Generali

Il risiko del real estate italiano potrebbe presto avere un nuovo capitolo a Torino. Generali Real Estate ha aperto il dossier Ream Sgr, la società di gestione del risparmio partecipata dalle fondazioni di origine bancaria e da Fondazione Enpam, mettendo allo studio una collaborazione strategica che potrebbe arrivare fino a un ingresso nel capitale attorno al 20%. Un’operazione ancora tutta da costruire, ma che, se portata a termine, aprirebbe una nuova fase per la Sgr piemontese e rafforzerebbe ulteriormente la presenza del Leone nell’immobiliare italiano.

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Il dossier è aperto, ma l’intesa non è ancora chiusa

Sull’operazione Generali ha scelto per ora la linea della prudenza. La società ha precisato che la possibile collaborazione strategica con Ream si trova nelle fasi iniziali di valutazione e sarà oggetto nei prossimi mesi di analisi da parte dei soggetti coinvolti. Forma e modalità dell’eventuale alleanza non sono dunque ancora definite. L’operazione dovrà inoltre superare diversi passaggi di valutazione e approvazione e, allo stato attuale, il suo esito non può essere considerato acquisito. Le indiscrezioni finanziarie indicano tuttavia come scenario allo studio una partecipazione di Generali Real Estate nell’ordine del 20% di Ream. Le alternative comprenderebbero un aumento di capitale, con l’ingresso di nuove risorse nella Sgr e la conseguente diluizione degli attuali soci, oppure l’acquisto da parte di Generali di partecipazioni detenute da alcuni azionisti.

Brocchi, il ponte tra Ream e il Leone

Il segnale più concreto è arrivato sul fronte manageriale. Dal 31 agosto Gloria Brocchi è il nuovo direttore generale di Ream Sgr, nominata all’unanimità dal consiglio di amministrazione su proposta della presidente Maria Cristina Zoppo. Brocchi arriva proprio da Generali Real Estate, dove lavorava dal 2019 e dove ha ricoperto incarichi nell’asset management, nell’ESG e negli investimenti sostenibili. In precedenza ha maturato esperienze in BNP Paribas Real Estate Investment Management, CBRE e Colliers International. La manager raccoglie il testimone di Oronzo Perrini, che ha guidato la direzione generale della società per diciannove anni. La stessa Ream ha collegato esplicitamente la nomina al percorso in corso con il gruppo triestino, spiegando che si inserisce nel contesto di una potenziale collaborazione strategica tra Ream Sgr e Generali Real Estate, destinata a essere studiata nei prossimi mesi.

Una Sgr da oltre 1,5 miliardi di asset

Per Generali il dossier riguarda un operatore di dimensioni molto inferiori rispetto al proprio portafoglio, ma con un forte radicamento territoriale e una base azionaria composta da investitori istituzionali. Ream ha istituito e gestisce 16 fondi immobiliari chiusi, riservati a investitori professionali, con un patrimonio complessivo superiore a 1,5 miliardi di euro. I portafogli spaziano dagli uffici al residenziale, dall’hospitality al commerciale, fino agli studentati, alla sanità e alla green economy. Sul fronte economico, nel 2025 la Sgr ha registrato 7,6 milioni di euro di ricavi, 2,9 milioni di Ebitda e 1,9 milioni di utile netto. Ben diversa è la scala di Generali Real Estate, che con oltre 37 miliardi di euro di asset immobiliari figura tra i maggiori operatori europei del settore. L’eventuale alleanza potrebbe quindi mettere a disposizione di Ream una piattaforma di dimensioni internazionali e nuove opportunità di sviluppo e raccolta.

La partita delle fondazioni

È sull’azionariato che si concentra uno dei nodi più delicati dell’operazione. Tra i principali soci di Ream figurano Fondazione Crt e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, entrambe con il 24,17%, Compagnia di San Paolo con il 14,64%, Fondazione Enpam con il 10% e le Fondazioni di Cuneo e Vercelli con circa il 7,5% ciascuna. Nel capitale sono presenti anche altre fondazioni con partecipazioni minori. L’eventuale ingresso del Leone richiederebbe quindi di trovare un equilibrio tra l’arrivo di un grande investitore immobiliare internazionale e la struttura istituzionale e territoriale costruita negli anni attorno alla Sgr. La scelta della formula avrà un peso decisivo. Un aumento di capitale porterebbe nuove risorse direttamente in Ream e diluirebbe proporzionalmente gli azionisti esistenti; l’acquisto di quote, invece, comporterebbe la cessione totale o parziale delle partecipazioni da parte di uno o più soci.