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4.MANAGER

Fiducia e competenza:
la formula vincente dei dirigenti

Il presidente di 4.Manager e Federmanager Stefano Cuzzilla: da un paio d’anni inversione di tendenza, con le aziende che tornano ad assumere executive. Ma bisogna ridurre il mismatch tra domanda e offerta

Luigi Orescano
Fiducia e competenza: la formula vincente dei dirigenti

E' fondamentale quanto è stato fatto per ridurre il gender gap nelle aziende

«C’è un percorso preciso che si sta compiendo, passo dopo passo, verso una piena affermazione e qualificazione del ruolo dei manager nelle imprese italiane, in piena sintonia con la Confindustria e nell’insieme la rappresentanza datoriale: 4.Manager è una pietra miliare lungo questo percorso»: Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, può ben dirsi soddisfatto. Il nuovo organismo bilaterale varato ormai due anni fa in tandem con Viale Astronomia, appunto 4.Manager, ha iniziato a lavorare e produrre pensiero strategico professionale. Tra consensi immediati e crescenti.

Come mai, presidente? Evidentemente se ne sentiva molta necessità?

Certamente, la progettazione e il varo di 4.Manager è il punto di arrivo di un ragionamento strategico iniziato molto tempo fa ed è anche una nuova base di partenza per una crescita del nostro ruolo di manager che sia funzionale alla crescita dell’economia e del Paese. È una scelta assolutamente strategica, che è stata calata nel contratto rinnovato a luglio scorso. Al centro, le politiche attive del lavoro, nel senso più ampio della parola. Questo ragionamento è appunto nato dall’analisi congiunta tra noi e Confindustria delle esigenze del sistema e delle imprese e delle esigenze della nostra categoria, con tutte le sue capacità di fornire risposte alle nuove domande dello sviluppo. 

Per esempio?

Per esempio l’Osservatorio che studia l’evoluzione dei settori e dei mestieri per analizzare tutti i dati utili a capire come cambiano le specificità dei dirigenti. Alla fine, possiamo senza dubbio dire che questa sfida disegna una nuova classe manageriale, aperta ai cambiamenti e capace di cavalcarli e non subirli, pronta a far evolvere le proprie competenze, a cambiare il suo modo di lavorare mettendosi in gioco e dunque proiettarsi su mercati sempre nuovi.

Tra le innovazioni quale segnala con più forza?

Sono tutte importanti, ma mi fa piacere sottolineare tutto quanto è stato fatto e faremo per chiudere il gender gap. Non solo attraverso il contratto nazionale ma anche dando strumenti e riferimenti nuovi a chi opera in azienda.

Ma come si rifletterà tutto ciò sulle condi-zioni professionali dei manager in Italia?

Le cose stanno migliorando. Un dato molto importante è che nel 2018, rispetto al 2017, è cresciuta nel Paese la domanda di manager. Federmanager è al lavoro per certificare i 5 profili che sono più richiesti dal mercato: innovation manager, manager di rete, export manager, temporary manager e manager per la sostenibilità. Quest’ultimo profilo è entrato da poco nel nostro programma di certificazione per rispondere all’esigenza sempre più diffusa in azienda di avere competenze in grado di valutare i rischi e le opportunità connesse al grande tema dell’ambiente e del climate change. È un esempio calzante dell’evoluzione che sta investendo il ruolo del manager: sempre più aggiornato, sempre più trasversale nelle competenze acquisite, sempre più chiamato a gestire alte complessità.

Lei pensa che si possa fare di più per ri-durre il mismatch di competenze manageriali?

Si può e si deve fare di più, è un tema che questo Rapporto mette ben in luce. Il vero punto, però, è comprendere la qualità della richiesta di mercato che intercettiamo. Bisogna individuare bene i fabbisogni dell’impresa. Gli stessi imprenditori che dicono di cercare figure manageriali vanno aiutati a individuare quali competenze siano utili per il loro business, quali specializzazioni e quali funzioni siano necessarie ad esempio per lo sviluppo della filiera. Questo è l’unico approccio che risolve il problema del mismatch. Altrimenti si continuerà a dire che esiste una domanda non supportata. Invece, le competenze ci sono e il nostro compito è anche quello di offrire una risposta, avvicinando il management agli obiettivi concreti degli imprenditori.

 

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