Generazione Z e AI

Nel panorama professionale in rapida evoluzione, la Generazione Z è in prima linea nell’ambito di una trasformazione significativa guidata dall’Intelligenza Artificiale. Gli appartenenti sono spesso etichettati come la generazione “che sa cosa vuole e non ha paura di perseguirlo”, con oltre un quarto (26%) che dà priorità alla carriera rispetto alla vita privata. Ma con i recenti titoli dei giornali che sottolineano l’impatto dell’IA sull’occupazione, comprese le previsioni allarmanti sulla delocalizzazione dei posti di lavoro, anche loro stanno navigando in acque inesplorate.

Anche alla luce delle recenti notizie sui piani di spesa “aggressivi” per l’IA, è chiaro che il mondo del lavoro è già a buon punto nel suo percorso di trasformazione. Come possono le imprese lavorare con la Generazione Z per dimostrare che questa trasformazione non è necessariamente una minaccia per la sicurezza dell’impiego, bensì un’opportunità per migliorare la produttività, incanalare le ambizioni e ottenere il massimo da questa futura forza lavoro ridefinendo i ruoli?

Tecnologia trasformativa

Storicamente, le innovazioni tecnologiche hanno avuto il potere di ridefinire i ruoli professionali e di richiedere ai lavoratori di adattarsi. Dalla rivoluzione industriale all’era digitale, l’integrazione delle tecnologie ha portato a un aumento della produttività e alla creazione di nuove opportunità di lavoro. Oggi, l’IA è pronta a continuare questa tendenza. Sebbene alcuni temano che questo cambiamento si traduca in licenziamenti, è fondamentale considerare l’altra faccia della medaglia, più positiva: le tecnologie audiovisive e di supporto dell’IA offrono la possibilità di aumentare le capacità umane, piuttosto che sostituirle.

Gli strumenti basati sull’IA possono supportare e migliorare la produttività, gestendo compiti ripetitivi e banali e consentendo ai professionisti della Gen Z di concentrarsi su aspetti più significativi e creativi del loro lavoro. L’uso di tecnologie professionali nelle sale riunioni, come cuffie e altoparlanti potenziati dall’Intelligenza Artificiale, può anche portare a un aumento del 56% della qualità dei contributi dei partecipanti da remoto . Questo facilita anche una migliore comunicazione e collaborazione tra i diversi reparti e team, garantendo un flusso di informazioni fluido che porta a ritmi di lavoro più efficienti.

“Jabra ha sempre creduto nell’innovazione tecnologica come strumento di miglioramento della vita personale e professionale delle persone. Per questo crediamo fortemente che l’adozione dell’Intelligenza Artificiale possa migliore il livello di soddisfazione lavorativa della Gen Z e crediamo che avere delle cuffie professionali in questo contesto sia strategico per migliorare la qualità delle loro interazioni e prestazioni con tutti gli strumenti tecnologici che si basano su AI”, commenta Ilaria Orlando, Head of Enterprise Marketing Italy di Jabra, leader nello sviluppo e nella produzione d’innovative soluzioni audio, video e di collaborazione.

Sfruttare ogni fase del progresso dell’IA

Nonostante l’aumento della comunicazione e della collaborazione, i miglioramenti delle prestazioni complessive della forza lavoro, grazie all’IA, sono ancora solo agli inizi. Con il recente lancio di ChatGPT 4.0, gli assistenti all’attivazione vocale dell’IA stanno iniziando a rivoluzionare la produttività sul posto di lavoro. I dispositivi con cuffie e altoparlanti stanno trasformando il modo in cui i professionisti interagiscono con la tecnologia, consentendo agli utenti un controllo più intuitivo dei dispositivi, a mani libere, rendendo più facile la gestione delle attività, la programmazione delle riunioni e l’accesso alle informazioni.

La capacità di lavorare in modo più smart e agile è favorita anche dalla capacità dell’Intelligenza Artificiale di trascrivere accuratamente conversazioni e riunioni, se abbinata a tecnologie audio di alta qualità. Questo aspetto è prezioso per la Generazione Z, che dà priorità all’efficienza e alla comunicazione continua, sia di persona che in modalità virtuale. Una trascrizione accurata garantisce che le informazioni importanti siano catturate e facilmente accessibili, riducendo la probabilità di errori e fraintendimenti.

L’integrazione dell’IA nei modelli di lavoro è particolarmente significativa per i Gen Z nativi digitali. Il loro stile di lavoro è incentrato su basi diverse rispetto alle altre generazioni, essendo cresciuti con tecnologie avanzate e norme di lavoro ibride post-pandemia. Per far fronte a questa situazione è emersa una tendenza alla consumerizzazione della tecnologia aziendale per i lavoratori della Gen Z, abituati a quella personalizzata nella loro vita privata. Essi oggi si aspettano lo stesso livello di personalizzazione nei loro strumenti professionali. Gli assistenti dell’IA e le interfacce personalizzate possono essere adattati alle preferenze individuali e alle abitudini di lavoro, migliorando la soddisfazione e la produttività. Questo riflette un ampio spostamento verso una tecnologia aziendale più facile da usare e adattabile alle esigenze di una forza lavoro diversificata.

Prosperare, non solo sopravvivere

La Generazione Z svolge un ruolo fondamentale nella diversificazione del mondo del lavoro odierno e i leader di impresa devono rivolgersi a più generazioni per acquisire e trattenere i migliori talenti. Per evitare il “quiet quitting” dei dipendenti non è sufficiente seguire una politica unica, soprattutto perché più di un terzo della Gen Z (36%) non si sente a proprio agio nell’affrontare con il proprio manager la questione dell’insoddisfazione sul lavoro. Per garantire che le future generazioni di lavoratori si sentano responsabilizzate e abbiano l’opportunità di prosperare, le aziende devono adottare un approccio lungimirante all’integrazione dell’IA. Ciò comporta investimenti in programmi di formazione e sviluppo che forniscano ai dipendenti le competenze necessarie per lavorare con l’IA. Inoltre, le aziende devono promuovere una cultura dell’apprendimento continuo e dell’adattabilità, incoraggiando i lavoratori ad abbracciare nuove tecnologie e modi innovativi per migliorare i loro ruoli.

L’Intelligenza Artificiale ha anche il potenziale per supportare lo sviluppo dei ruoli quando si tratta di formazione sul comportamento, fornendo feedback in tempo reale ed esperienze di apprendimento personalizzate. Ad esempio, i programmi di formazione alimentati dall’IA possono analizzare le prestazioni dei dipendenti e offrire raccomandazioni mirate per il miglioramento. Questo approccio garantisce che la formazione sia pertinente ed efficace, aiutando i professionisti a sviluppare le competenze necessarie per avere successo in un ambiente di lavoro potenziato dall’Intelligenza Artificiale.

In quanto nativi digitali, i professionisti della GenZ hanno l’opportunità di intraprendere un percorso per fare crescere la fiducia nell’IA in ambito lavorativo. Devono controllare gli sforzi per garantire che l’IA sia accurata e utile, assicurandosi che non abbia margini per farsi prendere la mano. L’IA deve raggiungere un elevato grado di credibilità. Una vera sfida in quanto la tecnologia diventa sempre più intelligente. Assumersi la responsabilità di questa transizione rappresenta una grande opportunità per sviluppare competenze nell’ambito di un percorso che i GenZ possono seguire e coltivare fin dall’inizio. La domanda è: i GenZ sono pronti ad affrontare questa sfida? 

Viaggio nel futuro

Mentre le dinamiche lavorative continuano a mutare, l’integrazione dell’IA nel panorama professionale è una realtà pressante, che presenta un’arma a doppio taglio per la Gen Z. I leader di impresa hanno la responsabilità di garantire che l’IA sia accessibile e sostenga le ambizioni di una forza lavoro più motivata e tecnologica che mai. Abbracciando l’IA come strumento per migliorare la produttività e il livello di soddisfazione per tutti, le aziende possono creare un ambiente di lavoro in cui le generazioni future possano prosperare. L’integrazione dell’IA è inevitabile e spetta ai leader di navigare in questo percorso con saggezza.