, gli spuntini e la cena. Un ulteriore passo avanti nella promozione di un’alimentazione corretta e bilanciata, calibrata sulle esigenze di ciascuno.

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