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in collaborazione con Imprefocus

Imprenditore, commercialista e divergente

Educare, crescere e proteggere gli imprenditori e le loro famiglie con un sistema evoluto sviluppato in oltre trent’anni di carriera: così Francesco Cardone, con la sua Imprefocus, aiuta le aziende a “diventare grandi”

9 Marzo 2021

Paola Belli
Imprenditore, commercialista e divergente

Francesco Cardone, ceo di Imprefocus

“Educa, Cresci e Proteggi”. Quello di Francesco Cardone, classe 1964, da oltre trent’anni nell’Albo dei Dottori Commercialisti, è un mantra che gli imprenditori dovrebbero far proprio. Lui l’ha sperimentato per primo (e poi ne ha fatto anche un libro, “Impresa Vincente. Manuale pratico dell’imprenditore contemporaneo”. Cardone ha trasformato il proprio in uno studio di consulenza, specializzato nella crescita della redditività aziendale e nella tutela del patrimonio, radicato da sempre nel mondo aziendale e vicino agli imprenditori. Imprefocus srl nasce dall’idea differenziante del dott. Francesco Cardone, un professionista divergente che ha saputo ascoltare gli imprenditori, capirne i bisogni e le necessità diventando un punto di riferimento per tante imprese nel corso degli anni. 

Si definisce un “professionista divergente”. Perché?

«Ho fatto uno switch, diventando un commercialista imprenditore. Negli anni, mi accorgevo che il ruolo del commercialista stava cambiando. Capii che lo studio vecchio stile non era più adeguato a un mondo in profonda trasformazione. E sono diventato un commercialista imprenditore. Ho aperto studi, sempre più grandi, e lavorato con centinaia di attività diverse tra loro. Oggi in Imprefocus abbiamo più di 20 collaboratori e seguiamo oltre 400 clienti in tutta Italia», racconta a Economy. Il cambio di mentalità di Cardone nasce dall’idea che, l’imprenditore contemporaneo deve essere affiancato da un commercialista imprenditore divergente, quindi da un partner dell’imprenditore. «Questo è lo switch fondamentale che ho fatto. Ma allo stesso tempo anche l’imprenditore deve avere il coraggio di cambiare. Ma non sempre, gli imprenditori hanno questo coraggio. Ed è qui che entra in gioco la figura del Business Coach di Imprefocus».

In che modo il Business Coach risulta essere un valore aggiunto per il cliente? 

Il Business Coach è un consulente con competenze specifiche che accompagna l’imprenditore in un processo di crescita. «È una figura che segue e consiglia, quasi come fosse un angelo custode, l’imprenditore in tutti gli aspetti aziendali per supportarlo in un percorso costante di crescita per il raggiungimento della serenità imprenditoriale», spiega Cardone. «Il valore aggiunto», continua il dott. Cardone, «consiste nel supportare l’imprenditore nell’aumentare la redditività della sua azienda, proteggere il patrimonio della sua famiglia e migliorare la qualità della sua vita. Questa è la nostra Mission Aziendale». Come si possono raggiungere tali obiettivi? «Attraverso il Sistema Impresa Vincente» Un metodo ideato per condividere con l’imprenditore una struttura aziendale basata su tre pilastri: Educa, Cresci e Proteggi. Applicando questi tre pilastri l’imprenditore potrà realizzare una Impresa Vincente. «Il primo sistema in Italia che affianca l’imprenditore nello sviluppo aziendale e personale, nella crescita della sua azienda e che si occupa di proteggere il patrimonio della sua famiglia. Come lo facciamo? Studiando nel dettaglio le soluzioni migliori per ridurre al minimo il rischio imprenditoriale e fornendo delle strategie pratiche», spiega Cardone. 

Partiamo dal primo pilastro: educare. 

Educare significa formare gli imprenditori, non solo da un punto di vista professionale ma anche personale. Formarsi, entrare in contatto con diverse realtà, può aiutare gli imprenditori a concepire un nuovo modo di fare Impresa. Secondo Cardone, «l’Imprenditore deve investire costantemente energie nella formazione.» Non possiamo pensare, come imprenditori, di “essere già arrivati” perché tale concetto ci porterà quasi sicuramente verso il fallimento. «Devi formarti per garantire continuità alla tua Azienda ed essere sempre il linea con un mercato in continua evoluzione».

Il secondo pilastro, forse quello più importante: la crescita. 

«Penso che l’azienda sia lo specchio dell’imprenditore. Per questo motivo, per far crescere l’azienda è necessaria la crescita dell’imprenditore», ma crescita significa soprattutto redditività dell’azienda. Nessun imprenditore avvierebbe un’attività senza l’obiettivo di un futuro guadagno, altrimenti si chiamerebbe beneficenza. «Quando si fa impresa», spiega Cardone, «il focus deve essere orientato alla redditività. Siamo abituati a pensare che il focus dell’imprenditore sia il fatturato. Non c’è cosa più sbagliata!  Il fatturato non è un indice di Redditività: non è infatti importante quanto fatturi, ma quanti soldi hai in banca a fine anno, ovvero il Margine di Contribuzione». Imprefocus, ne rappresenta un esempio in termini di crescita, infatti, «nel 2019 abbiamo avuto incremento del 38% fatturato e nel 2020, l’anno della pandemia, addirittura un +69% con un margine di circa il 60%». È importante quindi per un imprenditore avere sotto controllo i numeri della sua azienda, «quando l’uomo delle parole incontra l’uomo dei numeri, alias il sottoscritto, l’uomo delle parole è un uomo morto».

Frase molto forte quella del dott. Cardone che però chiarisce al meglio il concetto dell’importanza, per un imprenditore, di controllare costantemente il bilancio e i numeri della sua azienda.

Arriviamo all’ultimo pilastro, non per questo meno importante: Proteggi. 

Ogni attività imprenditoriale ha un rischio di Impresa che va limitato. Ed è per questo motivo che risulta essere fondamentale gestire la propria azienda con la giusta consapevolezza dei numeri. «Anche io sono imprenditore e capisco che non sia semplice tutelare il proprio patrimonio. Per questo motivo Imprefocus pone l’attenzione sulla tutela del patrimonio della famiglia dell’omprenditore, che semplificando significa saper utilizzare gli strumenti più idonei sotto il profilo fiscale e legislativo». Innanzitutto, «dobbiamo ricordare che il miglior amico dell’imprenditore è il risparmio», per cui per proteggere il proprio patrimonio è consigliabile per l’imprenditore scindere quello personale da quello aziendale. Questo step consente di accantonare, come una formichina, una parte del proprio patrimonio personale, in modo da poter generare delle rendite automatiche. Robert Kiyosaki in “Padre ricco, padre povero” li definisce “gli intoccabili”: il padre povero lavora per guadagnare soldi, il padre ricco fa lavorare i soldi per guadagnarne altri. Solo in questo modo sarà possibile avere un miglioramento della qualità della vita dell’imprenditore, che potrà aiutarlo anche nel passaggio generazionale. 

Come è possibile migliorare la vita di un imprenditore? 

«In diversi modi. Per esempio, noi utilizziamo molto le holding patrimoniali, nelle quali facciamo confluire gli immobili di famiglia e separare, dunque, il patrimonio personale da quello aziendale. Mi spiego meglio: occorre de-patrimonializzare le aziende». 

Attraverso la protezione del patrimonio, il sistema Impresa Vincente fa sì che oltre a far fronte ai costi aziendali, la redditività venga utilizzata in un’ottica futura in modo da accrescere la solidità dell’impresa e rendere l’imprenditore sereno. Infatti, conclude Cardone «sono un professionista che non ha paura di cambiare, sempre pronto all’innovazione e alla ricerca di nuovi servizi da offrire ai propri clienti. Il mio modo di esercitare la professione da imprenditore, mi fa sentire pienamente realizzato, ma la maggior soddisfazione è quella di vedere i miei clienti “sereni”».


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