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Il fattore umano rende umana anche l’A.I.

La tecnologia, da sola, non basta: occorre implementare modalità di interazione diverse. Ecco perché The Digital Box offre due percorsi formativi: il convergent marketer e il conversation designer

12 Febbraio 2021

Marco Scotti
Il fattore umano rende umana anche l’A.I.

Se si può passare dalle parole ai fatti, perché non provare il percorso inverso, portando in aula l’esperienza accumulata sul “campo”? È la domanda che si sono fatti i fondatori di The Digital Box, una Ai Company specializzata nello sviluppo di tecnologie per il marketing, la comunicazione e il service aziendale. Una realtà consolidata attiva in quattro continenti con oltre 7.000 clienti. «Abbiamo imparato – ci spiega il co-fondatore Antonio Perfido -  dai  bisogni e dalle necessità di imprese, marche e organizzazioni. Le tecnologie, per quanto sofisticate, da sole non bastano più. Le imprese non sono pronte a soddisfare le nuove modalità di interazione che le persone si attendono. È necessario, per questo divulgare e far conoscere i temi del digitale. Il divario di talenti digitali (digital talent gap) è un argomento molto discusso e una problematica che le imprese devono affrontare».

L’idea è creare nuove figure professionali qualificate per i bisogni di aziende, enti e organizzazioni

L’idea è quindi semplice: mettere a disposizione quanto appreso per creare due figure professionali ben precise. La prima è quella del convergent marketer, la seconda quella del conversation designer. Di che cosa si tratta? Nel primo caso parliamo di professionisti capaci di creare storie e video verticali, di sfruttare la marketing automation per generare conversioni anche attraverso l’utilizzo di chatbot per il marketing, ad esempio su Facebook Messenger. Nel secondo, invece, si tratta di una figura professionale completamente nuova, gli sceneggiatori delle conversazioni tra macchine e persone. I trainer che danno vita a queste interfacce pensate per dialogare con le persone. Narratori che danno valore alle parole attraverso l’abilità vocale delle macchine. I due percorsi formativi, non hanno natura tecnica, si rivolgono ad un pubblico con formazione umanistica, ai digital marketers, ai comunicatori ai  social media manager e hanno come supporto didattico le nostre tecnologie. 

«Lo strumento che abbiamo scelto – aggiunge Perfido – è quello della masterclass, ovvero classi ristrette di studenti affiancati dai nostri coach. Il tutto perché siamo convinti che le aziende non possano più prescindere dalla necessità di avere a disposizione personale qualificato per la realizzazione dei prodotti digitali. Gli assistenti virtuali, ad esempio, devono essere creati, istruiti, compresi. Non è un processo semplice e men che meno banale. Noi offriamo le nostre piattaforme per imparare a sviluppare in maniera efficace queste nuove competenze». E il “bello” è che i corsi sono rapidi: 12 ore full time, a un costo accessibile a tutti: 290 euro iva inclusa, in cui è compreso anche un account per esercitarsi. La prima edizione dei corsi si è svolta il 22 e il 23 gennaio scorsi, ma seguiranno altre due “coppie” di giornate: il 26-27 febbraio e a marzo. «La nostra idea – conclude Perfido – è di creare un network di competenze. Al momento abbiamo coach interni, ma il nostro desiderio è quello di creare una rete in cui aziende che hanno comprato da noi moduli di formazione tecnologica fossero in grado di segnalare i nostri prodotti, di raccontarli, di usarli a loro volta per formare internamente ed esternamente le risorse». 

Per venire incontro alle molteplici possibilità rappresentate da questo tipo di formazione, The Digital Box ha creato appositamente per i lettori di Economy un codice sconto di 100 euro. Basterà indicare in sede di iscrizione il codice ECONOMY21.


Per informazioni e per iscrizioni:
www.convergentmarketing.it 

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