Generali entra in Cattolica: 300 milioni per il 24,4% del capitale
Philippe Donner, ces di Generali group

Assicurazioni Generali investirà 300 milioni in Cattolica Assicurazioni con un aumento di capitale riservato che dovrebbe portarla a salire a circa il 24% della società. E’ quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate. L’operazione servirà a coprire parte dell’aumento di capitale da 500 milioni richiesto dall’Ivass a Cattolica: i restanti 200 milioni dell’aumento saranno destinati agli attuali azionisti, ma non è escluso che Generali investa anche in questa tranche. I cda delle due compagnie assicurative hanno approvato in giornata lo schema dell’operazione e domani mattina sono attesi i comunicati per informare il mercato dell’investimento. L’operazione sarebbe condizionato alla trasformazione in spa di Cattolica Assicurazioni.

Si consuma così il primo “arrocco” difensivo di un grande gruppo nazionale a tutela di uno più piccolo. Non perchè ci fosse concretamente alle viste il rischio di una scalata, ma perchè l’azienda – sul piano industriale molto interessante – rischiava di soccombere al doppio stress del consolidamento patrimoniale e del cambiamento di natura giuridica resosi ormai non più procrastinabile.

E’ chiaro che un’aggregazione di fatto del genere – con quella quota le Generali comanderanno anche senza volerlo! – riduce ulteriormente la concorrenza già modestissima nel settore assicurativo nazionale. Ma del resto, in ambiti ampiamente globalizzati, ha ancora senso misurare i parametri di libertà concorrenziale entro i confini di un solo Paese? (s.l.)